Il 28 ottobre 2007, il Card. Saraiva Martins beatificava in Piazza San Pietro 498 martiri spagnoli del secolo XX. Tra di loro, 32 Carmelitani Scalzi, quali P. Eufrasio del Bambino Gesù o P. Eusebio del Bambino Gesù alla testa del gruppo dei 16 martiri di Toledo, tra cui si trovava P. Tirso di Gesù Maria.

Alle ore 18.00 del 28 ottobre scorso, in occasione del decennale della suddetta beatificazione, nella Chiesa dei Carmelitani Scalzi di Toledo (Spagna) è stata celebrata una Messa solenne di ringraziamento, presieduta dal Postulatore Generale dell’Ordine, P. Romano Gambalunga.

Ma prima le reliquie dei martiri sono state portate in processione per le strade di Toledo, accompagnate da 16 palme, mentre alla porta della Chiesa sono state accese 16 candele per ricordare ognuno dei martiri. Al mattino P. José Vicente Rodríguez, OCD, Vice-Postulatore della Causa, aveva dato una conferenza dal titolo: “Una comunità di martiri”.

Alla Messa hanno partecipato i familiari dei martiri del convento di Toledo ed è stata offerta una casula donata da una delle famiglie e confezionata dalle Carmelitane Scalze di Consuegra, come pure una preziosa vetrata realizzata dalla Sig.ra Laura Gutiérrez, sul cui cartiglio è riportata la frase che P. Tirso scrisse alla sua famiglia poco prima di essere martirizzato: “Perdonate, benedite e amate tutti”.

Il Teresianum ha celebrato il 26 ottobre scorso un congresso sul Beato Maria Eugenio del Bambino Gesù, intitolato: “Il P. Maria Eugenio, Mistico e Maestro”. Dopo le parole di benvenuto, affidate al Preside della Facoltà P. Denis Chardonnens, sono state date sei conferenze: “Voglio vedere Dio e i dibattiti contemporanei sulla mistica” (P. Bernard Minvielle); “Il Beato Maria Eugenio del Bambino Gesù, Carmelitano Scalzo” (P. Emilio Martínez, ocd); “Un concetto della vita mistica radicato nell’esperienza” (P. Louis Menvielle, Vice-Postulatore della Causa); “La santificazione della vita ordinaria secondo il Beato Maria Eugenio” (P. Laurent Touze); “Teologia e contemplazione nel pensiero del P. Maria Eugenio del Bambino Gesù: implicazioni, problemi e prospettive” (P. Jesús Manuel García Gutiérrrez), e “Voglio vedere Dio come sintesi teologica” (P. François-Marie Lethel, ocd).

Alle conferenze è seguita una tavola rotonda, presieduta dal P. Piero Coda, mentre il P. Jean-François Lefebvre, Direttore dello “Studium Notre-Dame de Vie”, associato al Teresianum, è stato incaricato di tirare le conclusioni.

Il Congresso è riuscito a mettere in rilievo il contributo del P. Maria Eugenio alla teologia, soprattutto alla comprensione della vita mistica, situandolo nel suo contesto e nella tradizione carmelitana, e mostrando la validità della sua opera per il nostro tempo.

“Viviamo sulla montagna santa per la gloria e l’onore di Dio”

Abbiamo cantato a squarciagola l’inno del Giubileo, per ringraziare il Signore che, con il suo amore e la sua Provvidenza, ha voluto e sostenuto questa presenza lungo tutti gli anni della nostra storia, nonostante le guerre e nel corso di circostanze difficili, peculiari della Terra Santa dove viviamo. La fondazione data dal 1° gennaio 1892 quando otto Carmelitane venute dalla Francia si sono stabilite ai piedi della montagna del Carmelo.

Per raccontare questa storia santa, abbiamo pubblicato due libri. Il primo intitolato Près de la Source è edito in francese. Nei quattro capitoli presentiamo la vocazione e la missione della nostra comunità e la collochiamo nel quadro della vita contemplativa presente in Terra Santa. Ricordiamo gli eventi del passato, a partire dai documenti d’archivio e infine spieghiamo il senso della nostra presenza attuale nel seno della Chiesa locale e nel contesto politico e sociale che ci circonda.

Il secondo libro ha per titolo Les gardiennes de la vigne, un titolo che richiama un versetto biblico del Cantico dei Cantici. È edito in arabo. È un racconto compendia la nostra storia ed è destinato ai cristiani di lingua araba perché possano conoscere il nostro monastero.

