Una riunione di tutti i Provinciali indiani si è tenuta in Goa dal 23 al 24 novembre, con l’obiettivo di preparare il prossimo Definitorio Straordinario che si svolgerà esattamente in quel luogo. Subito dopo, i Provinciali hanno partecipato a una riunione con i membri del Comitato che prepara la celebrazione del quarto Centenario della presenza del Carmelo teresiano in India. Entrambi gli incontri sono stati presieduti da P. Johannes Gorantla, Definitore generale, insieme a P. Charles Serrao, presidente della Conferenza dei Provinciali dell’India.

Nel mese di novembre 2018, le due Associazioni delle nostre monache in India (del Nord-Est e del Sud-Est) hanno avuto le loro Assemblee generali ordinarie. Quella del Nord-Est si è riunita nel Carmelo di Solo (Jharkhand), mentre quella del Sud-Est si è data appuntamento a Sadbhavava, presso la Casa Provinciale dei Carmelitani Scalzi di Karnataka-Goa (Bangalore).

Prima di trattare i temi previsti, in entrambe le Assemblee si sono svolte alcune giornate di formazione permanente, durante le quali P. Johannes Gorantla, Definitore generale incaricato dell’Asia meridionale, ha spiegato dettagliatamente alle monache il contenuto e le implicazioni per le Carmelitane Scalze della Costituzione apostolica Vultum Dei Quaerere e della Cor Orans, cercando di sciogliere i loro dubbi e accompagnandole nella realizzazione di un corretto piano di implementazione delle novità necessarie.

Johannes aveva visitato previamente le monache Carmelitane in Sri Lanka, incoraggiandole ad associarsi con l’una o l’altra delle Federazioni dell’India, e ricevendo una risposta molto positiva da parte dei tre Monasteri e dalle Associazioni indiane.

 

Il 7 novembre 2018, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza S.Em. il card. Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’udienza, il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare il Decreto sulle Virtù eroiche della Serva di Dio María Antonia de Jesús (al secolo: María Antonia Pereira y Andrade), monaca professa dell’Ordine delle Carmelitane Scalze; nata a El Penedo (Spagna) il 5 ottobre 1700 e defunta nel Monastero da lei fondato a Santiago de Compostela (Spagna) il 10 marzo 1760. Gloria a Dio!

http://mariaantoniadejesus.blogspot.com

In occasione del 150° anniversario della restaurazione del Carmelo scalzo maschile in Spagna, i Carmelitani Scalzi spagnoli hanno organizzato due Congressi che si terranno rispettivamente ad Avila e a Larrea.

Il primo (Avila) avrà luogo dal 15 al 18 gennaio e presenterà innanzi tutto l’immagine del Carmelitano Scalzo secondo santa Teresa, per addentrarsi successivamente nella situazione dell’Ordine dopo l’esclaustrazione e nel processo e nelle figure della restaurazione dell’Ordine, così come nella sua successiva espansione in America.

Il secondo (Larrea), di carattere più internazionale, si terrà dal 29 aprile al 2 maggio e affronterà a livello scientifico la questione dell’esclaustrazione sia in Europa che in Spagna, la ricostituzione dell’Ordine a partire dal convento di Markina, le figure essenziali del processo di unificazione delle due Congregazioni, nonché lo svolgimento del medesimo e l’espansione missionaria in India e America. Per questo secondo Congresso sono accettate comunicazioni in diverse lingue. Gli Atti saranno pubblicati dal Gruppo Editoriale Fonte. Per maggiori informazioni su quest’evento, o per inviare contributi in sintonia con la tematica del Congresso, è possibile prendere contatto col segretario, P. Damaso Zuzazua, OCD:

zuazuaocd@gmail.com

Tel.: +34945231238, +34664024057.

Come abbiamo già informato attraverso le nostre reti sociali, P. Federico Ruiz, Carmelitano Scalzo, è deceduto all’alba del 16 novembre scorso, dopo aver sofferto per diversi anni della malattia di Alzheimer.

