A questo servizio di informazione giungono frequentemente domande sulla situazione delle nostre sorelle Carmelitane Scalze di Tolentino che, come informammo il 3 novembre 2016, hanno dovuto abbandonare il loro monastero a causa dei danni provocati dal terremoto del 30 ottobre dello stesso anno, accaduto mentre la Comunità aveva appena iniziato a celebrare la Messa, presieduta dall’allora Provinciale dell’Italia Centrale, P. Gabriele Morra.

Accolte il giorno stesso dalla consorelle di Fano, le monache hanno iniziato a cercare soluzioni alternative, per sollevare il monastero e la Comunità di Fano dal sovraccarico materiale implicato dalla presenza di altre diciannove monache, anche se la buona volontà e l’amore fraterno erano più forti di qualunque difficoltà.

Finalmente, il 22 luglio 2017 le monache, grazie all’interessamento dei Padri Agostiniani e alla generosità delle Suore Agostiniane di Santa Rita da Cascia, hanno potuto trasferirsi nella casa di accoglienza vocazionale “Sant’Agostino”, vicinissima a questa località italiana. Lì si trovano fino ad oggi, in attesa di poter ricostruire il monastero di Tolentino. La strada da percorrere sarà lunga e dovranno ancora essere reperiti molti aiuti – sono già partite alcune iniziative di solidarietà, di cui abbiamo dato notizia nelle nostre reti sociali – tuttavia la comunità vive il cammino iniziato dopo la dolorosa giornata del 30 ottobre 2016 nell’abbandono e sperando nella misericordia di Dio.

A questo link può essere scaricata, in italiano, una cronaca scritta dalle stesse monache, che abbiamo sintetizzato nella presente notizia: http://www.sannicoladatolentino.it/files/Bollettino-luglio-settembre-2017–DEF.pdf

Il 3 gennaio scorso abbiamo appreso la triste notizia del decesso di Mons. Adeodato Micallef, vescovo Carmelitano Scalzo nato a Birkirkara, Malta, il 17 dicembre 1928.

Mons. Micallef era entrato nell’Ordine il 15 agosto 1947, emettendo la sua professione l’anno seguente col nome di fra Adeodato dell’Assunzione. Il 15 ottobre 1951 emise la sua professione solenne e fu ordinato sacerdote il 9 maggio 1954.

Nella sua Provincia di Malta, Mons. Adeodato svolse diversi incarichi: priore di Birkirkara, Maestro dei Novizi e, per un anno (1972-1973), Provinciale. Nel 1973 fu eletto Definitore nel Capitolo Generale e gli fu affidata la cura specifica delle missioni dell’Ordine. Terminato questo periodo nel 1979, passò ad essere Rettore del Teresianum per due anni, finché fu nominato Vicario Apostolico per il Kuwait e fu consacrato vescovo da san Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1982.

Durante la prima guerra del Golfo, Mons. Adeodato declinò gli inviti ad abbandonare il Paese e rimase in Kuwait durante tutto il conflitto.

Dopo l’accettazione della sua rinuncia, il 14 luglio 2005, fu salutato dalla comunità cristiana pellegrina in Kuwait con un’affollatissima Eucarestia, celebrata il 20 ottobre dello stesso anno nella Cattedrale della Sacra Famiglia. Con la sua rinuncia coincise la decisione della Santa Sede di ritirare all’Ordine il Vicariato Apostolico, quindi egli fu l’ultimo vescovo Carmelitano Scalzo in Kuwait. Questa situazione rattristò particolarmente Mons. Adeodato; nonostante il suo disaccordo – manifestato con sincerità e franchezza – finalmente la accettò con umiltà per amore della Chiesa.

Ritornato nella sua Provincia, chiese di vivere come un frate qualunque, mettendosi a disposizione dei suoi Superiori, attento ai fratelli più infermi, disponibile a qualunque servizio gli fosse richiesto, incluso quello di far da barbiere ai frati che glielo domandavano.

