Ultimo giorno di lavori. Sabato sera è stato distribuito ai membri del Definitorio la bozza del documento finale del Definitorio Straordinario di Goa. La prima sessione del mattino si è svolta nei gruppi geografico-linguistici, che hanno esaminato insieme e discusso il testo proposto, proponendo eventuali modifiche o aggiunte. Il risultato della condivisione è stato poi consegnato dai Segretari di ciascun gruppo ai Moderatori, i quali hanno integrato nella bozza le osservazioni fatte.

Nel frattempo, il P. Generale ha presieduto a Old Goa, presso la Cattedrale, la sessione inaugurale del Seminario sulla Storia e il Contributo dei Carmelitani in India, con conferenze di carattere storico, artistico-architettonico, spirituale, con uno sguardo rivolto alle sfide del Carmelo in India oggi.

L’ultima sessione ufficiale è consistita nella presentazione in Aula del testo definitivo del messaggio, che è stato approvato all’unanimità.

Dopo gli ultimi interventi di sintesi, ringraziamento e commiato da parte di P. Johannes Gorantla e del Preposito Generale, col canto del “Flos Carmeli” è stato dichiarato chiuso il Definitorio Generale Straordinario 2019.

Alle ore 16.00 si è tenuta nella Cattedrale di Old Goa la grande celebrazione commemorativa del IV Centenario dell’arrivo del Carmelo in India. L’Eucarestia è stata presieduta da S.E. Mons. Filipe Neri Ferrão arcivescovo di Goa, e concelebrata da S.E. Mons. Derek Fernandes (Vescovo di Karwar) e da S.E. Mons. Aloysius Paul D’ Souza (Vescovo emerito di Mangalore). Oltre, naturalmente, dal Preposito Generale P. Saverio Cannistrà, dai Definitori Generali, dai membri del Definitorio Straordinario, nonché da un numero considerevole di Sacerdoti e Studenti Carmelitani Scalzi venuti da ogni parte dell’India per quest’occasione straordinaria. Sono stati contati 220 concelebranti, mentre una folla di fedeli, Carmelitani secolari e religiose delle diverse Congregazioni Carmelitane nate in India (la più numerosa conta oltre 6000 suore!)  ha stipato l’enorme Cattedrale barocca.

Dopo la Messa, sotto un immenso padiglione allestito per l’occasione, si è tenuto l’atto celebrativo ufficiale del IV Centenario, durante il quale si sono alternati il coro dei circa 60 Studenti di Karnataka-Goa, gli omaggi e i discorsi ufficiali dei Presuli, musiche e danze, ecc.

Ora si torna al ritmo quotidiano della vita, del lavoro e della missione, con la fierezza di essere portatori di un dono prezioso e con l’umiltà di chi sa che “tutto è Grazia”.

Per quanto riguarda i lavori del Definitorio Straordinario, la mattina di sabato 9 febbraio è dedicata agli incontri regionali e alle varie Conferenze dei Superiori, mentre la Commissione incaricata sta redigendo la bozza del testo del Documento finale del Definitorio.

Alle 17, 30 è prevista la benedizione di una statua della Madonna del Carmelo, che rimarrà nel Centro “St. Joseph Vaz” come memoria visibile di questo quarto Centenario dei Carmelitani Scalzi e della celebrazione di questo Definitorio Straordinario. Infine, alle ore 18.00 l’Assemblea plenaria ascolterà una comunicazione del Procuratore Generale, P. Jean-Joseph Bergara.

La giornata è stata segnata da alcuni eventi significativi, che le hanno conferito un profumo tutto carmelitano.

Alle 7.30 ci siamo radunati per l’Eucarestia nel sito del nostro primo convento, edificato nel 1622 dal P. Leandro dell’Annunciazione e dai suoi primi compagni appena arrivati a Goa. La scelta di stabilire una presenza del Carmelo di Teresa in questa terra lontana non fu casuale: a quel tempo, Goa era la capitale delle Indie portoghesi, con circa 200.000 abitanti e 50 tra chiese e conventi. Inoltre, nel 1543 Goa era stata eretta dal Papa quale sede dell’unica diocesi dell’Oriente, con giurisdizione fino al Giappone (in questo contesto, comprendiamo meglio anche l’immensa irradiazione missionaria di san Francesco Saverio). Attualmente, di quel nostro primo “Convento do Carmo” rimangono solo alcune rovine quasi sommerse dalla vegetazione, ma i Padri della Provincia di Karnataka-Goa hanno recentemente ripulito e restaurato il sito. Nell’area della primitiva chiesa hanno scoperto alcune lapidi tombali importanti, tra cui quella dei cinque Martiri di Persia. Ora, per la solenne celebrazione – trasmessa in diretta anche dalla televisione della regione – sono giunti anche dalle altre Province dell’Ordine molti Padri e Studenti (circa 140! – la metà dei nostri giovani in formazione in India). Nell’omelia, il P. Generale ha ricordato in modo particolare i Beati Dionisio e Redento, che proprio in questo luogo emisero la loro professione e vissero prima di essere inviati nella missione a Sumatra nel 1638, dove subirono il martirio.