Nato a Cozuelos de Ojeda, villaggio della Provincia di Palencia in Spagna il 24 dicembre 1933, emise la sua professione religiosa il 31 luglio 1950 e fu ordinato sacerdote il 27 ottobre 1957.

È universalmente noto il servizio che P. Federico ha prestato all’Ordine, alla famiglia teresiana e alla Chiesa, soprattutto attraverso i suoi studi di Teologia Spirituale e, in modo particolare, come impareggiabile specialista della dottrina e del messaggio di san Giovanni della Croce.

Il suo funerale si è svolto il 17 novembre a Madrid. Riportiamo alcune parole dell’omelia del Provinciale, P. Miguel Marquez: “Ci è di consolazione affidare Federico al petto ferito e aperto dall’amore del Pastorcico, dove con Lui possa vivere ed abitare per sempre; da lì, dalla riva dell’incontro e della felice sorte ormai compiuta, ci risvegli e ci renda saggi in ciò che importa di più, e ci porti all’unione con Lui e alla comunione tra di noi”.

La Repubblica Centrafricana è certamente un paese da ricostruire o, meglio, un paese da costruire nuovamente, nonostante che alcuni continuino a impegnarsi per seminare la violenza e la guerra.

I nostri frati del Carmelo di Bangui, tuttavia, sono decisi a collaborare perché il paese cresca e ritrovi la sua dignità. Con l’aiuto di diverse persone sono riusciti a realizzare una fabbrica di mattoni: mattoni forti, più forti della guerra.

Con macchinari sudafricani, un ingegnere congolese e il finanziamento di una fondazione francese e della Conferenza Episcopale Italiana, è iniziata recentemente la produzione di mattoni, che migliorano decisamente lo stile tradizionale del paese: all’argilla finora usata, si aggiungono sabbia e cemento, che li rendono molto più solidi. Un centro contro la denutrizione che si sta costruendo su iniziativa di papa Francesco, è stato il primo cliente della manifattura dei nostri fratelli Carmelitani Scalzi.

Come ci dice P. Federico Trinchero, OCD: “Per me e i miei fratelli missionari, vecchi e nuovi, è una gioia e una responsabilità l’essere il cemento nella costruzione – giorno dopo giorno, mattone dopo mattone, frate dopo frate – di questo piccolo Carmelo, in questa giovane Chiesa, in questo grande paese. Un abbraccio. Padre Federico… e dodici mattoni (frati) in fase di costruzione”.

Vídeos:

  1. Centrafrica: Centro “Gesù Bambino” contro la denutrizione a Bangui: https://youtu.be/CfVc-2STVMw
  2. Mattone dopo mattone rinasce il Centrafrica:https://youtu.be/X2YMg3ZDFUE
  3. http://sictm.chiesacattolica.it/in-centrafrica-tra-i-progetti-in-costruzione/
  4. http://www.freresjaccard.org/afrique/
  5. http://www.amiciziamissionaria.it/news/scuola-agricola-carmel

Alla fine dello scorso mese di ottobre, dal 22 al 26, si è svolta l’Assemblea annuale dei Provinciali europei, ospitata questa volta dalla Delegazione Generale di Egitto.

L’obiettivo dell’assemblea era, oltre che conoscere la realtà della Delegazione ed esprimere la comunione dell’Ordine in Europa con i religiosi che vi lavorano, una conoscenza della Chiesa copta e l’esplorazione di cammini di dialogo e di relazione con la Chiesa ortodossa e l’Islam, attraverso incontri e conferenze. I Provinciali hanno partecipato a un incontro di preghiera interreligioso con dei musulmani e hanno visitato due monasteri: uno copto e uno ortodosso. Hanno presieduto l’incontro P. Łukasz Kansy, secondo Definitore generale, e il Presidente dei Provinciali europei, P. Juan De Bono, della Provincia di Malta.