Dopo una malattia di due mesi, vissuta con grande serenità, il nostro caro fratello è morto in una grande pace e attorniato da un buon numero di frati della Provincia, che lo hanno accompagnato, assieme a un gran numero di fedeli, nel funerale celebrato nella Cattedrale di La Valletta, presieduto da Mons. Scicluna.

Il funerale è stato trasmesso in diretta tramite YouTube e può essere visionato a questo link:

https://www.youtube.com/watch?v=dHKfED7AjGM

“Come sta il Centrafrica? Il Centrafrica non sta per nulla bene. La guerra sembrava finita, ma purtroppo non è così o, almeno, non è dappertutto così. La situazione relativamente tranquilla di Bangui – dove comunque non sono mancati, anche recentemente, episodi di violenza – rischia di ingannare. Nelle zone interne del paese il quadro è ben diverso. Dal mese di maggio gruppi di ribelli – non sempre ben identificabili quanto ad origine e obiettivi – hanno provocato centinaia di morti, case bruciate e migliaia di profughi in diverse città e villaggi. Tale stato di cose si trascina ormai da troppo tempo. C’è come il rischio di abituarsi alla guerra, quasi fosse inevitabile.

Due dati inequivocabili esprimono, più di ogni altra analisi, la situazione drammatica in cui si trova il Centrafrica.

L’80% del territorio è, di fatto, ancora occupato, o comunque controllato, da gruppi di ribelli che dettano legge al posto dello Stato che fatica – e purtroppo quasi rinuncia – a far sentire la sua presenza. L’assenza dello Stato nelle zone lontane dalla capitale fu uno dei motivi che scatenarono la guerra nel 2013. Trascurarlo potrebbe non essere una buona strategia. L’elezione di un nuovo presidente, la presenza massiccia dell’ONU, l’interesse e gli aiuti copiosi da parte della comunità internazionale sembravano l’occasione propizia per voltare pagina, acchiappare finalmente il treno dello sviluppo e provare ad essere uno Stato per davvero. Ma, almeno per ora, così non è stato. I risultati hanno deluso le attese. Non siamo riusciti a fare passi in avanti. Anzi, forse ne abbiamo fatti addirittura indietro.

E vengo al secondo dato. Secondo l’ultimo rapporto dell’ONU il Centrafrica si colloca ormai al 188° posto su 188 paesi nell’Indice dello Sviluppo Umano. Siamo quindi il paese più povero del mondo. Il Centrafrica si trovava già in fondo alla classifica. Questi ultimi anni di guerra hanno consumato le poche risorse di cui disponeva.  E anche se le classifiche sono sempre un po’ antipatiche – e piacciono soltanto quando si occupano i primi posti –, questo dato resta un indicatore più che eloquente della reale situazione del paese.

Davanti ad un quadro così desolante non mancano le ragioni per essere pessimisti, scoraggiarsi e arrendersi. Ma da un punto così basso non si può che risalire. Ed è inutile continuare ad accusare un nemico, mai ben definito, o aspettare che qualcuno – quasi per magia – cambi la situazione perché ci siano le condizioni per iniziare a fare qualcosa. Forse è arrivato il momento di iniziare a fare qualcosa perché la situazione cambi. E la magia, o meglio, il miracolo sarebbe che questo qualcosa lo facessero i Centrafricani stessi, in un grande, collettivo e attesissimo sussulto di amore per la propria patria.

Per fortuna il Carmelo sta un po’ meglio e le buone notizie non mancano. Settembre e ottobre sono stati mesi ricchi di avvenimenti. La mattina del 16 settembre sette giovani – due centrafricani e cinque camerunesi – hanno iniziato nel convento di st. Elie a Bouar l’anno di noviziato. Tra di loro c’era anche Aristide, il nostro infaticabile postulante-infermiere a servizio giorno e notte di malati, feriti e soprattutto partorienti del nostro campo profughi. Per fortuna che i profughi sono ormai partiti, altrimenti avremmo dovuto appendere, sul portone del Convento, un cartello con sopra scritto: “Siamo spiacenti, ma la maternità è chiusa perché Aristide non c’è più. In caso di parto è meglio che corriate subito all’ospedale più vicino”.

