Dal 31 agosto al 8 settembre, si è tenuto in Città del Messico il Definitorio Straordinario, presso il Centro Cultural Quinta Soledad. Hanno partecipato il Padre Generale e i suoi Definitori, i Superiori di 25 Province, 5 Semi-Province, 11 Commissariati, 6 tra Vicariati e Delegazioni, oltre a 7 Ufficiali della Curia Generale. Si è dialogato su diversi argomenti legati alla vita del nostro Ordine e preparato il prossimo Capitolo Generale (maggio 2027). Vi proponiamo qui un riassunto dei nostri lavori.

 

Lunedì 31 agosto

I partecipanti sono stati accolti calorosamente per il Provinciale del Messico, Padre Ricardo Perez. Dopo un doveroso ringraziamento al Provinciale e ai confratelli del Messico per l’accoglienza di questo Definitorio, era previsto l’intervento del Padre Generale Miguel Márquez. La sua relazione sullo stato dell’Ordine si è sviluppata in quattro grandi quadri:

  • la Parola di Dio come luce per il cammino, richiamata attraverso tre brani: «Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9), che ci interroga sulla qualità della nostra vita fraterna; «Guarda il cielo e conta le stelle, se riesci a contarle… così sarà la tua discendenza» (Gen 15.5), che ci interroga sulla nostra fede in ciò che Dio può fare; «Tutti perseveravano nella preghiera, con un unico spirito, insieme ad alcune donne, a Maria, madre di Gesù, e ai suoi fratelli» (At 1,14), che ci interroga sulla qualità della nostra preghiera.
  • Mettere al centro Cristo: ci è chiesto di credere al cammino oltre che alla meta, per fare spazio all’imprevedibile aprendo il cuore alla novità di Cristo.
  • La memoria del percorso fatto negli ultimi 5 anni.
  • Risposte alla Lettera ai capitoli provinciali del Padre Generale.

Al termine del suo intervento, P. Miguel ha lasciato alcune domande, sulle quali si sono confrontati i cœtus linguistico-geografici (inglese, francese, spagnolo, italiano) durante la sessione pomeridiana.

Dopo la pausa, abbiamo avuto l’intervento di P. Paolo de Carli, economo generale. Nella sua relazione P. Paolo ha toccato tre temi fondamentali relativi all’economia della Casa Generalizia, al contributo delle Province alla vita dell’Ordine e agli investimenti sulla formazione (Teresianum, Collegio internazionale e Seminarium missionum).

 

 

Martedì 1 settembre

La giornata è iniziata con la relazione di P. Agustì Borrell. Ci ha offerto una panoramica storico-canonica sulla strutturazione del nostro Ordine e sui passi recenti che si stanno compiendo a questo riguardo. Da un lato, infatti, il nostro Ordine è da sempre costituito da province, cioè circoscrizioni che godono di sufficiente autonomia vitale nel governo, nella formazione, nell’apostolato, nella missione, nell’economia. Da un certo momento in poi, tuttavia, si sono moltiplicate, in numero e tipologia, circoscrizioni più piccole, storicamente usate come fasi provvisorie di preparazione alla nascita di una nuova provincia, o di fronte alla riduzione eccezionale di una provincia. Tuttavia questa libera configurazione ha iniziato a incontrare problemi strutturali. Il Definitorio Straordinario di Lisieux (2023), ha offerto alcuni nuovi orientamenti per la semplificazione e la riduzione delle tipologie di circoscrizioni.

Dopo la pausa, abbiamo ascoltato la relazione di P. Jean-Baptiste Pagabeleguem sulla formazione. Dal 92° Capitolo Generale (2021), l’Ordine ha deciso di interessarsi maggiormente alla formazione e ne ha fatto una delle sue priorità durante questo sessennio. Il Definitorio ha istituito una commissione internazionale non solo per aggiornare la Ratio institutionis, ma anche per risvegliare la coscienza di tutto l’Ordine riguardo alla nostra identità e missione. La formazione è una priorità fondamentale per il Carmelo Teresiano perché garantisce fedeltà al carisma, la stabilità delle comunità e la trasmissione di uno stile di vita radicato nella preghiera, nella fraternità e nell’apostolato.

Il pomeriggio è stato di nuovo dedicato agli incontri per cœtus linguistico.