 

A Monte Carmelo – Locomonaco in Sicilia, in provincia di Siracusa Padre Agustí Borrell OCD,

Vicario Generale, ha tenuto il 23 settembre 2018 un Convegno rivolto all’Ordine Secolare: Le Beatitudini: Santità Quotidiana “alla luce della Gaudete et Exsultate”. Hanno partecipato le 15 Comunità OCDS del Commissariato di Sicilia e simpatizzanti del Carmelo. Padre Agustì ha proposto una pista di riflessioni sulla chiamata universale alla santità, che è oggetto dell’esortazione apostolica “Gaudete et exultate” di Papa Francesco. Il Vicario Generale ha posto l’accento sulla responsabilità connessa al dono della santità offerta da Dio ad ogni cristiano in quanto figlio: entare con il battessimo nella dimensione di figli di Dio, santi e amati, vuol dire appunto assumersi la responsabilità di curare ed accrescere la santità ricevuta in dono, vivendo inmaniera coerente e creativa la sequela di Cristo, figlio modello. È stato ricordato in proposito il ruolo specifico del Carmelo, scuola di santità, all’interno della Chiesa, e il suo grande contributo legato alle numerose e grandi figure di santi fiorite nell’Ordine. In questo contesto le beatitudini si innestano come una vera e propria pista per ricalcare, nella vita di ognuno, i passi del Cristo che per primo le ha vissute. Impossibile non cogliere l’invito a seguire Gesù lungo il tracciato delle beatitudini come un invito alla felicità, ci ricorda Padre Agustì in linea con Papa Francesco nella sua esortazione. Padre Agustì ha altresì messo in rilievo come la sequela di Cristo così concepita, sia già pienamente profilata dalle Costituzioni stesse dell OCDS, così che assumersi l’impegno di fare delle beatitudini le direttrici delle proprie scelte di vita e del proprio cammino di crescita spirituale, si configura quale adesione piena e perfetta alla vocazione Carmelitana per ogni membro dell’OCDS. Infine il Vicario ha tenuto a ricordare che elementi fondanti della vocazione dei laici carmelitani sono anche la Preghiera, il Servizio che in essa ha le sue fondamenta, e la dimensione comunitaria che si radica nella Carità.

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Dal 5 al 7 ottobre 2018 il Carmelo Secolare del Canada, appartenente alla Provincia di Malta, si è riunito per il suo 8° Congresso, al quale hanno preso parte anche alcuni membri della Delegazione del Canada occidentale.

L’Eucarestia di apertura è stata celebrata dal Cardinale di Toronto Mons. Thomas Collins e dal Provinciale di Malte P. Juan De Bono, oltre che da altri sacerdoti e diaconi.

Sono stati giorni di intenso dialogo fraterno tra i circa 200 membri presenti al Congresso, provenienti dalle 22 Comunità del Carmelo Secolare esistenti nel centro-est del Canada anglofono. Alcune di esse sono di lingua portoghese e una è di lingua cinese.

Le conferenze hanno ruotato attorno al tema generale del Congresso: “Enkindling the fire within; Carmelite spirituality for today’s World” (“Facendo avvampare il fuoco interiore; la spiritualità carmelitana per il mondo di oggi”) e sono state offerte dalla Presidente del Consiglio Provinciale OCDS, Gladys MacMullin, dal Delegato Generale per il Carmelo Secolare P. Alzinir Debastiani, dal Provinciale di Malta P. Juan De Bono e dal Delegato per il Carmelo Secolare P. Dominic Borg.

Durante la Messa conclusiva del Congresso hanno fatto le Promesse 8 membri, mentre poco prima erano stati ammessi altri 8 membri di diverse comunità. Inoltre, un membro ha emesso i Voti nell’OCDS.