L’anno giubilare ha vissuto il momento culminante nel corso della celebrazione dell’eucaristia  il 4 novembre 2017, nella cappella del monastero, presieduta da S. E. mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme e concelebrata da S.E. mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario della Palestina, p. Hanna Kildani, vicario di Israele, il p. Enrique Castro ocd, delegato generale per Israele, numerosi membri delle comunità religiose, del clero locale e anche dei padri e fratelli carmelitani.

Il popolo cristiano era presente nelle sue diverse espressioni: cattolici di rito Maronita e greco-melchita, ortodossi. Abbiamo gioito della presenza di amici ebrei,  bahaïs e anche drusi. Tutti, come figli di un unico Padre, hanno partecipato alla messa giubilare, animata dalla corale della comunità ecumenica New Life. È stato un evento forte, un irruzione dello Spirito in un’atmosfera di comunione gioiosa e festante, con una dimensione da tempi messianici che ha oltrepassato tutti noi. Per preparare il giubileo abbiamo potuto contare su numerose collaborazioni in tutti gli ambiti, e tutto ci ha fatto sentire che, malgrado le nostre debolezze e la nostra povertà, siamo nel cuore della comunità ecclesiale, che il Carmelo appartiene al popolo di Dio; noi siamo con loro e per loro. È stata un’esperienza possente, rivelatrice del carattere essenzialmente missionario della nostra vocazione.

L’evento è stato vissuto sotto il segno dell’internazionalità e dell’interculturalitá. Che sono d’altronde le caratteristiche della Chiesa-Madre di Gerusalemme. Durante la celebrazione, abbiamo impiegato tre lingue  facendo nostro il dinamismo dello Spirito! Una lunga processione introduttiva ha preceduto l’Eucaristia: davanti a tutti procedeva la Croce processionale portata da un fratello carmelitano, seguita da tutta la comunità delle monache con alcuni simboli: il Bambino Gesù fondatore, lo stesso che la Madre Maria del Sacro Cuore ha portato il giorno della fondazione, 125 anni fa. Poi  l’immagine di Nostra Signora del Monte Carmelo con la nostra Madre santa Teresa; un fascicolo dei nostri Annali e il cero del giubileo, a seguire le consorelle che portavano delle candele, segni della fedeltà. Hanno partecipato alla processione anche le monache del Consiglio dell’Associazione, reduci da un incontro ordinario.

Dopo i riti iniziali, si è celebrata la cerimonia speciale dell’anno giubilare nel corso della quale abbiamo presentato ai partecipanti i nostri simboli. Infine mons. Pizzaballa ha letto la benedizione che Papa Francesco ha inviato alla nostra comunità per la circostanza.

Durante l’omelia, mons. Marcuzzo ci ha ricordato il significato biblico del giubileo, che, secondo il libro del Levitico, è un tempo di sosta, non per riposarsi, ma per ritornare alle radici, per convertirsi totalmente a Dio. Quali sono le nostre radici? Ci ha richiamato alle nostre origini qui a Wadi’ain es-Siah. I Carmelitani e le Carmelitane sono nati presso una sorgente, come dice la nostra regola di vita, juxta fontem, presso la sorgente del profeta Elia che, con la sua preghiera converte il popolo pagano al vero Dio. Ha ricordato anche il posto importante che la Vergine Maria occupa nel nostro Ordine.

«Come possiamo tornare a Dio? – ci ha domandato il Monsignore – . San Giovanni della  foce ce lo indica: bisogna uscire, scalare la montagna del Carmelo lasciandosi alle spalle tutto ciò che è vecchio, per abbracciare un modo nuovo di pensare e di agire, e tutto ciò con pazienza, come Elia l’ha avuta sperando nella pioggia dopo anni di siccità. Ecco la novità del giubileo. Allora che significa ritornare alla fonte? Possiamo rispondere come ha risposto Santa Teresa di Lisieux: “ Nel cuore della Chiesa, madre mia, sarò l’amore”. Mi auguro che prendiate questa santa decisione, di essere l’amore nel cuore della Chiesa della Terra Santa».

Dopo l’omelia, abbiamo rinnovato i nostri voti davanti a tutta l’assemblea. È stato un momento intenso di comunione con tutti i consacrati presenti. Alla fine della messa, tutta l’assemblea è stata invitata ad un momento di fraterno convivio.

VIDEO: https://youtu.be/-tyt1qduzl4

Sua Em. il Card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, ha visitato la Terra Santa dal 16 al 21 ottobre in occasione dell’anniversario degli 800 anni della presenza francescana in quelle terre. Il 18 ottobre è passato dal nostro convento di Stella Maris e ha visitato anche le nostre Monache Carmelitane di Haifa.

