È molto probabile che a molti il nome di questo artista non dica pressoché niente. Tuttavia, saranno pochissimi i Carmelitani Scalzi che non abbiano visto (almeno in fotografia), qualcuna delle sculture dedicate da Venancio Blanco a santa Teresa di Gesù. Nato a Salamanca nel 1923, ha dedicato gran parte della sua opera alla Santa, “che ammirava, disegnava, scolpiva e con cui, come lui stesso riconosceva, parlava”. Il 21 ottobre 2016 donò con un atto solenne la sua ultima opera al museo delle Carmelitane Scalze di Alba de Tormes: una scultura di santa Teresa di Gesù intitolata È ormai tempo di mettersi in cammino. Alla cerimonia era presente il Provinciale della Provincia Iberica dei Carmelitani Scalzi, Miguel Márquez, insieme alla comunità delle Scalze.

Blanco dialogava con Teresa anche “attraverso il disegno. La mostra Pranzando con il disegno, ospitata nella chiesa di Santiago in Alba de Tormes nel mese di marzo 2017, comprendeva una selezione di 40 tovaglioli di carta con disegni dell’artista salmantino, tra cui spiccavano quelli dedicati a Santa Teresa e a San Giovanni della Croce. Questi disegni erano frutto del dialogo dell’artista con Teresa di Gesù, una manifestazione della fusione di letteratura e pittura, disegni che sgorgano dal cuore e dai sogni”.

Blanco è morto a Madrid il 22 febbraio scorso. Riposi in pace.

©Roberto Jiménez (testi tra virgolette).

©http://salamancartvaldia.es (foto).

Dal 19 al 21 febbraio scorso si è svolto a Maddaloni, nel Convento-Casa di Spiritualità “Santa Maria Annunziata” dei Carmelitani Scalzi della Provincia di Napoli, un incontro dei frati delle Circoscrizioni italiane, organizzato dalla Conferenza Italiana dei Superiori Maggiori Carmelitani Scalzi (CISM-OCD). Di tale riunione abbiamo già dato notizia nelle nostre reti sociali.

Lo scopo dell’incontro era la condivisione sul lavoro di rilettura delle Costituzioni svolto nelle diverse Circoscrizioni, l’informazione sull’andamento del processo in altre aree geografiche e la valutazione delle prospettive per il futuro. Erano presenti all’incontro quattro Provinciali, mentre la moderazione è stata affidata a P. Emilio Martínez, Segretario della Commissione Internazionale creata dal Definitorio per accompagnare l’Ordine in questo cammino di rilettura delle nostre Leggi.

Sugli stessi contenuti si terrà un nuovo incontro in aprile nel convento di Bocca di Magra (dei Carmelitani Scalzi della Provincia di Genova), per consentire la partecipazione di un altro gruppo di religiosi.

Le comunità OCDS della Provincia di Napoli si sono riunite il 27 e 28 gennaio scorso a Bari e il 3 e 4 febbraio a Maddaloni, per due incontri provinciali OCDS sulle Costituzioni, dal titolo: “Chiamata divina, progetto di vita, fedeltà perseverante al carisma”. Entrambi gli incontri sono stati guidati da P. Alzinir Debastiani, Delegato del Generale per l’OCDS, che ha ascoltato gli interventi dei Secolari e ha poi invitato il Consiglio Provinciale a tener conto di tutte le osservazioni emerse nella redazione del prossimo Statuto Provinciale. Gli atti dell’assemblea saranno pubblicati in un volume a cura della Presidente provinciale, Rossana Sabatiello.

Nei suoi interventi P. Alzinir ha toccato alcuni temi relativi alle Costituzioni OCDS, il loro significato giuridico e il loro carattere di sorgente carismatica per la vita laicale, ispirata a santa Teresa. Ha anche sottolineato il ruolo decisivo della comunità per una corretta esperienza della chiamata divina alla vita del Carmelo teresiano secolare.