 

Mercoledì 2 settembre

I Padri Definitori ci hanno riferito sui diversi contesti da loro seguiti: province più giovani in evidente crescita, impegnate a darsi strutture e formazione adeguate; circoscrizioni storiche chiamate a collaborare se non a fondersi, per mettere al centro la qualità della vita carismatica di ogni comunità; territori in riduzione costante, sino al prevedibile spegnimento, ma in costante e umile offerta della propria presenza. Ma dove tutto questa ricchezza, come pure ciascuna prova, si presenta come appartenente a tutti, come l’espressione diversa – per età, ferite e brillantezza – di una stessa famiglia.

P. Daniel Chowning, nel suo intervento pomeridiano, ci ha analizzato il ruolo e la funzione connessi al servizio del Provinciale, e lo ha fatto con un taglio esperienziale, ma nello stesso tempo sostenuto da solidi argomenti biblici, canonici e carismatici. Il Provinciale, ci è stato ricordato, non è il manager di un’azienda, che ha posizioni di potere da difendere o guadagni da realizzare; ma è un fratello incaricato per un servizio, peraltro temporaneo, che anzi dovrà anche imparare a lasciare al tempo opportuno. Per svolgere questo incarico, che fino in fondo è reso possibile soltanto dalla Grazia, servono però anche alcune caratteristiche di partenza e altre da far crescere: una maturità non solo anagrafica, ma di cuore, che si traduca in concreta capacità di ascolto, di discernimento, di decisione, e conoscere sé stesso, non soltanto nelle sue fragilità e nel suo peccato, ma soprattutto nel modo in cui è infinitamente amato e perdonato dal Padre, in Cristo.

Il senso della nostra unità, durante questa giornata è infine emerso con forza unica dalla testimonianza di due confratelli, chiamati a raccontare la loro vita carmelitana in contesti particolarmente feriti. Il primo, P. Rafał ha descritto che cosa significhi essere carmelitani oggi in un paese in guerra come l’Ucraina. Dopo, P. Michel ci ha parlato del Libano, in stato di guerra dura da più di 50 anni. L’ascolto di queste due testimonianze, che mettono la nostra vocazione e il nostro ministero in rapporto diretto con la morte e le ferite dell’uomo, ci ha ricordato come spesso tanti nostri problemi non siano così decisivi, e che possiamo ringraziare Dio dei tanti doni ricevuti.

 

Giovedì 3 settembre

L’intervento di P. Angelo ci ha presentato infatti il Prontuario per il governo provinciale, uno strumento che non ha la pretesa di esaurire tutte le problematiche che può incontrare un governo provinciale, ma offre alcuni orientamenti e chiarificazioni che facilitano il compito del Superiore sul modo di procedere. Lo si può scaricare qui: https://www.carmelitaniscalzi.com/documenti/capitoli-provinciali/2026_prontuario-per-il-governo-provinciale-ocd/ . Quello che più conta ricordare è forse il principio pedagogico che regge il senso di questo strumento e che, prima ancora, sta dietro al compito di un Provinciale: un Superiore non governa da solo, non solo perché lo fa in dialogo con il suo Consiglio, i priori, i formatori e le comunità; ma anche perché lo fa nella custodia offerta da leggi che ultimamente si ispirano a verità, carità e giustizia.

In questa direzione di significati è andata anche la relazione di P. Rafal Wilkosky, che ci ha illustrato come si stia modificando il ruolo e la funzione del Superiore Provinciale nei confronti delle monache. La sua relazione ha messo a fuoco il modo in cui le relazioni tra i superiori dell’Ordine e i monasteri delle Carmelitane Scalze hanno conosciuto, nell’ultimo secolo, una trasformazione profonda, sia sul piano giuridico che su quello ecclesiologico. Se fino al post Concilio Vaticano II si erano caratterizzate per un’effettiva giurisdizione dei superiori dei frati sulle comunità monastiche, la legislazione successiva ha gradualmente ridefinito questo approccio, riconoscendo l’autonomia piena dei monasteri. L’evoluzione normativa è culminata nella costituzione apostolica Vultum Dei quaerere (2016) e nell’istruzione applicativa Cor orans (2018), che ha portato al conseguente processo di revisione del diritto proprio dell’Ordine. In particolare, è diventata chiara la necessità di riconfigurare il ruolo dei superiori dell’Ordine, che non è più quello di una giurisdizione diretta, quanto quello di una vigilanza e di una sollecitudine pastorale, nel rispetto della natura propria della vita contemplativa. In secondo luogo, questo cambiamento riflette anche una diversa comprensione della comunione carismatica e della corresponsabilità nella famiglia teresiana.

