La località di Sacrofano presso Roma (Italia), ha accolto dal 14 al 16 settembre un incontro fra il P. Generale e un buon numero di Superiore di monasteri delle Carmelitane Scalze italiane. Anche se l’obiettivo fondamentale dell’incontro era la riflessione sulla “Cor orans”, per la quale si è potuto contare sull’aiuto di P. Sebastiano Paciolla, O.Cist., Sottosegretario della CIVCISVA, il frutto più prezioso di quest’assemblea è stato il dialogo del P. Saverio Cannistrà e del suo Delegato per le monache, P. Rafał Wilkowski, con le Superiore dei monasteri associati e non associati d’Italia, Paese in cui la presenza del Carmelo femminile è molto rilevante.

Dal 13 al 15 settembre si è tenuto nel Teresianum di Roma il VII Forum dei professori di Teologia Spirituale italiani, intitolato: “Fare Teologia Spirituale a partire dalla lettura dei testi”. A quest’incontro hanno partecipato oltre trenta professori e professoresse venuti da tutta l’Italia, che hanno riflettuto su due testi concreti: la seconda “Relazione Spirituale” di Santa Teresa e il “Pensiero alla morte” di Paolo VI.

Il 24 settembre sono iniziati i festeggiamenti per il 50° anniversario della fondazione della Federazione delle Carmelitane Scalze messicane, con una celebrazione eucaristica presieduta dal nostro Preposito Generale P. Saverio Cannistrà, accompagnato da: P. Rafał Wilkowski (Segretario per le Monache), P. Javier Mena (Definitore generale per l’America Latina), P. Ricardo Pérez (Provinciale del Messico), P. Juan Pablo Patiño (Assistente della Federazione e delegato provinciale per le Carmelitane Scalze in Messico), dai membri del Consiglio della Provincia messicana di Sant’Alberto e da altri frati della Provincia e di altre Circoscrizioni dell’Ordine.

In un clima di fraternità e in uno spirito di gratitudine al Signore per questi 50 anni, le monache dei 37 Monasteri della Federazione si sono radunate per un’intera settimana nella casa pastorale S. Giovanni Paolo II a San Juan de Lagos, ricordando il cammino percorso e studiando e riflettendo sulle sfide per il futuro, perché si possa sempre avanzare di bene in meglio secondo il desiderio del cuore della Santa Madre Teresa.

Cfr.: Comunicaciones Provinciales OCD México ® 2018

Oltre trenta monache Carmelitane Scalze, incaricate della formazione e Superiore delle rispettive comunità, si sono radunate dal 7 al 13 settembre scorso al Teresianum (Roma). Durante l’incontro, le partecipanti hanno seguito due corsi sulla formazione delle nuove generazioni carmelitane secondo criteri teresiani – affidato a P. Giuseppe Pozzobon – e sanjuanisti – affidato a P. Iain Matthew. Hanno anche avuto la possibilità di scambiarsi opinioni e criteri per la formazione delle candidate al Carmelo teresiano femminile. All’incontro, organizzato dalla Federazione “Mater Carmeli” d’Italia, hanno partecipato le sorelle dell’Associazione “Regina Pacis”, guidate dalla loro Presidente.

Le monache hanno inoltre potuto informarsi su alcuni servizi che il Teresianum offre alle comunità, come il corso di diploma in Teologia online, sulla biblioteca – che P. Ciro ha presentato alle religiose – e sul modo di accedere attraverso internet ai fondi in essa presenti.

Come ormai è tradizione, ogni tre anni si tiene in uno dei Paesi europei l’incontro degli Studenti OCD d’Europa.

Quest’anno la sede prescelta è stata Fatima, in Portogallo, dove per quattro giorni abbiamo riflettuto sulla spiritualità mariana del Carmelo.

Per un totale di 92 religiosi, tra Provinciali, Maestri e Studenti, si siamo radunati nel convento-casa di spiritualità “Domus Carmeli” dei Carmelitani Scalzi portoghesi, per conoscerci meglio e riflettere insieme sul presente e il futuro dell’Ordine nel continente europeo. C’è stato anche spazio per l’incontro fraterno, sempre arricchente, e i partecipanti hanno avuto modo di conoscere l’antico deserto carmelitano del Buçaco e di condividere preghiera e fraternità con le monache dei monasteri di Fatima e Coimbra.