Grazie alla buona preparazione e organizzazione del Congresso, si è potuto esperimentare una grande comunione e partecipazione in questi giorni, che sono stati un’importante occasione per condividere e rafforzare la vocazione al Carmelo, nonché per manifestare l’interesse per le vocazioni alla vita religiosa, molto presente nelle intercessioni innalzate al Buon Pastore durante il Congresso.

È opportuno ricordare che in questa parte del Canada sono presenti le Carmelitane Scalze con due monasteri (Zephir e St. Agata) e i frati con una comunità a Scarborough.

Ringraziamo Dio per questi giorni, e continuiamo a supplicarlo per la presenza dell’Ordine in Canada.

Alzinir Debastiani, OCD, Delegato Generale per l’OCDS

Dal 21 al 28 settembre 2018, le monache carmelitane dell’Associazione “Nostra Signora del Carmelo” – Brasile Sud si sono radunate nella Casa di Preghiera “San Giovanni della Croce” a Porto Alegre per partecipare al Corso intitolato: “Accompagnamento Empatico”, animato dal P. Luis Jorge González, carmelitano scalzo messicano, professore presso il Teresianum di Roma e l’Università della Mistica di Avila. Il Corso si è basato sul suo libro Acompañar Empático (González, LJ (2016), México: Ediciones Duruelo).

Al Corso, destinato soprattutto alle formatrici, hanno presenziato 21 monache di 11 monasteri della regione. P. Luis ha svolto il tema del trattamento empatico nell’accompagnamento spirituale in cinque tappe: 1. Coscienza del TU; 2. Migrazione verso suo mondo interiore; 3. Intuizione per stare col TU senza giudicarlo; 4. Captazione dello stato emotivo del TU; 5. Riformulazione per verificare la comprensione del TU.

Il 3 ottobre scorso, attorniato dai confratelli della sua comunità e del Collegio Internazionale San Giovanni della Croce, oltre che da numerosi sacerdoti, religiosi, religiose – in particolare le Carmelitane Missionarie Teresiane guidate dalla loro Generale sr. María José Gay – e da un buon numero di amici, P. François-Marie Lethel, della Provincia di Parigi, ha celebrato le nozze d’oro della sua Professione. Alla solenne cerimonia di ringraziamento nella cappella del Teresianum sono seguiti un rinfresco e una cena fraterna.

Lo stesso giorno, nella cappella del convento della Plaza de España a Madrid, il Vicario Generale P. Agustí Borrell e i PP. Alejandro Bartolomé, Jesús Sans e Teodoro Polo hanno festeggiato i 40 anni di Professione religiosa.

Si dà il caso che, esattamente nella stessa data, il Preposito Generale P. Saverio Cannistrà abbia compiuto 60 anni.

A tutti loro va la nostra preghiera, la gratitudine e le congratulazioni.

Edited by Terence O’Reilly, Colin Thompson and Lesley Twomey

In un tempo in cui le donne non avevano voce nella Chiesa, Santa Teresa d’Avila (1515-1582) rappresenta un’eccezione straordinaria. Le prime lotte con i suoi consiglieri spirituali hanno lasciato emergere una fiducia sempre più grande, scaturita dalla sua esperienza mistica e dalla sua relazione con Dio. Ha riformato l’Ordine Carmelitano in cui era entrata da giovane e ha fondato monasteri in tutta la Spagna, ma ha trovato anche il tempo per scrivere una serie di classici spirituali sulla vita di orazione, caratterizzati da un solido buon senso, da uno stile schietto e da una visione forte e positiva dell’amore di Dio. Questa collana di saggi scritti da importanti autori di studi teresiani affronta temi di storia, storia dell’arte, letteratura, teologia e spiritualità, tracciando un bilancio contemporaneo della sua importanza cinquecento anni dopo la nascita di Santa Teresa.

http://www.mhra.org.uk/publications/St-Teresa-Avila

 

Si è concluso il primo Anno Giubilare Teresiano che il Santo Padre Francesco ha concesso ad Avila e Alba de Tormes, qualora la festa di santa Teresa di Gesù coincida con la domenica.