Oltre al P. Alzinir, hanno preso parte agli incontri il P. Provinciale di Napoli, Luigi Borriello, P. Andrea l’Afflitto e alcuni Assistenti delle comunità.

Il 31 gennaio scorso è giunto a Timor Est l’ultimo dei missionari che, per il momento, si unisce a questa giovane presenza del Carmelo teresiano. Si tratta di P. Nuno, Carmelitano Scalzo nativo del Paese, che stava terminando i suoi studi in Portogallo.

I nostri missionari continuano le loro attività pastorali, mentre attendono l’arrivo definitivo del nuovo membro, che attualmente sta trascorrendo alcuni giorni in famiglia. P. Noé, timorense, tra i molti impegni, insegna in alcune scuole diocesane e accompagna spiritualmente i seminaristi.

Da parte sua P. Antonio González, spagnolo (della Provincia Iberica), si è inserito nell’équipe formativa del Seminario Propedeutico come assistente del direttore spirituale; inoltre insegna Storia della Spiritualità e, da quest’anno, Discernimento spirituale. Segue anche quattro comunità formative di religiose con giornate di ritiro o formazione, e accompagna postulanti, novizie e juniores. Prestiamo aiuto in un paio di parrocchie. C’è un intenso lavoro da svolgere a servizio della spiritualità e della formazione in questa Chiesa.

L’arrivo di P. Nuno consente di pensare alla possibilità di accogliere alcune vocazioni, però la situazione continua ad essere molto precaria. Preghiamo il Signore della Vigna perché risvegli la chiamata alla missione in qualche confratello, che possa venire a rafforzare questa presenza nascente.

Notiziario dal Carmel di Bangui n° 20 –22 Gennaio 2018

Dov’è scritto che Natale bisogna festeggiarlo per forza il 25 Dicembre? Sul calendario, risponderanno i più diligenti dei miei lettori. Avete ragione. Ogni calendario – dal più sacro al più profano – porta nella pagina di dicembre un bel 25, tutto rosso, per ricordare – ai più devoti e ai più distratti – che quel giorno è nato il personaggio più interessante della storia. Ma in foresta – con buona pace di calendari ed esperti di liturgia – Natale arriva quando arriva il missionario. E se avete un po’ di tempo, vorrei raccontarvi il mio secondo Natale, che non avevo previsto, celebrato nella foresta del fiume Congo, la più grande del pianeta, dopo la foresta del Rio delle Amazzoni.

Solitamente, nei giorni dopo Natale – che, non preoccupatevi, al Carmel abbiamo celebrato anche noi il 25 dicembre, come Chiesa comanda – ci concediamo qualche giorno di riposo e fraternità con un piccolo viaggio da qualche parte. Quest’anno scegliamo di recarci nel villaggio di Bambio, in piena foresta, dove fra Régis è nato 28 anni fa. Bambio si trova a soltanto a 290 km da Bangui, nella zona sud-ovest del paese, lambita dalla foresta del fiume Congo. Per raggiungere questa piccola sottoprefettura della Sangha-Mbaéré occorre percorrere un lungo tratto di quello che è conosciuto come il quarto parallelo a nord dell’equatore. La strada è, per molti tratti, in pessimo stato. Per due volte l’allegra carovana di dodici frati è costretta a spingere la vettura bloccata nella sabbia. Arriviamo a Bambio quando è quasi notte. Poco prima di entrare nel villaggio ci accorgiamo di essere attesi. Lo zio di fra Régis ci accoglie sorridente, tutto eccitato per il nostro arrivo, e c’invita a proseguire. Accogliere un missionario è cosa gradita e abbastanza abituale. Ma dodici frati in un colpo a Bambio non si erano mai visti.