Le conferenze si sono succedute seguendo un filo conduttore: i messaggi di Fatima e le figure dei santi Francesco e Giacinta e di suor Lucia. Sono state offerte da D. Carlos Cabecitas (Rettore del Santuario di Fatima), da sr. Angela Coelho (Vice-postulatrice della causa di canonizzazione di sr. Lucia), da P. Miguel Márquez, ocd e dal P. Generale, Saverio Cannistrà.

La Commissione nominata dal Definitorio Generale per il progetto di rilettura delle Costituzioni si è incontrata a Roma dal 24 al 28 giugno scorso.

La riunione successiva ha avuto luogo dal 27 agosto al 5 settembre; in quest’occasione, oltre che a concludere l’analisi delle risposte alle ultime schede inviate dalle Circoscrizioni, la Commissione ha preparato alcune proposte per il Definitorio Straordinario che sarà celebrato a Goa (India) nel febbraio 2019 e le ha presentate al Governo generale.

Spetterà al P. Generale e ai suoi Definitori prendere le decisioni opportune per il futuro, che saranno comunicate alle diverse Circoscrizioni.

Silverio di Santa Teresa è il nome religioso di Julián Gómez Fernández, carmelitano scalzo nato a Escóbados de Arriba (Burgos) l’8 marzo 1878, e morto a Mazatlán (México) l’11 marzo 1954. Fu storico generale, editore delle opere dei Santi del Carmelo e Preposito Generale dell’Ordine. Uno dei sui contributi maggiori agli studi carmelitani fu l’edizione commentata delle opere di Teresa di Gesù e Giovanni della Croce”.

Così inizia la voce sul P. Silverio inserita, a 140 dalla sua nascita, nella famosa enciclopedia digitale “Wikipedia”, su iniziativa della Curia Generale dei Carmelitani Scalzi e del Teresianum di Roma. La redazione del testo e le pratiche del suo inserimento in “Wikipedia” sono state affidate a sr. María José Pérez, del Carmelo di Puçol in Valencia (Spagna), senza il cui aiuto sarebbe stato assolutamente impossibile portare a compimento tale iniziativa. Ringraziamo di cuore la nostra sorella per la sua paziente e perseverante dedizione a questo compito.

Il Provinciale di Manjummel, P. Augustine Mulloor, OCD, il 15 luglio scorso ha ricevuto un premio da parte della Commissione dei mezzi di comunicazione della Conferenza Episcopale del Kerala. Il premio gli è stato consegnato da un famoso attore e parlamentare della regione. Il premio, chiamato “Daarsanika Vynjanika”, viene concesso a personalità cattoliche che si sono distinte nei campi della cultura, quali l’arte, la letteratura o la filosofia. I vescovi del Kerala hanno inteso riconoscere la qualità dei contributi del P. Mulloor nell’ambito biblico. Ci congratuliamo con il nostro fratello, che fu Definitore Generale del sessennio precedente, per questo bel successo.

© www.manjummelprovince.in

Il CITeS-Università della Mistica, accoglierà per il secondo anno consecutivo un Congresso sanjuanista. Questa volta, i lavori del Congresso – che si svolgerà dal 3 al 9 settembre 2018 – si incentreranno sulla “Notte Oscura” di san Giovanni della Croce. Le iscrizioni residenziali e online sono ancora possibili tramite la pagina Web:

https://www.mistica.es/sanjuanista/

La “Notte Oscura” è una delle opere più lette al mondo, non solo per la sua ricchezza letteraria e poetica, ma anche per il suo contenuto. Dal punto di vista dottrinale, il libro sviluppa una visione profonda del cammino di liberazione dell’uomo e del suo avvicinamento progressivo a Dio, che lo trasforma. È un processo in cui Dio si comunica all’uomo, mentre al contempo accade nell’uomo una transizione dal senso allo spirito. San Giovanni della Croce scrive quest’opera per molte anime cui Dio dà capacità e grazia per avanzare grandemente nel cammino dell’unione, ma che si perdono per la loro incapacità di corrispondere a questa grazia, o perché non hanno nessuno che le orienti.