 

Venerdì 4 settembre

La giornata è iniziata con l’intervento di P. Jérôme Paluku, segretario per la cooperazione missionaria. Le sue riflessioni sono partite dal contesto internazionale che sta cambiando, per cui da una situazione di abbondanza dell’Occidente prima del 2008, si è passati a una situazione in cui chi finanzia lo fa solo se informato e sicuro della destinazione. Inoltre, c’è più competizione per accedere ai fondi, meno fiducia nella Chiesa come istituzione e più rischi di manipolazione per i finanziamenti esteri. Da un altro lato, là dove gli aiuti esterni si ripetono da troppo tempo, si rischia di generare uno spirito di dipendenza in chi li riceve, che non permette più di porre le basi per una futura crescita autonoma. P. Jerome ha comunque concluso invitando a sostenere l’opera del Segretariato, perché dove si possa dare anche solo poco, cresca comunque nell’Ordine una cultura della condivisione.

P. Paolo De Carli nel suo intervento ha illustrato i criteri necessari per una buona gestione economica. Secondo le nostre leggi, e prima ancora secondo il Codice di diritto canonico, la figura dell’economo è necessaria ed è distinta dal governo dell’Ordine, ma si realizza in un’azione comunionale. L’economo non è un contabile, né un imprenditore, perché agisce su nomina del Superiore e secondo il diritto proprio dell’Ordine. Il suo ruolo ha a che fare con il carisma, perché attraverso scelte concrete è chiamato a discernere ciò che appartiene alla vita dell’Ordine.

Di pomeriggio, P. Martin Martinez ha presentato il percorso di lavoro per la revisione della Ratio Institutionis, svolto dalla Commissione incaricata. Un percorso che è iniziato già nel 2021 con il Capitolo Generale che aveva indicato questo lavoro come una priorità per i prossimi sei anni di cammino dell’Ordine. Questo lavoro ha coinvolto il Definitorio, che ha selezionato 12 membri della Commissione. Le fonti del lavoro vanno rintracciate prima di tutto nel contributo delle circoscrizioni dell’Ordine. Nei lavori si è scelto di partire proprio dall’ascolto dell’Ordine e della sua vita reale. Il secondo gruppo di fonti è rappresentato dal Magistero della Chiesa e dell’Ordine; dal punto di vista carmelitano, oltre ai nostri Santi e alle nostre leggi, il testo della Dichiarazione sul Carisma risulta tra i più citati.

Questa giornata si è conclusa con le testimonianze di 2 confratelli le cui Circoscrizione vivono situazione difficili:

  • Terra Santa: l’investimento dell’Ordine per una presenza reale, in una terra diversa da tutte, come ci ha raccontato P. Jean-Joseph: luoghi e memorie sante delle origini, la minaccia della guerra, l’affidamento della gente.
  • Venezuela e Cuba: situazioni politiche e sociali durissime, gravate dalla dittatura socialista, ma soprattutto da una povertà diffusa e diventata ormai una povertà di sistema. P. Sandy ci ha raccontato di che significhi vivere la propria vocazione carmelitana in mezzo a un popolo che soffre…

 

Sabato 5 settembre

La sesta giornata del Definitorio Generale ha previsto un intervento di Padre Giuseppe Pozzobon (Provincia di Venezia) sul tema della formazione permanente. La prima parte del suo intervento ne ha offerto una definizione, partendo da documenti del Magistero della Chiesa e dell’Ordine. Si avverte che non esiste ancora una cultura della formazione continua, che non consiste in un mero aggiornamento, ma in un’educazione sempre nuova a vivere la chiamata. La seconda linea della relazione ha evidenziato due ambiti decisivi del lavoro formativo. Il primo è quello della post-formazione, affinché l’inserimento del neo-ordinato nella vita fraterna e nella pastorale sia accompagnata dal priore e i confratelli, e anche da un padre spirituale. La terza prospettiva della relazione ha riguardato le sfide principali che richiedono lavoro formativo: la nuova evangelizzazione; la trasmissione del carisma e, in particolare, dell’esperienza dell’orazione; l’aggiornamento teologico-morale, la qualità della nostra fraternità; il rapporto tra autorità e obbedienza; la dimensione sempre più internazionale delle nostre Province.