Ad Avila, dopo la novena e la Messa finale in cattedrale presieduta dal vescovo diocesano Mons. Jesús García Burillo, il 15 ottobre è stata celebrata una Messa solenne presieduta dal Vicario Generale dell’Ordine, P. Agustí Borrell, ocd, cui è seguita la processione con l’immagine della Santa per le vie della città.

Ad Alba de Tormes le celebrazioni si sono aperte con una Messa solenne presieduta dal vescovo di Salamanca, Mons. Carlos López, accompagnata da una processione. Il giorno 22, com’è tradizione nell’ottava della festa, gli albensi si sono accomiatati dalla Santa con una toccante processione per le strade, dopo la celebrazione dell’Eucarestia presieduta da P. Miguel Márquez.

L’affluenza dei pellegrini ad Avila e Alba de Tormes durante quest’anno è stata altissima; menzioniamo in paticolare la visita di S. M. il Re Filippo VI di Spagna il 19 settembre scorso, che ha varcato la Porta santa e ha visitato il museo teresiano di Avila.

In entrambe le località si è cercato anche di organizzare un programma religioso, catechetico-teresiano e culturale, che in Alba de Tormes continuerà fino al mese di dicembre con la mostra “Vítor Teresa”.

Il Commissariato di Sicilia ha voluto ricordare i 450 anni della fondazione di Durvelo, con la proposta, per i religiosi e i laici, di un corso di Esercizi Spirituali presso la Casa di spiritualità Monte Carmelo di Villasmundo (SR). Titolo degli Esercizi: Per coloro che sono chiamati, Cristo Crocifisso è potenza di Dio e sapienza di Dio (1Cor 1,24). Quando fr. Giovanni di S. Mattia, insieme agli altri due compagni, il 28 novembre 1568, nella povera casetta di Durvelo, vestì l’abito del nuovo Carmelo, adottò come “titolo nobiliare” fr. Giovanni della Croce. Sulla scelta di questo cognome si è concentrata la riflessione, aiutati anche dal testo Scientia crucis di S. Teresa Benedetta della croce.

L’appuntamento annuale degli Esercizi Spirituali OCDS quest’anno è stato arricchito dalla presenza dell’urna con le reliquie di S. Elisabetta della Trinità che dal 1° settembre inizierà la peregrinatio per i Monasteri e i Conventi d’Italia.

Dopo aver saputo che la nostra richiesta dell’urna era stata accolta abbiamo cercato di organizzare alcuni momenti forti da vivere alla presenza di S. Elisabetta. Se la nostra fede ci dava la certezza che, per la comunione dei Santi, ella era presente e unita misticamente a noi ancora pellegrini sulla terra, il nostro cuore lo ha sensibilmente provato: la sua presenza è stata sperimentata da ciascuno dei partecipanti come viva e reale.

Una presenza discreta che ha aggiunto importanza e valore alle profonde meditazioni di Padre Bruno Moriconi ocd sul tema “Creati per scoprirci figli di Dio”. Attraverso le varie tappe della storia della salvezza, dalle origini fino all’Incarnazione, Morte e Resurrezione di Cristo, Padre Bruno ci ha guidati a riscoprire la nostra grande dignità di figli di Dio, pensata e “sognata” dal Padre fin dall’inizio del mondo, quando ci ha creati a Sua immagine e somiglianza.

Immagine e somiglianza che ha potuto concretizzarsi e realizzarsi perfettamente solo nel Figlio che diventa veramente il riflesso più vero ed autentico della nostra umanità. In Lui, nostro fratello, noi veniamo trasformati interiormente ed ereditiamo la Sua stessa natura divina: «E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo» (Rm 8, 17). Solo in Lui ritroviamo la nostra vera immagine e solo in Lui Dio può guardarci come da sempre ci ha desiderato, come “figli nel Figlio”.