Insieme al Cardinale, la comunità dei frati di Stella Maris ha recitato la Salve Regina dinanzi alla Vergine Maria del Monte Carmelo, affidando alla sua materna protezione le Chiese del Medio Oriente e il lavoro dei nostri fratelli della Custodia di Terra Santa.

Dall’11 settembre scorso, i Frati della Provincia di Avignone-Aquitania sono presenti a Lione. Nel passato, l’Ordine vi ebbe un convento dal 1619 al 1792. Nel 1859, consigliato dal Parroco di Ars, P. Agostino-Maria del Santissimo Sacramento (Hermann Cohen) vi restaurò la presenza del Carmelo maschile fino all’espulsione del 1901.

Dal 1946 vi dimorò un gruppo di giovani Frati, fino alla chiusura della casa di formazione nel 1962. Anche i Carmelitani dell’Antica Osservanza furono presenti a Lione dal 1291 al 1792. Del loro convento resta un pilastro di dimensioni monumentali, presso il quale oggi passano quotidianamente migliaia di persone (vedi foto).

Rispondendo alla chiamata del Card. Philippe Barbarin, la Provincia ha deciso di restaurare la nostra presenza, il cui apostolato è per il momento concentrato presso la Basilica di San Bonaventura, in centro città. Attualmente la comunità è costituita da tre Frati, il cui responsabile è stato nominato vice-parroco e partecipa alle riunioni dell’équipe pastorale. I tre fondatori occupano tre appartamenti, in attesa di trovare un luogo più adatto alla vita conventuale, ma fin d’ora ci aprono la loro casa e ci assicurano la loro preghiera, mentre in cambio chiedono la nostra.

Nell’immagine, vediamo i tre fondatori insieme al P. Provinciale, presso il pilastro dell’antico convento di Lione dei Carmelitani dell’Antica Osservanza.

Mosso dal desiderio di comunicare la vita e le attività dell’Ordine in generale, e della Curia in particolare, il Segretariato per la Comunicazione ha aperto un account in Instagram, rete sociale creata per la diffusione di foto e di brevi video. L’obiettivo del Segretariato è di raggiungere in questo modo un pubblico più vasto, dentro e fuori dell’Ordine, cui far conoscere la nostra vita e le nostre attività attraverso le immagini, modalità specifica di questa rete sociale, molto frequentata dai giovani. I contenuti pubblicati in Instagram possono essere condivisi in Twitter (in cui siamo presenti come @ocdcuria) e in Facebook (dove siamo come Carmelitani Scalzi e Curia Generalizia Carmelitani Scalzi).

Invitiamo tutti coloro che sono presenti in questa rete sociale a seguirci. Potete anche inviarci foto di eventi, conventi, monasteri, ecc. delle vostre Circoscrizioni e in ogni parte del mondo, a quest’indirizzo: ocdinform@gmail.com, accompagnate da un beve testo descrittivo, e le pubblicheremo con molto piacere. Il nostro “Nick” in Instagram è: ocdinform.

Con l’Eucarestia celebrata il 3 ottobre dal vescovo di Novo Hamburgo, Mons. Zeno Hastenteufel, è stato inaugurato a San Leopoldo (Brasile) il Congresso di Spiritualità intitolato: “Il Magistero spirituale di papa Francesco. Spiritualità della gioia e dell’impegno: È ora di mettersi in cammino”. Vi hanno assistito P. Agustí Borrell, Vicario Generale, rappresentante di P. Saverio impegnato nella Visita in Congo, P. Javier Mena, Definitore Generale, e circa 150 persone convenute da tutta l’America Latina: frati, monache, carmelitani secolari, famiglie associate e laici carmelitani.

Nel Congresso hanno risuonato voci autorevoli, come quelle del P. Scannone SJ, professore del papa e confratello di Bergoglio nella medesima comunità per un certo periodo, dei nostri Padri Milton Moulton, Antonio Barrios, Eugenio Sainz de Baranda e Jorge Zurek, del cappuccino Gilmar Zampieri, del salesiano Marcos Sandrini e di molti altri. Il Congresso è stato chiuso da P. Agustí Borrell, con la conferenza “È ora di mettersi in cammino: Un programma di rinnovamento per il Carmelo Teresiano”. Cogliendo le linee principali del magistero di papa Francesco e del documento Capitolare dei Carmelitani Scalzi, ha invitato i congressisti e tutto il Carmelo ad essere apostoli a partire dall’interiorità.