P. Ramiro Casale ha aperto la seconda relazione interrogandoci sull’identità dell’OCDS, che non è un’estensione delle nostre parrocchie, non è un gruppo di collaboratori dei frati, non è un qualche movimento spirituale. Secondo le Costituzioni, è una vocazione laicale di partecipazione al carisma dell’Ordine per viverlo in mezzo al mondo. Ecco perché la domanda dovrebbe essere come possiamo aiutare questa vocazione a raggiungere la sua pienezza, nel suo tratto specifico di vivere il carisma nel mondo. L’assistente dell’OCDS è di conseguenza una figura di grande importanza per far crescere i laici in questa consapevolezza: è un testimone del carisma, offre un accompagnamento spirituale e collabora alla formazione; restando un punto di legame e unità tra le comunità religiose e laiche. Il Provinciale, dal canto suo, ha un ruolo centrale: le Costituzioni affermano che è il Superiore dell’OCDS nel suo territorio ed è responsabile del suo bene spirituale. Il futuro, dunque, sarà accompagnare l’Ordine Secolare verso una autonomia responsabile, che non significa indipendenza dall’Ordine, ma assunzione consapevole della vocazione ricevuta, affinché il Carmelo teresiano sia davvero una grande famiglia composta da frati, monache e secolari: tre modi diversi di vivere lo stesso carisma, con la stessa fonte, la stessa tradizione, la stessa passione per Cristo.

Sabato pomeriggio abbiamo ascoltato il racconto della vita della Provincia di San Alberto del Messico. Ci è stata proposta in breve la storia di questa circoscrizione, tra le più antiche dell’Ordine, ma anche la sua vitalità attuale, che vede frati, monache e OCDS collaborare in modo fraterno e creativo. In modo particolare ci è stato descritto il modo in cui il Consiglio Provinciale coordina le diverse aree della sua responsabilità e ci è stato presentato il lavoro della Pastorale, che dopo incomprensioni passate è ormai diventato un patrimonio di unitario tutta la Provincia, sviluppato con riferimento a tutte le fasce di età. Anche grazie a questo racconto, abbiamo sperimentato la gratitudine per l’accoglienza che i nostri fratelli messicani ci stanno riservando.

 

 

Domenica 6 settembre

GIORNATA DI RIPOSO

I frati hanno potuto visitare il sito archeologico e le piramidi di Teotihuacan. Ma soprattutto di pomeriggio, insieme alla famiglia carmelitana del Messico, pregare e celebrare la messa sotto lo sguardo della Madonna di Guadalupe, nel suo santuario. Tutti eravate presenti nella nostra preghiera.

 

Lunedì 7 settembre

La relazione di P: Marco Chiesa ci ha ricordato quali siano il ruolo e la funzione della Postulazione Generale, cioè l’organo ufficiale che, con mandato della Santa Sede, si occupa anzitutto e specialmente di tutte le Cause di beatificazione e canonizzazione dell’Ordine nei suoi tre rami (monache, frati e secolari), e in secondo luogo, di tutti gli Istituti affiliati all’Ordine, che desiderano usufruirne. La Postulazione è a completo servizio dell’Ordine, in una dinamica di disponibilità reciproca, che passa anche per la nomina di un referente locale per ogni circoscrizione. Ci è stata inoltre illustrata la cura della Postulazione nei riguardi del delicato comparto del culto e delle reliquie, con le dovute differenze tra ciò che concerne i venerabili i beati e i Santi, ma anche la diversa classificazione delle reliquie. In ordine alla Liturgia dell’Ordine, invece, alla luce del senso della Liturgia universale della Chiesa, la relazione ha presentato il cammino di revisione dei nostri libri liturgici, con i lavori avviati in ordine alla definizione del calendario (2023), alla traduzione del Proprium missarum (approvato nel 2025), alla prima bozza del Proprio della Liturgia delle Ore.

Il P. Juan David Noguera ci ha invece illustrato il compito del Procuratore Generale, che è di condurre gli affari dell’Ordine davanti alla Santa Sede, sotto l’autorità del Superiore Generale. Per facilitare la comprensione di questo servizio e il modo con cui accedere alle sue funzioni, è stata preparata un’apposita Guida Pratica alle procedure, consultabile sul sito dell’Ordine.

Di pomeriggio, P. Pius D’Souza ci ha spiegato cosa sia una Visita Pastorale. La visita, oltre ad essere canonica, è anche “pastorale”, perché dovrà concretizzarsi in incontri, ascolto, incoraggiamento, correzione, perché i frati siano aiutati a crescere nella loro vocazione. Gli incontri con i singoli frati e poi quelli comunitari serviranno infatti a verificare l’andamento della vita di preghiera, della vita fraterna e della vita apostolica; ma anche dell’amministrazione economica e della manutenzione degli edifici. La Visita Pastorale è chiamata a rafforzare la comunione fraterna, a salvaguardare e promuovere il carisma dell’Ordine, nel rispetto delle sue Costituzioni e per il compimento della sua missione apostolica.