Nel pomeriggio dello stesso giorno altri tre giovani, due camerunesi e un centrafricano, al termine dell’anno di noviziato, hanno fatto la professione semplice. Due di loro fanno ormai parte della comunità del Carmel.

Il 21 Ottobre, nella nostra chiesa di Baoro, fra Christo ha fatto la professione solenne, entrando a far parte per sempre della famiglia carmelitana. Erano sette anni che non avevamo una professione solenne e quindi potete immaginare la nostra gioia. Il giorno seguente, nella grande cattedrale di Bouar, ci siamo ancora ritrovati per l’ordinazione diaconale di fra Christo e l’ordinazione presbiterale di fra Odilon. L’indomani, alla sera, nella chiesa del nostro seminario minore di Bouar-Yolé, eccoci ancora insieme per la celebrazione della prima Messa, un momento di grande commozione e fraternità per noi tutti. E di grande incoraggiamento per chi è ancora in cammino.

Novità anche per il Carmel di Bangui. Padre Matteo – dopo quattro eroici anni trascorsi a Bangui in tempi di guerra e con nostro grande dispiacere, soprattutto in refettorio…– è stato inviato nella nostra missione di Bozoum. Al suo posto è arrivato fra Christo. I nuovi prenovizi, dei quali ora si occupa padre Mesmin, confermato padre priore, sono in tutto sette. Gli studenti, dei quali si occupa il sottoscritto, sono in tutto nove: sette centrafricani e due camerunesi. Altri cinque studenti sono in trasferta: tre in Camerun per gli studi di teologia e due in stage pastorale. Padre Arland è sempre qui al Carmel e si occuperà in modo particolare della nostra promettente azienda agricola.

La nostra comunità si compone quindi, per quest’anno, di venti membri. Sono il solo italiano… ma confesso che quasi non me ne accorgo tanto la nostra vita, la preghiera e il lavoro che ci uniscono  fanno di noi una sola famiglia.

Alcune settimane fa ci siamo recati al cimitero situato vicino a St. Paul des Rapides, la chiesa più antica del Centrafrica. È sicuramente uno dei luoghi più sacri del paese. Qui, nel 1894, iniziò l’evangelizzazione dell’Oubangui-Chari, grazie al coraggio e alla fede di alcuni sacerdoti spiritani francesi. Partiti da Brazzaville, risalirono il fiume Oubangui giungendo in quello che era allora un piccolo villaggio accanto ad una stazione coloniale. Molti di quei missionari morivano in giovanissima età, anche soltanto dopo qualche mese di permanenza in questa terra, vittime delle malattie tropicali. I loro corpi riposano in questo cimitero. Anche i loro nomi sono ormai cancellati dagli strati di calce posati sulle croci in cemento delle loro tombe.

Mentre penso a questi eroi di altri tempi, osservo i miei giovani confratelli. Gli eroi sotto terra non avrebbero nemmeno osato immaginare ad una messe così copiosa del loro duro lavoro. I ‘non ancora eroi’ sopra la terra quasi non si accorgono di essere il frutto di quel seme che, caduto in terra forse alla loro stessa età, è morto perché il Centrafrica conoscesse il Vangelo. Certamente sono frutti ancora immaturi; alcuni potranno ancora staccarsi dall’albero e maturare altrove. Però frutti sono. A me, indegno successore di quegli eroi, l’inaspettata fortuna e il grande onore di veder crescere, senza far troppi danni e crescendo un po’ anch’io, quanto altri hanno seminato.

Un abbraccio

Padre Federico Trinchero, ocd.”

La prestigiosa rivista svedese di notizie  “Fokus” ha nominato il nostro fratello Card. Anders Arborelius OCD, cittadino svedese dell’anno, a motivo del suo carattere deciso e coinvolgente quale leader più in vista della Chiesa cattolica in Svezia, nella quale tutti trovano uno spazio in cui condividere la fede, la speranza e l’amore.