Questo Congresso è il numero 14 della serie, proseguendo così un lungo cammino di riflessione iniziato dal Carmelo in America Latina fin dall’anno 1971, data del primo Congresso in Colombia. Da allora, ogni circa tre anni viene celebrato un Congresso.

Il Carmelo latinoamericano cammina insieme a una Chiesa che si sente discepola e missionaria di Cristo, e anche grata per il dono di papa Francesco alla Chiesa universale. Per questo motivo, ha voluto in questo Congresso andare alle sorgenti della spiritualità e del pensiero di papa Francesco, cogliere la freschezza del suo messaggio e cercare le linee di convergenza con i nostri maestri, santa Teresa di Gesù e san Giovanni della Croce.

Dal 25 settembre al 7 ottobre si è tenuto il corso intensivo per i formatori delle Circoscrizioni indiane del Carmelo teresiano, cui hanno partecipato trentacinque formatori da tutta l’India. Lo scopo del corso era di rafforzare nei responsabili della formazione nelle diverse Circoscrizioni la conoscenza degli elementi fondamentali del nostro carisma carmelitano, teresiano e sanjuanista. Le giornate sono state inaugurate dal P. Johannes Gorantla, terzo Definitore generale e responsabile dell’Asia meridionale, che ha presenziato anche alla chiusura dell’incontro insieme al P. Charles Serrao, presidente della Conferenza dei Superiori maggiori Carmelitani scalzi dell’India.

Il corso si è svolto in Alwaye, Kerala, in un convento della Provincia di Manjummel; hanno partecipato come professori P. Augustine Mulloor, P. Aloysius Deeney, P. Abraham Thekemury, P. Prasad Theruvathu, P. Charles Serrao e tanti altri esperti su diversi temi. Vi sono circa 720 candidati carmelitani in India (in tutte le fasi della formazione). Il Carmelo Indiano comprende sette Province, tre Vicariati regionali e due Delegazioni provinciali.

Trentaquattro monache Carmelitane Scalze, formatrici in quindici monasteri appartenenti alle Associazioni “Regina Pacis” e “Mater Carmeli” d’Italia, hanno partecipato dal 15 al 23 settembre a un corso di formazione ospitato dal Teresianum dei Carmelitani Scalzi a Roma.
Quest’iniziativa risponde alle esigenze della Chiesa al riguardo della vita contemplativa femminile, formulate recentemente da Vultum Dei Quarere: “Scopo principale delle federazioni è promuovere la vita contemplativa nei monasteri che ne fanno parte, secondo le esigenze del proprio carisma, e garantire l’aiuto nella formazione permanente e iniziale” (VDQ 30); e ancora: “Le sorelle chiamate a svolgere il delicato servizio della formazione possono, servatis de iure servandis, frequentare corsi specifici di formazione anche fuori del proprio monastero, mantenendo un clima adeguato e coerente con le esigenze del carisma proprio” (VDQ, Conclusione Dispositiva, Art 3/4).

Si è tenuta recentemente la sessione annuale del Carmelo del Medio Oriente, con la partecipazione delle religiose Carmelitane Scalze (dei quattro monasteri di Terra Santa) presenti nella regione, come pure dell’Egitto (Fayoum) e di Tangeri in Marocco. Il tema era: “Fratelli e sorelle del Carmelo del Medio Oriente: costruire la fraternità secondo santa Teresa e viverla nella nostra regione”. Le Carmelitane Scalze di Siria e Libano hanno voluto manifestare la loro presenza tramite due lettere fraterne.

I frati carmelitani erano rappresentati da: Mons. Jean Sleiman, Arcivescovo dei Latini di Baghdad (Iraq), P. Enrique Castro, Delegato Generale d’Israele, P. Patrizio Sciadini, Delegato Generale dell’Egitto, P. Raymond Abdo, Provinciale del Libano, P. Miguel Márquez, Provinciale della Provincia Iberica e responsabile del Carmelo di Tangeri, P. Guillaume Dehorter, Provinciale di Parigi e responsabile del convento di Baghdad, e P. Abdo, parroco della parrocchia “San Giuseppe” di Haifa, consigliere delle Carmelitane di Terra Santa.

L’incontro si è svolto ad Amman (Giordania), terra del profeta Elia, a motivo del facile accesso per tutte le nazionalità.