P. Angelo Lanfranchi ha presentato l’importanza della cura di tutte le attività di segreteria, che riguardano la documentazione, i libri e gli archivi. Lo ha fatto ricordando il senso di tutto questo, con una citazione di papa Leone XIV nel suo primo incontro con la Curia romana, poco dopo la sua elezione (24 maggio 2025): “La memoria è un elemento essenziale in un organismo vivente. Non è solo rivolta al passato, ma nutre il presente e orienta al futuro. Senza memoria il cammino si smarrisce, perde il senso del percorso”.

 

 

Martedì 8 settembre

In quest’ultima giornata del Definitorio, la prima conferenza, tenuta da P. Jean-Alexandre (Provincia di Parigi), ha affrontato le sfide antropologiche e religiose poste dalla rivoluzione digitale che stiamo vivendo e che sta influenzando, come altre realtà sociali, la vita del religioso e della comunità stessa. Si tratta di una grande sfida che può portare persino all’isolamento del religioso rispetto al resto della comunità. La sfida non consiste nel rifiutare il mondo digitale, i social network e gli altri strumenti, ma nell’integrarli correttamente nella vita del religioso e della comunità. In seguito, P. José Pereira, segretario generale per l’Informazione, ha presentato il sito web dell’Ordine, dove è possibile trovare tutti i documenti preparati dalla Casa Generale.

Dopo la pausa, P. Agustí Borrell, vicario generale, ha presentato la proposta relativa alla partecipazione al prossimo capitolo generale. I superiori maggiori hanno discusso apertamente della proposta presentata.

Nella sessione pomeridiana abbiamo anche ascoltato le testimonianze di diversi confratelli:

  • Colombia: lo scorso agosto un forte terremoto ha gravemente danneggiato alcune delle nostre case;
  • Congo, Burkina Faso e Nigeria: negli ultimi anni la violenza è aumentata notevolmente;
  • India: la realtà delle persecuzioni che vivono i cristiani è difficile, soprattutto nel nord.

 

Il Definitorio Straordinario si sono conclusi con la celebrazione eucaristica presieduta dal Padre Generale.

 

 

I frati Carmelitani Scalzi della Provincia del Messico si sono riuniti nei giorni 2 e 3 giugno nell’Aula Provinciale situata nel convento di San Joaquín a Città del Messico per partecipare alla loro Assemblea Plenaria 2026.

In un clima di fraternità e comunione, i frati si sono preparati a vivere questo momento di Grazia, durante il quale, oltre all’incontro fraterno, hanno potuto esaminare le Determinazioni Capitolari che daranno orientamento al prossimo triennio, iniziato lo scorso mese di gennaio.

Oltre alla revisione delle Determinazioni, i frati hanno vissuto momenti di riflessione sull’importanza della vita fraterna e dei legami fraterni che la consacrazione conferisce loro, sull’importanza della cura e dell’amore verso i confratelli, e su quanto sia importante accompagnarsi e sostenersi a vicenda tra le luci e le ombre che il percorso di ciascuno esperimenta nella quotidianità.

 

Il 13 giugno 2026, i Carmelitani Scalzi della Provincia di Malabar hanno inaugurato il “Lumen Carmeli”, un museo dedicato al patrimonio carmelitano presso il monastero di Carmel Hill, a Trivandrum, nel Kerala. Benedetto e inaugurato da Mons. Christudas R., Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi latina di Trivandrum, il museo vuole conservare e trasmettere il ricco patrimonio spirituale del Carmelo attraverso la storia, l’arte e la preghiera. Le celebrazioni di inaugurazione hanno incluso una conferenza sulla spiritualità carmelitana tenuta da P. Peter Chakiath OCD, Provinciale della Provincia di Malabar. All’evento hanno partecipato centinaia di fedeli, religiosi e amici.

Il museo comprende un giardino di preghiera all’aperto ispirato al simbolismo di Santa Teresa sulle quattro vie della preghiera, una presentazione immersiva del “Castello Interiore”, gallerie dedicate ai santi e alla spiritualità carmelitani, mostre sulla crescita del Carmelo e sulle missioni carmelitane in India, nonché spazi commemorativi dedicati ai primi missionari, tra cui i Servi di Dio Aloysius Maria Benziger e Padre Adeodatus. Ospita inoltre una collezione di oggetti sacri storici provenienti dal Monastero di Carmel Hill e una Cappella delle Reliquie contenente le reliquie di oltre quarantacinque santi. Il museo invita i pellegrini a scoprire il cammino carmelitano di preghiera, contemplazione e santità.