In mattinata, i membri del Definitorio Straordinario hanno avuto la possibilità di visitare il grande tempio indù Manguishi (molto frequentato dalla gente della regione, soprattutto da nuclei familiari) e l’antico convento cappuccino “del Pilar” nella vicina città di Panji, capitale dello Stato di Goa. Anche lì ci fu nel XIX secolo e per alcuni anni soltanto, una piccola presenza dei Carmelitani Scalzi. A pochi chilometri di distanza, siamo stati accolti con gioia e con la straordinaria generosità tipica delle figlie di Santa Teresa, nel Carmelo di Chicalim, fondato precisamente 72 anni fa, il 9 febbraio 1947. Attualmente le nostre sorelle sono 17, con due novizie e una professa temporanea.

La giornata celebrativa del 400° anniversario dell’inizio del Carmelo in India si è conclusa altrettanto solennemente di com’era iniziata. Nel nostro convento di Margao, a circa 25 chilometri da Old Goa, una gran quantità di fedeli e il nutrito gruppo di Studenti che avevamo già incontrato la mattina hanno cantato i Vespri con noi nella chiesa totalmente rinnovata, dedicata proprio ai Beati Dionisio e Redento. Il P. Generale ha benedetto i lavori appena conclusi, poi tutti gli ospiti sono stati invitati ad entrare nel bellissimo giardino del convento per continuare la festa, rallegrata da musica e da un gruppo folcloristico di danze.

Stamattina ci siamo alzati più presto del solito, per recarci a piedi alla basilica del “Bom Jesus” a Old Goa. In questa magnifica chiesa dei Gesuiti, consacrata nel 1605, si conserva il corpo incorrotto del grande evangelizzatore dell’Oriente San Francesco Saverio, che condivide il patronato delle missioni con S. Teresa di Lisieux. Alle ore 7.00 vi abbiamo celebrato l’Eucarestia – alla presenza di molti fedeli – presieduta in lingua inglese da P. Luis Aróstegui Gamboa, ex-Preposito Generale e Provinciale di Navarra, originario del Paese Basco come il Santo. Abbiamo quindi venerato una reliquia del Santo e altre reliquie conservate nella sacrestia, tra cui quelle dei martiri giapponesi Paolo Miki e compagni, di cui abbiamo celebrato ieri la memoria liturgica.

La sessione di lavoro è stata introdotta dal moderatore P. Gabriel Castro con la lettura del n. 143 delle Costituzioni, in cui si ricorda lo spirito del retto modo di governare l’Ordine, da tenere presente soprattutto quando – come in questi giorni – si tratta di esercitare una responsabilità nei confronti di tutta la nostra Famiglia. È seguito un breve spazio dedicato alle domande di chiarimento rivolte a P. Łukasz Kansy e all’Economo Generale, a proposito delle rispettive relazioni di ieri.

Il resto della mattinata è stato dedicato all’ascolto dell’approfondita presentazione di alcune proposte di modifica alle Norme Applicative (nn. 135-276), fatta da P. Francisco Javier Mena, Definitore Generale per l’America Latina, che oggi ha potuto finalmente “incontrare personalmente” con gioiosa sorpresa il suo Santo patrono! La sua relazione rivestiva una certa importanza, dato che i punti trattati riguardano da vicino la struttura dell’Ordine e diversi aspetti concreti del governo delle Circoscrizioni.