Arrivati a casa dei genitori di fra Régis ci accorgiamo che non solo siamo attesi, ma che il nostro soggiorno è stato organizzato nei minimi dettagli, con un protocollo da fare invidia alle migliore agenzie di viaggio e agli alberghi più lussuosi. Il villaggio si è letteralmente mobilitato per noi. La proverbiale accoglienza africana, a Bambio, ha dato il meglio di sé. Appena arrivati ci accomodiamo in un refettorio costruito apposta per noi: una payotte rettangolare, ricoperta di foglie di bambu. E le donne ci servono subito acqua fresca e un caffè caldo per ristorarci del lungo viaggio. Scelgo il caffè che qui non si compra, ma ognuno se lo coltiva a pochi metri da casa. Prendo la grande tazza di alluminio smaltato di bianco e sorseggio lentamente questo caffè nel quale sento tutto l’aroma della foresta, tutto il lavoro di chi l’ha coltivato e tutto il calore di chi l’ha preparato. E penso a voi che, affannati, cercate il caffè Lavazza Qualità Oro, tra gli scaffali di un banale supermercato…

Eravamo disposti a dormire per terra alla bell’e meglio nei locali della parrocchia. Impossibile. Per riposarci è stata liberata una deliziosa casetta di legno pitturata d’azzurro, così bella che sembra appena costruita. Il nostro appartamento si compone di quattro stanze con materassi per tutti e di un ampio soggiorno che adibiremo a luogo per la preghiera e per la ricreazione. Per il missionario una stanza tutta per lui, con un letto più grande di quello del convento, con tanto di zanzariera e comodino. Ovviamente tutti questi privilegi concessi al clero suscitano l’invidia e i commenti ironici dei miei cari confratelli.

Ma gli ospiti, oltre a dormire e a mangiare, hanno bisogno anche di lavarsi. Ci eravamo intesi che, per tre giorni, avremmo rinunciato alla doccia quotidiana, date le condizioni precarie del viaggio. Niente da fare. Il villaggio ha preparato per noi un bagno di tutto rispetto. E al sottoscritto spetta l’onore dell’inaugurazione del nuovo bagno allestito a pochi metri dalla nostra abitazione. Ecco quindi presentarsi Théophile, l’ultimo fratellino di fra Régis, un impeccabile maggiordomo pronto a soddisfare ogni nostra esigenza e al quale vorrei spiegare che il mio Monferrato è quasi bello come la sua foresta. Con piglio deciso mi presenta un bel secchio di acqua e spiega – al missionario, sicuramente abituato a toilette più raffinate – come ci si lava in foresta. Ed io, poco dopo, quasi non credo di potermi lavare con acqua calda e un sapone nuovo di zecca, in questo centimetro di foresta del Congo, in un bagno di legni e lamiere, che ha per soffitto un tetto di stelle.

Durante la cena scopriamo che, da qualche mese, non sono passati sacerdoti nel villaggio e quindi non è stata celebrata la Messa di Natale. Tra i miei fratelli è sufficiente uno sguardo d’intesa: Domani sarà Natale!”. E Natale sia! Non lo diceva anche Lucio Dalla che sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno? Il villaggio è rapidamente informato. Al mattino seguente la gente, vestita elegante, inizia a radunarsi in chiesa e alle 9 in punto inizia il Natale in ritardo di Bambio. Scopro con piacere che, anche se il sacerdote non è venuto, la piccola chiesa è stata comunque decorata a festa, perché la comunità si è radunata per pregare la notte e il mattino di Natale. Il catechista-capo villaggio quasi si scusa: “Averlo saputo per tempo ci si poteva organizzare meglio e prevedere almeno un battesimo!”. Durante la celebrazione penso a queste terre evangelizzate da missionari intrepidi, ma che ancora mancano di sacerdoti. E osservo i miei confratelli che danzano e cantano tutto il repertorio natalizio del convento. Siamo giusto in dodici, come gli apostoli. Se quei primi dodici uomini, dei quali siamo gli ambiziosi e imperfetti imitatori, sono riusciti a evangelizzare la Galilea, la Giudea, la Samaria e poi l’Asia fino alla Grecia e all’Italia… ce la faremo almeno ad evangelizzare il nostro quartiere a Bangui, l’Ombella M’Poko, la Nana-Mamberé, l’Ouham-Pendé e magari anche la Lobaye e la Sangha-Mbaéré?