(Fonte: www.ocdiberica.com)

Le nostre consorelle carmelitane scalze di Bologna ci informano di questa storica visita:

“Durante la sua recente visita a Bologna, nel quadro delle celebrazioni conclusive del Congresso Eucaristico, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, accogliendo benevolmente il nostro invito, ha visitato al nostro monastero.

Il Patriarca ha fatto il suo ingresso nella chiesa accolto festosamente dal suono delle campane; dopo un canto ed un indirizzo di saluto abbiamo aperto le porte della clausura ed è entrato in monastero con il suo seguito. Con grande affabilità ha salutato tutte. Per l’occasione erano presenti anche rappresentanti delle Sorelle Clarisse di Bologna e delle Carmelitane Calzate di Ravenna, con una monaca ortodossa.

Siamo passate al coro, dove il Patriarca ha venerato le reliquie ed ha pregato con l’Ave Maria e il Padre nostro in latino. Quindi siamo andati tutti nella sala della ricreazione dove il Patriarca ha espresso con semplici parole la stima e l’importanza della vita monastica nella Chiesa. Dopo lo scambio dei doni, il dialogo è proseguito con semplicità e serena familiarità, mentre il Patriarca scriveva un saluto benedicente (in greco!) … e veniva offerto un caffè!

La gioia per questo piccolo gesto di comunione è stata grande in tutti”.

Il 17 agosto scorso, nel giorno del 75° anniversario della morte di Mons. Aloysius Maria Benziger (1864-1942), Vescovo Carmelitano Scalzo, è stata celebrata a Trivandrum una giornata organizzata dalla Provincia del Malabar, che ha avuto il suo momento culminante nella Messa presieduta dal cardinal Clemise, capo della Chiesa siro-malabarese e dal presidente della Conferenza Episcopale indiana, l’arcivescovo Susai Packiam di Trivandrum; erano presenti anche molti altri vescovi della regione e centinaia di sacerdoti e religiosi, tra cui molti Carmelitani, nonché migliaia di fedeli di queste diocesi.

Il vescovo Benziger fu un Carmelitano Scalzo della Provincia di Fiandre, che ricevette la consacrazione episcopale nel 1900 e dal 1905 al 1931 occupò la sede di Quilon in Kerala, India. In questa regione gode di grande fama di santità.

In occasione di quest’anniversario, è iniziato il processo diocesano per la sua beatificazione, con la dichiarazione formale dell’arcivescovo di Trivandrum. Il corpo del vescovo Benziger riposa nella chiesa del nostro convento di Trivandrum.

Johannes Gorantla, nostro Definitore per l’Asia meridionale, ha rappresentato in quest’evento il P. Generale Saverio Cannistrà, e ha presentato il vescovo Benziger come un pastore santo, vero figlio di santa Teresa e uomo per il nostro tempo. P. Sebastian Koodappattu, Provinciale del Malabar, e tutta la Provincia hanno organizzato con cura e successo questa giornata memorabile.

Nella nostra pagina Web e nelle nostre reti sociali abbiamo già dato informazioni dettagliate sul Definitorio Straordinario che si è svolto dal 29 agosto al 6 settembre ad Ariccia (Roma) – più precisamente nella Casa “Divin Maestro” gestita dalla Famiglia Paolina.
Il Definitorio è stato suddiviso in tre parti: in primo luogo il Padre Generale ha presentato a tutti i Superiori Maggiori la sua relazione sullo stato dell’Ordine; il P. Vicario Generale ha quindi informato sull’andamento del processo di rilettura delle Costituzioni deciso dal Capitolo Generale di Avila (2015). In entrambi i casi sono state richieste la collaborazione e l’opinione dei rappresentanti delle Circoscrizioni delle diverse aree geografiche.
Infine, i Superiori – alcuni dei quali nominati in quest’ufficio per la prima volta – hanno ricevuto un mini-corso di formazione, concepito per essere un aiuto del governo Generale al servizio di animazione delle Circoscrizioni da parte dei rispettivi Superiori.
Il Definitorio, che si è concluso con un’interessante conferenza del P. Agustí Borrell, Vicario Generale, sui religiosi presenti nei territori di altre Circoscrizioni, invierà un documento a tutto l’Ordine per farne oggetto di meditazione e studio. Il P. Saverio, Generale, e tutti i suoi Definitori si sono radunati in Curia Generale dal 6 al 2 settembre per analizzare nel Definitorio Ordinario, tra gli altri argomenti all’ordine del giorno, i risultati dell’incontro di Ariccia e valutare i contributi dei Superiori regionali.