In un’intervista al sito Web spagnolo www.religionconfidencial.com, il sacerdote Andrés Bernar afferma che Mons. Arborelius è sempre stato una voce di riferimento – non solo per i cattolici svedesi –, coraggiosa quando si tratta di spiegare con semplicità e chiarezza la dottrina della Chiesa, e che sa mettersi sempre dalla parte dei più deboli.

Alla Radio Vaticana, Anders Arborelius ha dichiarato: “A volte mi chiedono se sono un vero svedese, perché ritengono che sia impossibile esserlo quando si è, allo stesso tempo, sacerdote cattolico, vescovo e cardinale. Sono contento per questo riconoscimento e credo che la rivista sia stata coraggiosa a farlo. Mostra che la Chiesa Cattolica diventa sempre più una realtà svedese e appartiene alla cultura della società del nostro paese”.

Da parte sua, la giuria ha riconosciuto che il nostro fratello Card. Arborelius, OCD, è un uomo capace di rappresentare degnamente la Chiesa Cattolica in un paese la cui identità è principalmente laica o luterana. Egli svolge inoltre un ruolo essenziale nell’integrazione tra gli svedesi e gli immigrati giunti da altri paesi. Insomma, afferma “Fokus: “Lo svedese dell’anno 2017 è Anders Arborelius, carmelitano scalzo, sacerdote, vescovo e cardinale”.

Aggiungiamo che proprio pochi giorni fa, il 23 dicembre 2017, Papa Francesco ha annoverato il Card. Arborelius tra i membri del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

Il 21 dicembre scorso, al termine del suo discorso alla Curia Romana in occasione della presentazione degli auguri natalizi, Papa Francesco ha annunciato ai cardinali, vescovi e prefetti presenti il suo dono di quest’anno. Si tratta di due libri tra cui “Je veux voir Dieu” (“Voglio vedere Dio”), del beato Maria Eugenio di Gesù Bambino, sul quale a detto a braccio a tutti i presenti: “Ci farà bene a tutti leggerlo… Magari non tutto – ha aggiunto – ma cerando nell’indice quello che ci interessa di più o di cui abbiamo più bisogno”.

Il 18 dicembre con una solenne funzione, presieduta dal Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi, padre Saverio Cannistrà, nel monastero carmelitano di “San Giuseppe della Madre di Dio” a Moncalieri (Torino) si sono chiuse le celebrazioni che hanno commemorato il trecentesimo anniversario della morte della beata Maria degli Angeli, prima torinese e prima carmelitana scalza italiana a essere elevata agli onori degli altari. La “peregrinatio” delle sue reliquie da Moncalieri ha toccato tre chiese torinesi a Lei strettamente unite: Santa Cristina, chiesa superstite dell’antico monastero dove visse, Santa Teresa, in cui fu salvata e custodita per centocinquanta anni la sua salma, infine la basilica di Maria Ausiliatrice dove aleggia san Giovanni Bosco che a Maria degli Angeli fu devoto e di cui scrisse una biografia in occasione delle beatificazione, avvenuta il 25 aprile 1865 da parte di Pio IX.

Di Maria degli Angeli resta a noi «l’ambizione di una radicalità cristiana … ricerca instancabile della radice che è la vita trinitaria di Dio e la sua presenza misteriosa … di cui possiamo fare esperienza … nella carne del Figlio. … Per andare alla radice bisogna fare un viaggio … un vissuto di trasformazione in cui lo Spirito … lavora … a colpi di scalpello … incidendo profondamente».  In lei ha fatto sentire «tutto quello che anche noi sentiamo in forma minore: tentazioni contro la fede, timori contro la speranza … e la resistenza ad abbandonarsi in fondo nelle mani del Signore. … La santità è proprio questo … umile offerta della nostra verità, della nostra realtà, di ciò che siamo … una realtà che ha sempre tante crepe. … “Si, ma attraverso queste crepe, è lì che passa la luce” (L. Cohen). Effettivamente è così: in queste crepe che rendono la persone imperfetta secondo le nostre logiche mondane. Dove si manifesta la miseria, la povertà, l’incapacità, l’impotenza è lì che si manifesta in maniera più forte, in maniera più viva, l’amore che viene a prenderci, che viene a salvarci proprio laddove noi non siamo capaci di andare avanti, di muovere un passo verso di Lui. E’ soltanto lasciandoci prendere da questo Amore che facciamo il viaggio della santità, un viaggio che appunto si fa soltanto se presi, sollevati, sostenuti dalle braccia forti di Dio» (dall’Omelia del P. Generale).