 

La comunità parrocchiale di San Luigi di Gonzaga a Gonzagueville ha celebrato, il 21 giugno 2026, un evento storico: il doppio giubileo d’argento, che segna i 25 anni dall’erezione della parrocchia di San Luigi di Gonzaga e i 25 anni di presenza dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi in Costa d’Avorio.

Sin dall’inizio della sua presenza in terra ivoriana, l’Ordine dei Carmelitani Scalzi non ha mai smesso di impegnarsi nell’annuncio del Vangelo, nell’accompagnamento spirituale dei fedeli e nella promozione della vita di preghiera secondo il carisma di Santa Teresa di Gesù, di San Giovanni della Croce e di Santa Teresa di Gesù Bambino. La parrocchia di San Luigi Gonzaga, eretta venticinque anni fa nella diocesi di Grand-Bassam, continua a essere un luogo vivo di fede, di fraternità e di testimonianza cristiana.

Possa questo giubileo diventare per tutti fonte di rinnovamento spirituale e un invito a continuare a costruire una comunità sempre più unita, fervente e missionaria.

 

È all’insegna del Giubileo di S. Giovanni della Croce, che si è tenuto a Bozoum il sesto Congresso nazionale dell’OCDS, dal 22 al 25 maggio 2026. Erano presenti 80 confratelli delle quattro fraternità del paese (Bozoum, Baoro, Bouar, Bangui), accompagnati dai rispettivi Padri Assistenti e il Delegato dell’OCDS del Centrafrica, P. Dieudonné Yahaka.

In un clima di grande fraternità, i partecipanti hanno seguito i diversi insegnamenti: “S. Giovanni della Croce e la creazione”, “S. Teresa d’Avila e l’orazione”, “La vita pratica dell’OCDS”, “I documenti sull’OCDS”. Prima dell’ultimo intervento, i partecipanti si sono riuniti in alcuni gruppi per rispondere ad alcune domande sulla vita dell’OCDS e proporre delle soluzioni per il suo sviluppo e, soprattutto per la sua autonomia. In particolare sono state sottolineate alcune necessità, come la capacità di formarsi sugli scritti dei nostri Santi, di proporre l’appartenenza all’Ordine Secolare anche a persone più giovani, di formare i formatori, l’autofinanziamento, una testimonianza carmelitana più visibile nel tessuto ecclesiastico e civile… Infine, è stata fatta la proposta di fare un pellegrinaggio sulla tomba del venerabile Fra Jean-Thierry EBOGO a Yaoundé. Nel corso del Congresso è stato anche eletto il primo Consiglio nazionale.

Il 30 maggio 2026, presso la parrocchia di Santa Maria a Ripa d’Arno in Empoli (Firenze), la Provincia d’Italia Centrale ha celebrato l’ammissione alla formazione di un gruppo locale di persone che avevano completato il percorso di Prima Conoscenza sotto la guida del Consiglio Provinciale OCDS e dei Superiori religiosi provinciali, attraverso l’impegno delle formatrici Cecilia Manuelli, Graziella Bacci e Maria Lupi.

La celebrazione eucaristica, presieduta dal Delegato Provinciale OCDS P. Basilio Visca, ha segnato l’avvio di un cammino formativo orientato alla futura costituzione di una nuova Comunità OCDS nella sede di Empoli, che sarà intitolata a S. Giovanni della Croce.

La presenza della Presidente Provinciale OCDS Laura Isotton, con una rappresentanza del Consiglio Provinciale OCDS, di secolari provenienti da diverse comunità limitrofe e di molti Padri ha reso visibile la comunione dell’Ordine e la bellezza di un cammino condiviso.

Alla vigilia della festa della Santissima Trinità, l’evento è stato percepito come un segno forte e tangibile dell’opera dello Spirito, che continua a generare vita nuova nel Carmelo secolare.

Domenica 7 giugno abbiamo commemorato la fondatrice del monastero del Carmelo del Rosier ad Anversa. Lo abbiamo fatto nel corso di una bellissima e profonda celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Anversa, presieduta dal vescovo Mons. Johan Bonny. Oltre al Padre Generale Miguel Márquez Calle, OCD, abbiamo avuto il piacere di accogliere Padre Christophe-Marie Baudouin, OCD, Padre Dick e numerosi carmelitani arrivati dall’estero. Erano presenti anche numerose monache Carmelitane provenienti dal Belgio e dai Paesi Bassi, nonché dalle Filippine e dagli Stati Uniti, tra gli altri.

Desideriamo esprimere i nostri più sentiti ringraziamenti a tutti coloro che si sono uniti a noi nella commemorazione della Beata Anna di San Bartolomeo per la loro presenza e le loro preghiere. Un ringraziamento speciale va anche alle nostre sorelle del Rosier e alla comunità filippina, che, al termine della celebrazione commemorativa, ci hanno riservato una calorosa accoglienza e un delizioso pasto presso il Rosier.