Dopo Messa ci rechiamo dal sottoprefetto per una visita di cortesia. Scopriamo che Bambio venne fondata negli anni venti per ospitare gli operai delle piantagioni di caucciù, utilizzato per gli scarponi dei soldati francesi impegnati nella seconda guerra mondiale. Poi ci rechiamo a Mambelé, dopo aver precorso 40 km di strada, sempre scortati da alberi giganteschi, per visitare una delle più grandi segherie del paese. Il padrone ci accoglie cordialmente e ci spiega ogni passaggio di una delle poche attività fiorenti del Centrafrica e che dà lavoro a centinaia di persone. E con orgoglio scopriamo che il legno di questa foresta è uno dei migliori al mondo, venduto agli Stati Uniti, alla Cina, la Germania, la Francia e l’Italia. Forse il legno dei mobili di casa vostra proviene da queste parti.

Poi arriva il momento di lasciare Bambio, anche se ci piacerebbe restare qualche giorno in più. E, secondo la migliore tradizione africana, l’ospite non può partire a mani vuote. Tre nuovi passeggeri si aggiungono alla nostra carovana: una scimmia (acchiappata dal fratello maggiore di fra Régis e già arrostita secondo tecniche ancestrali), un bel maialino e una capretta (non ancora arrostiti, ma che vedranno pochi giorni del 2018). E poi foglie di gnetum africanum, una verdura che sembra quasi l’ingrediente per una pozione magica, e una buona scorta di peké, una bevanda tradizionale che alimenterà la sobria ebrezza dei miei confratelli.

Durante il viaggio di ritorno trascorriamo una notte nella parrocchia di Boda, antica missione degli Spiritani e ora gestita dai Comboniani. La chiesa parrocchiale è un gioiello di neo-romanico-colonial-tropicale. La città, ricca di diamanti, è stata durante la guerra il teatro di uno scontro sanguinoso tra cristiani e musulmani. Ora invece cristiani e musulmani convivono di nuovo pacificamente. Il giorno seguente una breve visita alle cascate e poi di nuovo in marcia verso Bangui. Pranziamo tra gli alberi davanti alla cattedrale di M’Baïki, una della chiese più belle del Centrafrica, probabilmente opera dello stesso architetto di Boda.

Lungo la strada cerco di captare qualcosa delle animate discussioni in lingua sango dei miei confratelli. Legname, caffè, oro, diamanti… Le ricchezze del Centrafrica. Bozizé, Djotodia, Touaderà, Seleká, Antibalaká… I problemi del Centrafrica. Real Madrid, Barcelona, Liverpool, Paris St. Germain… Le distrazioni del Centrafrica. Finalmente il canto dei Vespri unisce passioni e pensieri, fatiche e desideri di questo convento a quattro ruote.  Poi tutti si addormentano ed io penso ai loro sogni grandi come gli alberi della foresta.

Ritornati a casa, qualche giorno dopo, fra Grâce-à-Dieu, viene a ringraziarmi della bella escursione che gli ha permesso di conoscere luoghi del suo paese che ancora non conosceva. E poi mi assicura: “I cristiani di Bambio, così felici per un Natale celebrato in ritardo, mi hanno convinto ancora di più a diventare sacerdote”. L’albero di fra Grâce-à-Dieu ha radici buone. Il suo sogno, se Dio vorrà, diventerà realtà.