La storia di questa donna è storia di salvezza, roccia solida che come dice il Vangelo, che non ci sarà tolta. E da far conoscere.

Per questo tra le iniziative che si sono tenute nel corso di quest’anno ricordiamo in particolare la Mostra al Museo Diocesano dedicata a questa singolare figura femminile torinese. L’esposizione, che resterà aperta fino all’11 febbraio 2018, ne ripercorre la vita, la devozione ed il culto che si irradiarono in primo luogo nell’Ordine Carmelitano subito dopo la sua morte e si svilupparono ed intensificarono a mano a mano con lo svolgersi del processo di canonizzazione. Per onorarne la memoria le monache di Moncalieri hanno pubblicato poi, presso la casa Editrice San Paolo, il nuovo moderno profilo “Io sarò carmelita. Marianna Fontanella, Beata Maria degli Angeli”, a firma di Maria Teresa Reineri. Invitiamo da ultimo a leggere di questa donna le lettere e le Relazioni spirituali in cui appare tutta la consegna della sua umanità ferita al Signore.

(FONTE: Sito ufficiale della Provincia Lombarda dei Carmelitani Scalzi, http://www.ilcarmelo.it/)

Il Definitorio Generale ha nominato nuovo Delegato Generale in Israele P. Attilio Ghisleri, ocd, finora Economo Generale.

Nato a Bassano Bresciano il 26 ottobre 1940 e entrato nel seminario minore di Adro nel 1953, fece la professione semplice  nel 1958 e la solenne nel 1962. Fu ordinato sacerdote a Venezia  il  25 marzo 1966.

Ecco alcuni dati della sua vita al servizio dell’Ordine:

Licenza in Teologia presso l’Angelicum di Roma nel 1967 .

Laurea in Lettere moderne presso l’Università  Cattolica di Milano nel 1971

Abilitato all’insegnamento di materie letterarie e latino presso le scuole superiori di secondo grado

Laurea in Sociologia presso l’Università “ La Sapienza”  di Roma nel 1976.

Docente di italiano e storia per 24  anni nelle scuole pubbliche.

Assistente dell’OCDS sia locale che nazionale per alcuni anni.

Apostolato presso parrocchie nella Diocesi di Mantova e predicazione di esercizi spirituali e corsi di formazione presso diversi monasteri e Istituti Religiosi.

Chiamato a Roma come economo generale nel 1996 e inizio dell’attività presso la Curia nel luglio 1997

Il Definitorio Generale ha nominato nuovo Economo Generale il P. Paolo De Carli, ocd, della Provincia Veneta.

Paolo, nato nel 1965 a Trento, dopo gli studi liceali (perito elettrotecnico) entra nel convento della Madonna delle Laste(Trento) dove emette la prima professione nel 1987. È ordinato sacerdote nel 1993 a Brescia. Nel 1995 viene nominato maestro degli studenti di teologia a Brescia e nel 1999 viene eletto Priore del convento e casa di noviziato di Trento. Dal 2005 al 2011 è Vicedirettore dell’istituto Madonna della nevedi Adro, di cui sarà poi Direttore nel triennio 2014-2017. Nel triennio 2011-2014 è stato Vicario provinciale della Provincia Veneta ed Economo provinciale.

Nei giorni 28-29 ottobre si è tenuta a Sassone – nei pressi di Roma – una riunione elettiva dell’Ordine Secolare della Provincia San Giuseppe dell’Italia Centrale.

Essendo già trascorso un certo periodo dalla creazione della nuova Provincia, a partire dalle due precedenti Romana e Toscana, si è deciso di eleggere un unico Consiglio per l’OCDS di tutto il territorio provinciale, composto dal presidente e da otto consiglieri: due della Sardegna, tre dell’antica Provincia Toscana e altri tre dell’antica Provincia Romana.