In questi prima metà del 2026 la famiglia del Carmelo celeste si è allargata con quattro nuovi Venerabili e tre nuovi Martiri: vogliamo ringraziare insieme il Signore per tutte le meraviglie che continua a compiere.

Il 22 gennaio Maria Immacolata della SS.ma Trinità (Maria Gisella Villela), religiosa professa OCD, è stata dichiarata Venerabile; così come il 27 aprile è avvenuto per  Maria Eletta di Gesù (Caterina Tramazzoli), religiosa professa OCD, e per Maria Teresa della Santissima Trinità (Teresa Ysseldijk), religiosa professa CDCJ; e, infine, il 22 maggio è stata la volta di Giovanni Teodorico di Gesù Bambino e della Passione (Jean-Thierry Ebogo), religioso professo OCD.

Sempre il 22 maggio, il S. Padre ha approvato il decreto sul martirio del numeroso gruppo di Santander, al cui interno vi sono i tre Carmelitani Scalzi Atanasio del Sacro Cuore (Gregorio Aguinagalde Aguirreche) sacerdote, Ruperto della Croce (Ruperto Andueza Larraya), religioso, e Massimino della Vergine del Carmelo (Maximino Sáez Martínez) novizio: nei prossimi mesi verranno proclamati Beati, unendosi così alla schiera degli oltre cinquanta martiri spagnoli della nostra famiglia.

L’istituto scolastico EL CARMELO di Molinopata – Abancay appartiene all’Ordine dei Carmelitani Scalzi del Perù. La gestione è stata affidata all’OCDS di Abancay, con la collaborazione del personale amministrativo e degli insegnanti debitamente selezionati per offrire un’istruzione integrale di qualità, fondata sui valori del carisma carmelitano-teresiano. Accoglie circa 600 studenti.

Il 22 aprile 2026, dopo 20 anni di attività, l’IEI El Carmelo ha avviato una nuova fase con l’inaugurazione di una moderna infrastruttura educativa, che comprende aule interattive, una sala dedicata all’innovazione pedagogica, un auditorium, un luogo di preghiera, campi sportivi, ecc. Alla cerimonia ufficiale erano presenti: il presidente della regione di Apurímac, il vescovo della diocesi di Abancay, la direttrice dell’UGEL di Abancay, il delegato dell’OCDS del Perù, il presidente dell’OCDS del Perù, i direttori dei diversi cicli di istruzione dell’IEI El Carmelo, gli insegnanti, gli studenti e le loro famiglie.

Tutti erano molto felici perché, a partire dal mese di maggio, gli studenti potranno beneficiare dell’insegnamento in queste nuove infrastrutture.

 

Dal 20 al 24 aprile 2026, 14 frati provenienti da cinque conventi e nove membri dell’OCDS si sono riuniti per la settimana provinciale annuale presso il Centro spirituale di Birkenwerder. Questi giorni sono stati segnati da celebrazioni liturgiche, momenti di silenzio, dialoghi spirituali, momenti di formazione e di ricreazione in comune, nella consueta atmosfera accogliente del Centro.

La signora Annette Jantzen è stata invitata ad animare le nostre riflessioni teologiche. Le sue relazioni si basavano sul suo libro «La Parola di Dio, al femminile. Come parlare a Dio oggi? Preghiere, salmi e canti». Con grande erudizione e uno stile vivace, ha affrontato questioni esegetiche che hanno aperto nuove prospettive a molti partecipanti e suscitato scambi appassionanti.

La visita guidata al castello di Oranienburg è stata un momento forte dal punto di vista culturale. La settimana provinciale si è conclusa in un’atmosfera conviviale con una cena tutti insieme.

 

Il 21 aprile 2026, P. Reynaldo V. Sotelo Jr., OCD, Superiore Provinciale della Provincia delle Filippine, ha presieduto il rito di benedizione del Convento di Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo nella diocesi di Xuân Lộc, che è così diventato la seconda Casa dei Carmelitani Scalzi in Vietnam.

Al termine della celebrazione liturgica, P. Joseph Duong Duc Nghia, OCD, superiore locale, parlando a nome della comunità, ha espresso un caloroso ringraziamento a tutti coloro che hanno accompagnato i frati in questo percorso di mesi di lavori e fatiche. Il banchetto festivo che è seguito è stato più di un semplice pasto: era un prolungamento dell’Eucaristia – un momento di gioia fraterna e di storia condivisa. Siamo eternamente grati a tutti coloro che hanno contribuito a posare le pietre di questa nuova casa, assicurando che, per le generazioni che verranno, il Signore abbia davvero una dimora tra il suo popolo.