Nel pomeriggio, ancora una volta i gruppi geografico-linguistici si sono ritrovati per discutere insieme su questo argomento. Alle 18.00 tutti i partecipanti si sono radunati in Assemblea per un tempo di domande sulle questioni trattate nella conferenza del mattino. Subito dopo, si sono succedute tre brevi comunicazioni: P. Francisco Javier Mena si è fatto latore di un appello inviato dalla Famiglia carmelitana in Venezuela (frati, monache e secolari) per una campagna di preghiera e intercessione a favore di quel Paese martoriato, ma anche per una manifestazione di solidarietà concreta. P. Guillaume Dehorter, Provinciale di Parigi, ha presentato la situazione della missione in Iraq, dove si trova attualmente un solo frate iracheno, e ha invitato tutti i Provinciali a sostenere e promuovere il progetto di rifondazione della comunità, mettendo a disposizione qualche religioso dotato delle disposizioni necessarie. Infine, il Definitore P. Johannes Gorantla ha presentato la realtà educativa del Collegio Internazionale e del Seminarium Missionum (Comunità di Specializzazione) presso il Teresianum di Roma, esortando le Province – soprattutto quelle europee – a sfruttare le opportunità offerte da queste nostre istituzioni.

Dopo cena, è stato presentato un bel video preparato dalle Province indiane, in occasione dei 400 anni di presenza del Carmelo in India. Attraverso la narrazione della storia e dello sviluppo della nostra presenza nel Paese, fatta dai sette Provinciali e da altri religiosi di diverse età, abbiamo potuto conoscere un po’ meglio i volti e i luoghi di questa realtà così significativa per l’Ordine.

Nella memoria dei santi Martiri del Giappone (Paolo Miki e compagni), la celebrazione dell’Eucarestia mattutina si è svolta in lingua francese, presieduta da P. Roger Tshimanga, Delegato Generale del Congo. La liturgia è stata animata dal gruppo francofono.

All’inizio della sessione di lavoro odierna, i membri del Definitorio Straordinario sono stati chiamati ad adempiere il mandato del Capitolo Generale del 2015 (cfr. documento capitolare “Es tiempo de caminar”, n. 32), esprimendo il proprio voto a proposito delle diverse opzioni possibili: rielaborazione delle Costituzioni, revisione parziale del testo costituzionale, redazione di una Dichiarazione carismatica. Dopo aver ampiamente riflettuto in questi giorni sui risultati della prima tappa del lavoro di rilettura delle Costituzioni, che in questi tre anni ha coinvolto tutte le Circoscrizioni e le Comunità dell’Ordine, nonché sul significato e le implicazioni di ognuna delle opzioni proposte, il Definitorio Straordinario ha votato a grande maggioranza di non procedere – almeno per il tempo presente – a una modifica del testo vigente delle Costituzioni, ma di intraprendere la redazione di una Dichiarazione carismatica sulla vita carmelitano-teresiana. Quest’impegno appare oggi estremamente necessario per riprendere coscienza degli elementi irrinunciabili del carisma che abbiamo ricevuto per il bene di tutta la Chiesa, ed esprimerli adeguatamente per il nostro tempo.

Łukasz Kansy, Definitore, ha poi presentato alcune proposte di revisione alle Norme Applicative (relative alla prima parte: nn. 1-134). Ricordiamo che questo tipo di aggiornamento delle Norme è previsto dalle nostre leggi come un’attività normale dei Capitoli Generali (cfr. Costituzioni 153) e non implica una procedura di conferma da parte della Santa Sede.

Nel pomeriggio, i gruppi geografico-linguistici si sono confrontati sulle proposte presentate nella mattinata. Infine, P. Paolo De Carli, Economo Generale, ha presentato la relazione economica con l’aiuto di diapositive, spiegando l’articolazione della nostra economia generale nei rapporti con le singole Circoscrizioni, e insistendo sulle qualità di fondo che devono caratterizzare il buon amministratore (a ogni livello: locale, provinciale e generale) e una sana gestione economica: responsabilità, trasparenza, fiducia.

La seconda giornata del Definitorio Straordinario è iniziata con la S. Messa presieduta da S.E. Mons. Philip Neri, Arcivescovo di Goa e Daman, il quale non ha voluto far mancare la sua paterna benedizione a questo nostro incontro internazionale.

Alle ore 9.00 si è iniziata la sessione con una sintetica ripresa del lavoro svolto ieri. Il P. Generale ha quindi preso la parola per presentare una profonda e articolata relazione su “Scopo, metodo e temi di una Dichiarazione carismatica”, quale suo contributo alle decisioni che il Definitorio Straordinario dovrà prendere in merito ai nostri testi legislativi. La mattinata si è conclusa con un ampio spazio di approfondimento personale sui contenuti della relazione.

Durante la prima parte del pomeriggio, gli otto gruppi geografico-linguistici (Italiano, Spagnolo A, Spagnolo B, Francese, Inglese, India, Asia, Europa Centrale) hanno lavorato su alcune domande opportunamente preparate per favorire la maturazione condivisa di pensieri e orientamenti.