Sono risultati eletti i seguenti fratelli e sorelle: Cecilia Manuelli (presidente), Gabriella Stilli, Laura Isotton, Luana Santoro, Michela Peddio, Paolo Boncristiano, Maria Antonia Poda e Maria Teresa Castaldi.

Erano presenti all’incontro il Vicario Generale, P. Agustí Borrell, il Provinciale, P. Rocco Visca e il Delegato Provinciale per l’OCDS, P. Arnaldo Pigna.

L’Ordine dei Carmelitani Scalzi Secolari della Provincia San José del Brasile “Sudeste” ha celebrato, dal 2 al 5 novembre, il suo 33° Congresso Provinciale, cui hanno partecipato circa cento membri delle cinquantaquattro Comunità e Gruppi che compongono la Provincia OCDS.

Il tema dell’evento era: “L’identità del Carmelitano Secolare” e il motto: “I Secolari donano all’Ordine la ricchezza propria della loro secolarità”. Era presente all’incontro P. Javier Mena Lima, ocd, Definitore Generale.

Cari fratelli, sorelle, amici e benefattori,

Vi informiamo che da questo mese di dicembre 2017 è stato trasferito il conto bancario per le missioni. Assicuratevi di cancellare qualsiasi altra informazione bancaria per solo usare:

Nome della banca: Banca popolare di Sondrio

Intestazione: MISSIONI CASA GENERALIZIA PADRI CARMELITANI SCALZI

Codice IBAN: IT07P0569603237000009000X37

Codice Bic/Swift: POSOIT22XXX

 È dai vostri contributi, donazioni e aiuti che il “SEGRETARIATO PER LA COOPERAZIONE MISSIONARIA OCD” continuerà a sostenere le missioni che sono nel bisogno, ma non sanno che fare.

Abbiamo fiducia nella vostra generosità. Senza il Vostro sostegno, molte missioni e i loro progetti missionari e sociali saranno costretti a chiudere.

Il vostro contributo, per quanto modesto, può aiutarci a raggiungere migliaia di persone bisognose. Non dimenticate di offrire un regalo di Natale per le missioni. Grazie a voi, raggiungeremo il nostro obiettivo.

Il Segretariato per la cooperazione missionaria OCD

Il 3 dicembre 2017, la nostra Curia Generale ha avuto l’immensa gioia di celebrare il 25° anniversario dell’Ordinazione sacerdotale di P. Saverio Cannistrà. Alla nostra gioiosa celebrazione si sono uniti i nostri confratelli del Collegio Internazionale, del Teresianum e della comunità di S. Teresa.
La sera del 4 dicembre 2017, siamo stati benedetti dalla visita di S. Em. Anders Arborelius, OCD, Cardinale Arcivescovo di Stoccolma (Svezia). E’ il primo vescovo svedese dai tempi della Riforma e Sua Santità papa Francesco l’ha nominato Cardinale in Roma il 28 giugno 2017. L’Ufficio per le Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha annunciato che Sua Eminenza prenderà possesso del titolo di Santa Maria egli Angeli mercoledì 6 dicembre 2017, alle ore 18.00. Desideriamo partecipare a questo grande evento, per ringraziare Dio per il meraviglioso dono del nostro caro confratello, Cardinal Arborelius. Secondo le sue stesse parole: “Devo essere un dono di Dio perché in qualche modo, grazie alla sua provvidenza, ho incontrato persone che mi hanno mostrato la bellezza della fede e anche della vita religiosa

Nei primi giorni del mese di novembre si sono radunate presso il CITeS – Università della Mistica di Avila, circa settanta monache Carmelitane Scalze proveniente da diversi monasteri di Spagna e Portogallo. Il motivo del loro incontro era lo studio e la riflessione sulla Costituzione Apostolica di papa Francesco “Vultum Dei Quaerere” sulla vita contemplativa, e sono state accompagnate dal Procuratore Generale dell’Ordine, P. Jean-Joseph Bergara.