 

Il 27, 28 e 29 marzo 2026 si è tenuto l’Incontro nazionale dell’OCDS nella città di Alta Gracia, in Argentina, alla presenza del nostro Delegato Generale per l’OCDS, P. Ramiro Casale. Il tema era: «La Vergine Maria e San Giovanni della Croce, maestri di vita spirituale».

Venerdì 27, alle ore 17, la Presidente del consiglio nazionale, Alejandra Rocha, ha proceduto all’apertura ufficiale dell’incontro. La prima conferenza, tenuta dalla Signora Silvia Areco, OCDS di Bella Vista, sulla dottrina di San Giovanni della Croce, ci ha presentato in modo sintetico l’insieme degli scritti di San Giovanni della Croce e il loro scopo principale. Sabato, la Signora Alicia Mallol, OCDS di Mendoza, ha animato un momento di preghiera, incentrato sulla Parola di Dio e sulla poesia del nostro Padre san Giovanni della Croce. Dopo il pranzo, è stata organizzata un’escursione guidata della città di Alta Gracia, seguita da una visita alle Monache Carmelitane e infine da una visita alla Grotta di Lourdes, che appartiene ai Frati Carmelitani dell’Argentina. Dopo cena, abbiamo partecipato alla tradizionale serata ricreativa. Domenica, P. Ramiro Casale OCD ha tenuto una conferenza sull’esperienza mariana in san Giovanni della Croce, seguita da uno scambio su temi propri del Carmelo Secolare.

 

In questi ultimi anni, dopo diversi tentativi non andati a buon fine di creare una app liturgica per il nostro Ordine, il Definitorio generale ha deciso di affidarsi a una app esistente che fosse abbastanza diffusa nel mondo e che comprendesse già la possibilità di inglobare dei “Propri religiosi”: iBreviary è quella, a livello mondiale, che soddisfa meglio a queste esigenze, anche se, purtroppo non è possibile soddisfare al pieno tutte le nazioni.

Una app completa dovrebbe prevedere la disponibilità base dei libri liturgici (Liturgia delle ore, Messale e Lezionario) di tutte le nazioni in cui siamo presenti e preghiamo, e su cui si inserirebbe il nostro Proprio, ma questo è davvero complesso e pesante. Resta, comunque, la possibilità di fare il medesimo lavoro per eventuali app nazionali che ne offrono la possibilità, richiedendo il permesso alla Casa Generalizia.

Qui di seguito trovare i link che rimandano all’app iBreviary e alla spiegazione su come utilizzarla: https://www.ibreviary.org/it/ .

Buona preghiera!

 

 

Emilio José Martínez, OCD, è stato nominato preside del Teresianum di Roma con un decreto della Santa Sede firmato il 21 aprile 2026.

Membro della Provincia Iberica, P. Emilio è nato a Madrid il 19 dicembre 1964. Dopo aver intrapreso studi di chimica presso l’Universidad Complutense di Madrid, ha iniziato la sua formazione teologica presso la Pontificia Università di Salamanca, prima di conseguire un dottorato su San Giovanni della Croce presso l’Instituto Superior de Ciencias Morales.

Attualmente è docente presso il Teresianum di Roma, dove insegna Teologia Spirituale e Santa Teresa di Gesù. Ha inoltre collaborato a numerosi corsi e congressi internazionali legati alla spiritualità carmelitana, teresiana e sanjuanista. All’interno del Teresianum ha inoltre assunto diverse responsabilità istituzionali, tra cui la presidenza della commissione incaricata della qualità della Facoltà tra il 2017 e il 2020.

Tra le sue pubblicazioni si possono citare in particolare opere quali «Gandhi. Experiencia de Dios y exigencia ética» (1999) e «Tras las huellas de Juan de la Cruz. Nueva biografía» (2006). A ciò si aggiungono numerosi articoli e studi specialistici su Santa Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce pubblicati su riviste universitarie internazionali, quali Revista de Espiritualidad (di cui è attualmente direttore), Teresianum, Rivista di Vita Spirituale e Mysterion.

Oltre al suo lavoro accademico, P. Emilio José Martínez ha assunto incarichi di governo: nell’ex Provincia di Castiglia è stato maestro degli studenti, consigliere provinciale e superiore provinciale; successivamente, tra il 2009 e il 2015, ha ricoperto la carica di Vicario Generale dell’Ordine.