Vi presentiamo un anticipo del programma:

  • La struttura dell’opera
  • Senso della Notte. La proposta concettuale del processo spirituale
  • Retroterra biblico
  • Dottrina
  • Approccio interreligioso
  • Approccio pastorale

Le piogge incessanti cadute per intere settimane nello Stato del Kerala (India), hanno causato danni enormi per quelle che sono state definite come le peggiori inondazioni avvenute in quel territorio in più di cent’anni. In conseguenza di ciò, vi sono stati smottamenti di terra nelle zone montagnose, provocando pericolose alluvioni negli invasi già pieni, che hanno obbligato le autorità ad aprire le chiuse per evitare mali peggiori. Centinaia di migliaia di persone che vivono presso le rive di fiumi hanno subito le conseguenze delle inondazioni: in breve tempo le loro case sono state sommerse dall’acqua, mentre le pioggia battente rendeva molto difficile l’evacuazione dei sinistrati. Purtroppo i morti si contano a centinaia, mentre migliaia di persone hanno perso la casa, i raccolti, le attività, i beni… È difficile quantificare le perdite, sia umane che materiali, che stando alle prime informazioni ricevute saranno comunque enormi.

Cos’è accaduto ai nostri Padri, sorelle e fratelli in Kerala? Per ora le notizie che abbiamo potuto raccogliere sono queste:

Molte delle nostre case in Kerala sorgono sulla riva dei fiumi, specialmente il Periyar, uno dei corsi d’acqua straripati in questi giorni. Erano quindi molto vulnerabili di fronte alle inondazioni.

Così, il noviziato “Monte Carmelo” della Provincia di Malabar a Kalady è stato inondato, e la comunità con alcune famiglie si è rifugiata al secondo piano. Per tre giorni hanno resistito senza elettricità e con poco cibo. Grazie a Dio sono al sicuro e l’acqua inizia a scendere, anche se tutta la zona è devastata.

Il collegio di filosofia e il centro di spiritualità della Provincia di Manjummel (Atmadarshan) sono stati sepolti dall’acqua. Gli studenti sono stati evacuati ed entrambe le proprietà hanno subito danni enormi.

Lo stesso è accaduto a Jyothirbhavan, Kalamassery (Manjummel). Grazie a Dio non ci sono stati danni alle persone, ma la proprietà è devastata.

Il noviziato “San Giuseppe” ad Annamanda, della Provincia di Manjummel, è stato interamente travolto dalle acque. I novizi hanno potuto essere evacuati insieme alla comunità prima che ciò avvenisse.

Ad Ayroor, lo studentato della Provincia di South Kerala è stata invasa dall’acqua fino al primo piano. La comunità e gli studenti sono rimasti intrappolati per diversi giorni, ma grazie a Dio stanno bene.

Anche le monache del Carmelo di Malayattoor sono state toccate della inondazioni

Fino ad oggi non abbiamo notizia di danni alle persone tra i nostri frati. Alcune delle nostre case si sono trasformate in centri di accoglienza per le famiglie più disagiate. Grazie a Dio l’acqua si sta abbassando e ciò consente una comunicazione più fluida, per cui speriamo di poter dare a breve termine maggiori informazioni. Purtroppo, sappiamo che l’inondazione ha colpito duramente zone come Thiruvalla, Ranni o Alapuzha – dove ci sono nostre comunità; non possiamo fornire molti dettagli sulla situazione in quei luoghi, dato che le comunicazioni sono difficili a causa della mancanza di elettricità e di copertura per i telefoni cellulari.

Quando l’acqua sarà defluita completamente sarà possibile valutare le perdite e stimare il danno reale alle proprietà ed edifici dell’Ordine nella regione, che sarà indubbiamente di vaste proporzioni. Al momento opportuno indicheremo i mezzi per aiutare i nostri fratelli e sorelle, come anche gli altri sinistrati.