Il nostro ultimo giorno di Definitorio Straordinario è iniziato con la preghiera delle Lodi alle sette del mattino, animata in italiano dal gruppo dell’Europa Centrale. Subito dopo la colazione si è passati in aula, dove il P. Agustí Borrell, Vicario Generale, ha preso la parola – dopo alcuni momenti di preghiera guidati da P. Miguel Márquez – per offrire una conferenza su un argomento importante che, a nome del P. Generale e di tutti i Definitori, ha presentato per suscitare il dialogo tra i Superiori Maggiori dell’Ordine: la presenza di religiosi nel territorio di altre Province.

Dopo una dettagliata e ben argomentata esposizione, egli ha suggerito alcune domande che i Superiori hanno esaminato nei gruppi linguistici durante il resto della mattinata, e che hanno esposto nella prima sessione pomeridiana.

Più tardi, i gruppi hanno avuto il tempo di studiare il messaggio del Definitorio all’Ordine, preparato da una commissione nominata ad hoc. Dopo aver ascoltato i suggerimenti di tutti, è stato deciso con votazione che la commissione, tenendo conto di quanto è stato detto in aula, elabori un messaggio definitivo che sarà diffuso prossimamente.

Al termine della sessione P. Javier Mena, Definitore Generale e moderatore, ha ringraziato per la partecipazione e la collaborazione di tutti e, dopo una breve pausa, il Definitorio Generale Straordinario OCD di Ariccia 2017 si è concluso con la Messa votiva di santa Teresa di Gesù, durante la quale il Preposito Generale P. Saverio, che ha presieduto la celebrazione, ha chiesto ai Superiori di guardare e lasciarsi guardare da Gesù, di ascoltarLo, con atteggiamento teresiano e sanjuanista.

Il Definitorio Generale, presieduto dal P. Saverio, si riunirà a partire dal 7 settembre nella Casa Generalizia per analizzare, tra le altre cose, i risultati di quest’incontro.

Rendiamo grazie a Dio per questi giorni di comunione fraterna in cui abbiamo rafforzato i nostri vincoli di famiglia teresiana e abbiamo accresciuto i nostri desideri di essere assolutamente di Cristo, sull’esempio della nostra Santa Madre, con l’aiuto e l’intercessione della Santissima Vergine Maria e di san Giuseppe, nostro Padre.

Altre informazioni in Facebook: “Curia Generalizia Carmelitani Scalzi”; y Twitter: @ocdcuria.

Dopo il giorno di riposo domenicale, questa mattina abbiamo ripreso i lavori dopo l’Eucarestia, animata dal gruppo anglofono di Europa, Stati Uniti, Asia Orientale e Australia.

La prima conferenza odierna è toccata a P. Jean-Joseph Bergara, Procuratore Generale, che ha affrontato con i Superiori Maggiori alcune questioni riguardanti il suo ufficio. Con esempi pratici e ameni, ha presentato all’assemblea alcuni casi di procedure che i Superiori devono adottare di fronte a diverse domande dei frati e delle monache sotto la giurisdizione dell’Ordine.

Johannes Gorantla, Definitore Generale, ha quindi tenuto una conferenza sull’Amministrazione economica dell’Ordine, spiegando alcuni aspetti generali concernenti la cura della gestione dei beni materiali, come pure delle questioni particolari riguardanti soprattutto l’economia provinciale.

Nel pomeriggio, il Postulatore Generale P. Romano Gambalunga ha offerto alcuni orientamenti per lo svolgimento dei processi di beatificazione e canonizzazione, ribadendone anche l’importanza per la vita spirituale delle Circoscrizioni. Ha illustrato le sue riflessioni facendo riferimento a due processi attualmente in corso: quello del Cardinal Ballestrero e quello di suor Lucia di Fatima. La sessione pomeridiana si è conclusa con la conferenza di P. Jérôme Paluku, Segretario per la Cooperazione Missionaria, che ha informato il Definitorio sui progetti per la cooperazione con le missioni.

C’è stato pure il tempo perché il Delegato Generale del Venezuela, P. Daniel, presentasse una breve relazione sulla situazione del suo Paese. Il Definitorio invierà una lettera di solidarietà a tutto il Carmelo teresiano del Venezuela.

Dopo i vespri e la cena fraterna, i membri del Definitorio si sono ritirati fino a domani, che sarà l’ultimo giorno di questo Definitorio Straordinario.

Altre informazioni in Facebook: “Curia Generalizia Carmelitani Scalzi”; y Twitter: @ocdcuria.