Il frutto di quest’intenso ma sereno lavoro è stato infine condiviso nel corso dell’ultima sessione pomeridiana, in cui c’è stata anche la possibilità di ricevere dal P. Generale alcuni chiarimenti supplementari.

I Vespri di Sant’Agata in lingua italiana hanno chiuso i lavori odierni. All’intercessione di questa Vergine e Martire affidiamo fin d’ora le scelte che il Definitorio sarà chiamato a fare per il bene del nostro Ordine.

Con la Messa votiva dello Spirito Santo, presieduta in inglese dal P. Generale, si è aperto il Definitorio Straordinario dell’Ordine, che si svolgerà fino a domenica 10 febbraio presso il Centro Spirituale “St. Joseph Vaz” a Old Goa (India). Il grande Centro – oggi affidato alla Diocesi – sorge sul luogo in cui vennero ad abitare i nostri primi missionari nel 1619, esattamente 400 anni fa.

I lavori sono iniziati con una breve sessione inaugurale, introdotta da P. Johannes Gorantla. P. Charles Serrao – Provinciale di Karnataka-Goa e Presidente della Conferenza dei Provinciali OCD dell’India – e P. Andrew, Direttore del Centro Spirituale, hanno rivolto parole di benvenuto ai circa 70 Superiori partecipanti al Definitorio. Il P. Generale è stato invitato ad accendere una lampada, collocata dinanzi al tavolo della presidenza, quale segno della presenza di Gesù in mezzo a noi.

Subito dopo, P. Saverio Cannistrà ha presentato il programma generale, l’articolazione e il metodo dei lavori del Definitorio, che sarà dedicato interamente al processo di rilettura e di possibile revisione del nostro corpus legislativo (Costituzioni e Norme Applicative).

Agustí Borrell, Vicario Generale e Presidente della Commissione internazionale per la rilettura delle Costituzioni, ha quindi presentato la relazione: “La rilettura delle Costituzioni. Prima tappa: storia e conclusioni”.

La mattinata si è conclusa con una seconda relazione di carattere più giuridico, offerta da P. Wiesław Kiwior, sulla “Revisione del diritto proprio oCD al tempo di oggi”.

Nel pomeriggio, il lavoro di approfondimento del tema è proseguito negli otto gruppi geografico-linguistici ed è confluito nella sessione plenaria, durante la quale i Segretari di ogni gruppo hanno presentato sinteticamente il risultato della riflessione comune.

La giornata si è conclusa con la celebrazione dei Vespri e un tempo di orazione nell’antica e bella chiesa del Centro, che ricorda un’apparizione della Croce nel 1619, proprio in concomitanza con l’arrivo dei primi Carmelitani Scalzi in India.

La vigilia della solennità di San Giovanni della Croce, Mons. Honesto Ongtioco, vescovo di Cubao (Filippine), ha informato P. Joey Mabborang, OCD, Rettore e Parroco, dell’approvazione del titolo di Basilica Minore per il Santuario della Vergine Maria del Monte Carmelo a Quezon (Filippine). Il 14 dicembre P. Joey, che è anche Vicario Episcopale per i Religiosi, ha ricevuto dalla Nunziatura Apostolica in Manila il decreto emanato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il vescovo Ongtioco aveva esortato i frati a presentare la petizione, che fu portata avanti dal P. Mariano Agruda (oggi Definitore Generale) fin dal 2015. La Penitenzieria Apostolica aveva già concesso nel 2016 un vincolo spirituale di affinità tra il Santuario e la Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, un privilegio che concede indulgenze speciali ai pellegrini e visitatori del Santuario.

Dopo la chiusura del Congresso di ALACAR, che raduna ogni tre anni la Famiglia carmelitana OCD e OCarm in America Latina, si è tenuta l’Assemblea Generale della CICLA (Conferenza Interregionale Carmelitano-Teresiana per l’America Latina), celebrata ogni tre anni con la partecipazione di tutti i Superiori maggiori delle 12 Circoscrizioni del Carmelo Scalzo in America Latina. A quest’assemblea – cui ha preso parte il P. Generale – si è svolta dall’11 al 17 novembre nella nostra Casa di formazione di Santo Domingo.