 

Nello scorso mese di luglio il Preposito Generale, P. Saverio Cannistrà, ha visitato fraternamente i frati e le monache dell’Ungheria. Ha successivamente partecipato in Brasile a una riunione internazionale con le monache dell’America Latina, di cui abbiamo già dato notizia.

È previsto che alla fine di questo mese faccia una breve visita fraterna in Portogallo e in Spagna, durante la quale prenderà parte all’incontro europeo degli Studenti a Fatima; poi si sposterà ad Alba de Tormes e Avila, ove si celebra l’anno giubilare teresiano. Di ritorno a Roma, presiederà la sessione ordinaria del Definitorio Generale.

Alla fine di settembre, con l’aiuto di Dio, P. Saverio si recherà in Messico per partecipare a un congresso in occasione del 50° anniversario dell’erezione della Federazione delle monache di quel Paese; nel mese di ottobre – come abbiamo già annunciato – prenderà parte al Sinodo dei Vescovi.

(Foto: P. Saverio in Ungheria. ©Erzsébet Persson, OCDS).

 

Alcune settimane fa, abbiamo potuto leggere questa curiosa notizia nel blog “Teresa, de la rueca a la pluma”, gestito da sr. María José Pérez, carmelitana scalza di Puçol, Valencia (Spagna):

“Il 6 giugno scorso, in occasione dell’anniversario della nascita del P. Gracián, abbiamo nuovamente condiviso nelle nostre reti sociali un post di questo blog in cui mettevamo ragionevolmente in dubbio il commento pubblicato dal Museo del Prado di Madrid su una delle sue opere. Ci riferiamo alla pubblicazione ‘¿Jerónimo Gracián en el Museo del Prado?’, dell’ottobre 2016.

Dicevamo che uno dei personaggi del quadro di Benito Mercadé y Fábregas non poteva essere, per ragioni storiche, il P. Girolamo Gracián – come sostenuto dalla didascalia relativa all’opera nel sito web del Museo – bensì il P. Ángel de Salazar. Con nostra sorpresa, all’alba dell’indomani abbiamo ricevuto un tweet della Pinacoteca Nazionale, in cui ci veniva annunciata una rettifica:

Buongiorno, grazie mille per la pubblicazione, abbiamo modificato la scheda dell’opera. Dopo l’aggiornamento, apparirà il testo seguente: “Santa Teresa di Gesù (1515-1582) rende conto della sua riforma al padre Ángel de Salazar (ca 1518-ca 1596), provinciale dell’Ordine del Carmelo” — Museo del Prado (@museodelprado) 7 giugno 2018’

Siamo molto lieti che il nostro blog trovi eco in un’istituzione così prestigiosa, e ci rallegra il fatto di aver contribuito a migliorare l’informazione offerta dalla sua magnifica pagina web”.

Il link della notizia: https://delaruecaalapluma.wordpress.com/2018/06/20/el-museo-de-prado-rectifica-sobre-gracian/

 

Sabato 9 e domenica 10 giugno la splendida cornice di Cassano Valcuvia (Varese), presso l’eremo dei Padri Carmelitani Scalzi della Provincia Lombarda, ha ospitato per la prima volta un evento molto particolare vissuto insieme da tutta la Provincia Lombarda: si sono tenute le Ammissioni, la Promessa Temporanea e Definitiva dei membri delle comunità OCDS di Bologna, Concesa, Lodi, Monza e Parma. Una festa per tutta la Provincia che si è ritrovata con p. Giorgio Rossi a riflettere sul senso ed il valore di una vita secolare vissuta nel Carmelo e nella Chiesa
P. Giorgio Rossi ha ricordato che Il carmelitano secolare si impegna a cercare i tratti del volto di Cristo negli uomini del suo tempo, la presenza del Suo Mistero nel mondo. In questa ricerca egli esprime l’ossequio di Gesù Cristo nei confronti dell’umanità, che si esprime nella misericordia, quel Suo chinarsi col cuore 8 Costituzioni OCDS 11. 9 Elementi per il discernimento della vocazione all’OCDS. 6 sulle miserie degli uomini. Vivere l’ossequio nei confronti di Cristo infatti significa allo stesso tempo imitare l’ossequio di Gesù: «gli stessi sentimenti che furono di Cristo Gesù» (Fil 2, 5)