All’incontro hanno partecipato come uditori anche P. Miguel Márquez Calle, Provinciale della Provincia Iberica, e i Consiglieri provinciali della medesima P. Sebastián García e P. José Luis del Pozo.

Era prevista anche la partecipazione on-line, che ha consentito a 143 monasteri di Spagna, Portogallo, Venezuela, Perù, Colombia, Brasile, Cile, Ecuador, Uruguay, Argentina, Paraguay, Messico e Lituania di poter seguire il corso a distanza. Alla fine della sessione, P. Jean-Joseph e i Consigli federali di Spagna hanno proseguito il lavoro per altri due giorni.

Il 2 novembre le monache presenti al corso, accompagnate dai PP. Jean-Joseph, Sebastián e José Luis, hanno vissuto il Giubileo della Santa Madre Teresa di Gesù, varcando la porta giubilare della chiesa de La Santa e celebrandovi l’Eucarestia, in un momento di particolare comunione con l’Ordine.

Ringraziamo Sr. Virtudes Parra, ocd, del monastero di Altea (Alicante, Spagna), per l’invio delle fotografie e delle informazioni sull’incontro.

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Nell’Università della Mistica di Avila, in collaborazione con il Muftì di Byblos, Cheikh Ghassan Lakkis, la Diocesi di Avila e l’Osservatorio Blanquerna, dal 17 al 19 novembre di quest’anno è stato celebrato l’incontro Islamo-Cristiano, intitolato “Costruire la pace”.

L’atto inaugurale si è tenuto venerdì 17 novembre alle ore 17.30. Successivamente hanno preso la parola il Muftì Ghassan Lakkis e Mons. García Burillo, che hanno parlato della “Importanza della religione nell’edificazione della società”. Ciascuno ha presentato all’uditorio gli apporti specifici della propria religione. Nelle giornate successive il tema proposto è stato sviluppato nella prospettiva della ricerca della pace nel dialogo fra entrambe le religioni. Gli argomenti trattati sono stati: 1 – Il volto di Dio nel Corano e nei Vangeli; 2 – Il prossimo nelle Scritture; 3 – Solidarietà e azione sociale; 4 – Dalla pace interiore alla costruzione della pace sociale. Ogni tema era sviluppato da due relatori, rispettivamente secondo la propria prospettiva religiosa, musulmana o cristiana.

Al termine del Congresso, i congressisti hanno presentato una serie di proposte, in cui hanno rinnovato la loro fede nella ricchezza presente nella diversità culturale e religiosa, nella libertà di confessione, nell’importanza di un dialogo continuo fondato sui principi di uguaglianza, di mutuo rispetto e di giustizia fra tutti gli esseri umani, e nella necessità di proseguire nel futuro con questo tipo di incontri. I conferenzieri hanno anche proposto di nominare la città di Byblos Centro internazionale per il dialogo interreligioso.

Nell’ambito della sua visita alla Provincia del South Kerala, P. Johannes Gorantla, Definitore Generale per l’Asia Meridionale, ha visitato il Vicariato di Kolkata che comprende nove Stati dell’India, tra cui il Bengala Occidentale e Sikkim.

Per adesso l’Ordine si è insediato nella regione con quattro Case erette canonicamente e sei che non lo sono ancora. Nella maggior parte dei casi, si tratta di missioni in zone remote dell’interno del Nord-Est dell’India.

Johannes ci ha raccontato le difficoltà del suo viaggio, ma anche le bellissime e nuove esperienze che ha potuto vivere in questa regione dell’Ordine in India, con i frati che lavorano in quella zona e le persone di cui sono a servizio.

Nel Vicariato vi sono 31 frati professi solenni e 22 professi semplici, che lavorano in una missione che promette un futuro pieno di speranza.

Insieme a P. Johannes, ringraziamo i fratelli che hanno risposto alla chiamata del Signore per servire l’Ordine, la Chiesa e gli uomini in una missione che comporta grandi sacrifici e un forte spirito apostolico. Preghiamo per loro!!!

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