Un abbraccio

Padre Federico

Il 3 febbraio scorso è iniziata la riunione di P. Saverio Cannistrà con le Superiore dei monasteri delle Carmelitane Scalze dell’India, accompagnate da undici delegate, tutte appartenenti alle tre Associazioni del Paese. Quel giorno, il P. Generale ha celebrato la Santa Messa insieme al Definitore incaricato dell’Asia meridionale, P. Johannes Gorantla, e ai Provinciali indiani che aveva incontrato il giorno precedente.

Le nostre Sorelle sono arrivate a Hyderabad per incontrarsi con P. Saverio, che ha condiviso con loro fino all’indomani alcuni temi di formazione relazionati con la Vultum Dei Quaerere. P. Johannes è restato con le monache ancora un giorno, fino alla conclusione dell’incontro. Si è trattato di un momento di comunione profonda, molto apprezzato dalle monache, nel quale si sono potuti stringere vincoli carismatici. Erano presenti 45 monache, di cui 34 Superiore.

Il Carmelo teresiano femminile indiano consta di 34 monasteri, l’ultimo dei quali è stato fondato lo scorso 29 gennaio a Kolayad (Kerala) – la notizia è apparsa, corredata da alcune foto dell’evento, nella nostra fanpage di Facebook, Curia Generalizia Carmelitani Scalzi.

Il 2 febbraio scorso, P. Saverio Cannistrà, Preposito Generale, accompagnato da P. Johannes Gorantla, Definitore incaricato per l’Asia meridionale, si è riunito con l’Assemblea Generale della IPCI, composta da sette Provinciali e da uno dei loro Consiglieri, da tre Vicari regionali e due Delegati provinciali, tutti indiani. Lo scopo principale era di radunarsi col P. Generale per condividere con lui le inquietudini del Carmelo indiano, al termine della sua visita alla Provincia di Andhra Pradesh. L’incontro ha consentito lo scambio di alcune informazioni di interesse comune, come anche di muovere i primi passi per la preparazione del Definitorio Straordinario del 2019, che si svolgerà in India.

Dal 29 gennaio al 2 febbraio c’è stato l’incontro dei Formatori europei Carmelitani Scalzi, che quest’anno si è tenuto al Teresianum (Roma). Il tema centrale dell’incontro era: “Il mondo dei giovani di oggi”, ed è stato sviluppato da tre conferenze, sulle quali si è lavorato in gruppi e di cui si sono condivise le conclusioni in assemblea.

I conferenzieri sono stati P. Gianni Bracchi, il Prof. Antonio Bellingreri dell’Università di Palermo e P. Maximiliano Herráiz.

Durante la permanenza, i Formatori hanno anche potuto conoscere sia l’offerta formativa del Teresianum, che il funzionamento del Collegio Internazionale “San Giovanni della Croce”.

All’incontro hanno partecipato i Provinciali membri del Comitato direttivo della Conferenza Europea dei Provinciali, il Vicario Generale P. Agustí Borrell e il Secondo Definitore P. Łukasz Kansy, che hanno dialogato con i Formatori sulla possibilità di vivere un momento di “secondo noviziato” in Spagna per i Carmelitani Scalzi al termine degli studi teologici, per favorire la reciproca conoscenza e la loro formazione carismatica teresiano-sanjuanista.

Durante l’ultima settimana di gennaio, P. Eduardo Sanz de Miguel, Carmelitano Scalzo della Provincia Iberica (Spagna), ha impartito diverse conferenze su san Giovanni della Croce nel Santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino a Hdayek Shoubra, Il Cairo, Egitto.

Durante le mattinate, ha offerto un corso completo ai Carmelitani Scalzi dell’Egitto, cui si sono aggiunte le suore Carmelitane “di Firenze” e le Carmelitane di San Giuseppe.

Nei pomeriggi, ha invece potuto incontrare diversi gruppi di religiosi e religiose, famiglie, come pure dei sacerdoti.

Le conferenze sono state molto seguite e sono state un’opportunità eccezionale per trasmettere il carisma teresiano e la dottrina sanjuanista a molti cristiani egiziani.