Video:

Foto:

http://www.ocds.it/home/index.php/foto-gallery/category/19-week-end-dei-formandi-9-10-giugno-2018

Materiali:

https://drive.google.com/open?id=1YQFHMK7qEO1RJghF_MasYd9r2YJhBok_

Invitato dalle monache dell’America Latina, il P. Generale si è recato in Brasile per guidare, dal 26 al 29 luglio, un incontro con 160 Carmelitane Scalze e 20 frati dell’America Latina e dei Caraibi. P. Saverio è stato accompagnato da P. Rafał Wilkowski, suo segretario personale e Segretario per le Monache.

In un clima di comunione e di ascolto, P. Saverio ha condiviso con l’assemblea le sue impressioni sull’Istruzione Cor orans, recentemente pubblicata dalla CIVCSVA, e ha tenuto alcune conferenze sull’esperienza attuale del carisma teresiano.

P. Rafał ha invece dato indicazioni pratiche di tipo giuridico, necessarie per lo svolgimento della vita contemplativa nei monasteri, tenendo presente anche la Cor orans.

La “sfida” lanciata era stata veramente impegnativa: organizzare un corso di formazione per le monache giovani della Federazione italiana… Eppure, dopo l’iniziale titubanza, il 9 giugno 2018, 23 sorelle carmelitane, da vari monasteri, si sono messe in viaggio, “in volo”, per raggiungere la Casa di Spiritualità dei Padri Carmelitani di Nënshat-Albania. Qui ad accoglierle, oltre ai confratelli, c’erano anche le sorelle carmelitane del vicinissimo monastero, che da alcuni anni fanno parte della Associazione dei Carmeli Italiani “Mater Carmeli”, che organizzava il corso per le giovani monache e formande dei vari monasteri.

La prima giornata è stata caratterizzata da una visita al monastero delle Clarisse di Scutari e, soprattutto, al “luogo della memoria” del martirio della Chiesa Albanese, che sono le ex-carceri della Polizia Segreta del regime comunista, adiacenti all’attuale monastero. Una visita vissuta nella fraternità con queste altre sorelle claustrali di Albania e nella commozione della preghiera, quando le carmelitane hanno attraversato il corridoio delle celle dove erano tenuti prigionieri, torturati e uccisi, centinaia di uomini e donne che hanno scritto, con il proprio sangue, la storia più sofferente di questo Paese e la testimonianza cristiana più autentica di questa Chiesa.

L’incontro prevedeva due brevi corsi di formazione per le giovani carmelitane: due giorni sono stati dedicati alla conoscenza della figura del carmelitano ungherese p. Marcello, con la presentazione da parte di p. Rafael Bakos, carmelitano ungherese, che si occupa dello studio e promozione di questo testimone dell’esperienza di Dio, in una particolarissima chiave mariana. I restanti due giorni sono stati dedicati a tematiche di tipo psicologico, sotto la guida di sr. Bruna Zaltron, orsolina: le ferite e la crisi, attraversare il disincanto, la vita fraterna.

Nella serata finale di commiato è stato presente anche il Vescovo locale, mons. Simon Kulli, il quale ha espresso la gioia della diocesi per questa particolarissima visita alla Chiesa di Sapa. Dopo cena, il giro di esperienze con cui si è chiuso il corso ha messo in evidenza la grande ricchezza di questi incontri di formazione e di conoscenza fra le giovani monache di vari monasteri, italiani e albanesi. Raccogliere la sfida è stato un dono carico di tante grazie; non ultima, quella della condivisione con i padri carmelitani di Nënshat e con tutta questa nuova presenza carmelitana in terra di Albania. Un dono, dunque, carico di fraternità fra frati e monache, fra Chiese italiane e albanesi, fra Carmeli diversi, che ora diventa compito da portare nella preghiera e nella missione di ciascuno, lì dove il Signore manda.