Una storia lunga e travagliata quella della nostra salvezza segnata da promesse di Dio e fallimenti nostri, da alleanze rinnovate e ripetutamente tradite.

Chi non si sarebbe stancato di tanta infedeltà? Solo un Dio Amore che, nonostante tutto, guarda sempre alla sua creatura con lo stesso sguardo con cui dall’eternità l’ha voluta e l’ha creata. E se Dio è Amore non lo è in maniera teorica e generica, ma intima e personale: vuol dire che ci ama, che ama proprio ciascuno di noi in maniera unica e irrepetibile.

Questo mistero d’amore ha intessuto la vita di S. Elisabetta e da questo mistero ella si è sentita profondamente inabitata tanto da trasformare ogni momento di gioia o di dolore della sua breve esistenza in una laudem gloriae Dei.

Ci sono stati alcuni momenti particolarmente intensi vissuti alla presenza di S. Elisabetta:

La concelebrazione eucaristica del venerdì 24 presieduta da S.E. mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona, insieme al nostro Padre Provinciale, P. Aldino Cazzago, al nostro Delegato Provinciale, P. Aldo Formentin, e a due nostri Padri

Assistenti, P. Faustino Macchiella e P. Ignazio Pigozzo.

La presenza fra noi del Vescovo, come Rappresentante non solo della Diocesi di Verona, ma dell’intera Chiesa di Dio ha contribuito a inserire questo evento nella sua giusta dimensione ecclesiale, in quanto S. Elisabetta, particolarmente cara a noi Carmelitani, è testimone di santità per tutta la Chiesa e per essa lei, vissuta nel fiducioso abbandono a Dio, intercede in questo momento storico in cui l’uomo sembra aver perso la coscienza della sua dimensione creaturale in cambio di una autosufficienza che si rivela sempre più sterile e deleteria.

Lo ha sottolineato bene il Vescovo quando ha detto: «Ora, proprio la spiritualità carmelitana, nella sua intima essenza proclama e testimonia l’assoluto di Dio. E questa è una grossa sfida a quell’umanesimo che ha deciso titanicamente di crearsi una storia di civiltà senza Dio. In realtà, sopprimendo Dio dalla vicenda umana, l’umanità si disumanizza. In modo progressivo ed inarrestabile crea condizioni diffuse di barbarie espresse dalla cultura dell’io, dell’individualismo, dell’egoismo, della superbia, della prepotenza, dell’arrivismo, della cattiveria». E ha continuato affermando che, nonostante il male imperversante: «A vincere è il Crocifisso Risorto».

La veglia di preghiera davanti all’urna, iniziata con una riflessione di Padre Bruno e proseguita con la lettura di alcuni passi tratti dagli Scritti di Elisabetta e alternati a pause di silenzio, di canto e di

preghiera.

Il canto della Salve Regina dopo i Primi Vespri della domenica, come usano fare ogni sabato i Padri e le Monache. Il lumino acceso che ciascuno aveva in mano simboleggiava la devozione a Maria da sempre nostra Sorella e Madre, come anche suonava il titolo della settima meditazione del Padre.

E infine la processione, accompagnata dal canto “Flos Carmeli”, al seguito dell’urna di Elisabetta che ritornava a Ferrara da cui era partita.

Grazie Padre Bruno per le sue meditazioni che ci hanno fatto riscoprire il Volto di un Dio Padre, Madre, Fratello e Amico che sembra non avere altro pensiero che quello di amarci e farci partecipi della sua vita divina.

E grazie a te Elisabetta, nostra amica e compagna nel cammino di perfezione verso quella meta di Luce e di Amore che ora godiamo solo nelle tenebre, ma che un giorno godremo in pienezza insieme a te. Intanto, mentre percorriamo il nostro itinerario terreno, ti invochiamo come nostra protettrice, fiduciosi nelle tue parole: “Chiamami e io sarò felice di aiutarti…”.

OCDS della Provincia Veneta