Alla presenza del Delegato generale per l’OCDS e del Delegato provinciale della Provincia OCDS Francia-Sud, P. Jean-Sebastien, si è svolto il Consiglio Provinciale allargato della Provincia, nel convento delle Clarisse di Nîmes, nei giorni 12-15 gennaio 2018.

È stato un tempo di conoscenza della realtà della Provincia, presentata dalla Presidente Provinciale, Sig.ra Claude Garabiol, e delle realtà delle Comunità, presentata dai Consiglieri regionali presenti insieme al Consiglio Provinciale.

Le regioni del Provincia Francia-Sud sono: Centre-Atlantique, Aquitaine, Midi-Pyrénées, Roussillon-Languedoc, Centre-Alpes e Mediterranée-Provence. Ogni regione è formata da 6-7 Comunità o gruppi, per un totale di circa 40 Comunità. All’incontro ha partecipato anche il Consigliere della Suisse-Romande, dove ci sono due Comunità di lingua francese e una di lingua tedesca. Della Provincia fa parte la Comunità nell’isola di Guadeloupe, Antilles Françaises.

In ciascuna regione, le formazioni e i ritiri sono organizzati dal Consigliere regionale in accordo con le Comunità, mentre i Consiglieri regionali visitano le Comunità per aiutarle a camminare e risolvere gli eventuali conflitti o dubbi che possono presentarsi.

Il sabato pomeriggio, l’incontro ha visto anche la presenza del P. Provinciale OCD, P. Henri Déjeant, che ha contribuito a precisare alcune domande sorte durante la presentazione del tema del incontro: “Il discernimento vocazionale nell’OCDS”.

Sono stati giorni di fraterna condivisione e di comune tensione a crescere nella coscienza dell’importanza della vocazione laicale nell’Ordine, constatando che, nonostante tante Comunità siano poco numerose e molti membri siano anziani, esse cercano di diffondere il Carisma teresiano con scuole di preghiere, conferenze, testimonianza di vita, ecc…. Un grande contributo alla formazione dei membri è la pubblicazione della rivista “Vives Flammes” curata dai Frati, che contiene un supplemento specifico per l’OCDS.

Fr. Alzinir Francisco Debastiani OCD

Il 13 gennaio scorso, il Santo Padre Francesco ha nominato Consultore della Congregazione per le Cause dei Santi il P. Silvano Giordano, Carmelitano Scalzo.

Silvano, della Provincia di Genova, è dottore in Storia Ecclesiastica (1992, Università Gregoriana) e professore presso il Teresianum di Roma, ove esercita anche il ruolo di “Vicepreside” (Vice Decano). Inoltre, è professore invitato di Storia Moderna nella Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa dell’Università Gregoriana di Roma.

Lo stesso giorno, è stata nominata Consultore della medesima Congregazione la professoressa Tiziana Maria Di Blasio, anch’essa docente nella nostra Facoltà.

Il P. Attilio Ghisleri, ex economo Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, il 13 gennaio 2018, a Stella Maris, dopo il tradizionale canto della Salve, ha preso possesso del suo nuovo carico di Delegato Generale della Delegazione di Israele. In seguito tutti i presenti religiosi hanno fatto l’atto di obbedienza, per camminare insieme durante il nuovo triennio 2018-2021.

Gli auguriamo un servizio fruttuoso a carico di Stella Maris, Muhraqa e Wadi-Es Siah, luoghi emblematici dov’è nato il nostro Ordine ed è ancora presente, ispirato dallo zelo del profeta Elia e sotto la protezione della Vergine del Monte Carmelo. Congratulazioni e molto coraggio!

La sera del 1° febbraio è morto a Burgos il P. Eulogio Pacho Polvorinos, Fr. Eulogio della Vergine del Carmelo.

Era nato il 27 luglio 1926 a Calavera de Arriba (Léon) e aveva professato il 15 agosto 1942. Aveva ricevuto l’Ordinazione sacerdotale il 23 aprile 1950.

Rendiamo grazie a Dio per la vita di questo fratello che ha servito l’Ordine e la Chiesa col suo lavoro intellettuale e l’intensa attività di docente a Roma, a Burgos e in molti altri luoghi. Un servizio che ha sempre svolto con un atteggiamento umile, semplice e accogliente.

Si distingue e rimane come testimonianza di enorme valore per la Chiesa, l’Ordine e la società, il suo lavoro editoriale e dottrinale su figure come il P. Palau o, soprattutto, san Giovanni della Croce.

Le esequie si sono tenute sabato 3 febbraio nella chiesa del Carmine della città di Burgos.

Vi chiediamo una preghiera per raccomandarlo alla Chiesa celeste. Riposi in pace.

(Fonte: www.ocdiberica.com)

Se alcuni giorni fa abbiamo riferito della proclamazione da parte della rivista “Fokus” del nostro fratello Cardinal Arborelius quale uomo dell’anno in Svezia, oggi ci arriva la notizia – che condividiamo con gioia – della nomina di Mons. Silvio Báez, Carmelitano Scalzo, come nicaraguense dell’anno, da parte del giornale “La Prensa.

Come potete vedere qui sotto, nel link che riporta l’intervista fatta al nostro confratello, il giornale “La Prensa” mette in rilievo il suo impegno nei confronti dei valori democratici e della libertà, che gli ha procurato alcune frizioni col regime che governa attualmente il Paese.

Mons. Silvio, molto preparato dal punto di vista teologico e biblico, non vuole entrare – lo dice esplicitamente – in questioni politiche, bensì difendere i valori umani connessi al Vangelo di Gesù. Il suo spirito semplice e alla mano, il suo desiderio di dar voce a chi non ce l’ha, sono altri valori sottolineati dal giornale che gli ha assegnato il premio.

Grande comunicatore, Silvio Báez evangelizza anche attraverso le reti social e ha presentato recentemente un libro tascabile intitolato: #VangeloDiOggi: Tweets della Buona Notizia di Gesù di Nazareth, che raccoglie i tweets evangelizzatori pubblicati nel suo account personale di Twitter, ove ha migliaia di followers.

https://www.laprensa.com.ni/2017/12/31/suplemento/la-prensa-domingo/2353427-monsenor-silvio-baez-dificil-sacar-ortega-esquemas-politicos

La comunità delle Carmelitane Scalze di Tangeri ci invia alcune notizie, che desideriamo condividere con tutti voi.

Nel corso dell’anno 2017, due sorelle sono venute ad arricchire la comunità con la loro presenza: sr. Sidioly, di origine boliviana e proveniente dal Carmelo di Telde (Isole Canarie, Spagna) e sr. Giulia, che è tornata a Tangeri dopo aver trascorso un anno nella sua comunità di origine a Pescara (Italia). Nel mese di maggio sr. Elizabeth è rientrata definitivamente in Perù. Dopo la sua partenza, è stata eletta Consigliera sr. Alicia.

Le monache continuano ad apprendere il francese e l’arabo, grazie alla disponibilità di P. Joël Colombel, ofm, e alla generosità delle monache francesi di Vals-près-Le-Puy. Sr. Maria Ana, dopo aver migliorato il suo francese, ha potuto ottenere la patente di guida valida in Marocco, indispensabile per la comunità nella situazione attuale. Grazie alla generosità di alcuni benefattori, è stato possibile realizzare alcuni lavori necessari alla casa.

Alcune monache hanno potuto partecipare a corsi di formazione; inoltre, hanno goduto del sostegno dai frati della Provincia Iberica, che si sono recati fino a Tangeri per predicare ritiri alla comunità, tenere alcuni corsi, fungere da cappellani, condividere il comune carisma teresiano.