Nel corso di questi giorni è stato condiviso l’andamento di ognuna delle Circoscrizioni, soffermandoci sulla formazione iniziale e sulle iniziative comuni che arricchiscono la presenza del Carmelo in ogni zona. È stato verificato e rinnovato l’impegno di proseguire nella realizzazione di un cammino che ci porterà ad organizzare una formazione iniziale condivisa per tutta la regione. C’è stato anche il tempo per rivedere e organizzare i corsi di formazione per i formatori ogni due anni, il secondo Noviziato comune ogni anno, il Congresso di Spiritualità ogni tre anni, gli incontri regionali dei giovani professi solenni e dei frati con meno di 10 anni di ordinazione, gli incontri triennali di frati e monache, gli incontri del Carmelo secolare e varie iniziative che stanno prendendo forma, per potenziare il senso di grande Famiglia e superare il provincialismo che ci limita e impoverisce.

Ringraziamo il P. Generale per la sua presenza tra noi, che ci è utile per rinnovare la nostra comunione con tutto l’Ordine e ci offre sagge indicazioni nell’ambito della formazione iniziale, che desideriamo far diventare realtà.

(P. Francisco Javier Mena, ocd)

Alla presenza dei Padri Generali del Carmelo, Saverio Cannistrà, OCD e Fernando Millán, OCarm, dal 6 all’11 novembre si è tenuto a Santo Domingo il IV Congresso organizzato dall’Associazione Latinoamericana dei Carmelitani (ALACAR). Il tema scelto per orientare le riflessioni è stato il seguente: “Martiri di ieri per il Carmelo Latinoamericano di oggi: Mons. Romero, Edith Stein e Tito Brandsma”. Circa 120 partecipanti, tra laici, religiose e frati, provenienti da quasi tutti i paesi dell’America Latina, si sono dati appuntamento presso la Casa di Esercizi “Santa María de la Altagracia”, per lasciarsi illuminare dalla vita, dalla testimonianza e dal messaggio di queste tre figure, la cui offerta martiriale attraversa le frontiere dello spazio e del tempo.
Il Congresso è stato aperto dalla Carmelitana Missionaria cilena sr. Sandra Henriquez, col tema: “Edith Stein, sotto il segno della Croce: il martirio cristiano di una figlia d’Israele”. Le è succeduto P. Saverio Cannistrà con la conferenza: “La partecipazione all’amore di Cristo nel martirio di Edith Stein”. Al vescovo carmelitano salvadoregno, Mons. Oswaldo Escobar, titolare della diocesi di Chalatenango, è toccato presentare la figura di Mons. Romero, il Santo dei poveri. Infine, P. Fernando Millán ci ha presentato la figura del Beato Tito Brandsma, sviluppando il tema: “La santità a partire dall’umanità”. Sono stati giorni provvidenziali per ricreare la fraternità del Carmelo, rinnovando allo stesso tempo il nostro impegno ad essere testimoni di Gesù che soffre nella disumanizzazione dei perseguitati e degli emarginati, e tuttavia trionfante attraverso l’offerta dei nostri martiri.

Il Carmelo di Soso, nello Stato di Jharkhand (India), ha celebrato i suoi 50 anni di fondazione il 14 novembre 2018. Una solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo di Gumla e dal vescovo di Simdega, ha dato splendore all’occasione. P. Johannes Gorantla, Definitore per l’Asia meridionale, era presente alla celebrazione con P. Sebastian, Provinciale di Malabar, e a diversi padri e frati carmelitani. La presenza di 23 nostre Monache, riunite per l’assemblea generale dell’Associazione del Sud-Est, ha aggiunto grande gioia all’evento. Inoltre, hanno pronunciato i Voti solenni due Carmelitane: suor Neelima e suor Maxima, alla presenza di una moltitudine di fedeli. Il Monastero di Soso conta attualmente 17 Monache e due candidate.

Con una cerimonia presieduta dal Padre Provinciale dei Carmelitani Scalzi di Lombardia, sono iniziate le celebrazioni del 400° anniversario della fondazione del monastero delle Carmelitane Scalze di Bologna.

Ringraziando Dio per i quattro secoli di presenza del Carmelo femminile in città, le nostre Sorelle ci invitano anche ad essere grati a tutte le persone che, in questo lungo periodo di tempo, hanno aiutato e sostenuto la comunità. Già nel 1617 il Cardinal Ludovisi, desideroso di accogliere le Carmelitane nella sua diocesi affermava: “Questa è un’impresa molto santa, e col tempo sarà di grande aiuto per la nostra città”, esprimendo il voto che tutti i cittadini appoggiassero una fondazione che, come prevedeva, sarebbe stata per Bologna un sostegno sia spirituale che temporale.

Ci uniamo alla preghiera delle nostre Sorelle e chiediamo che si realizzi il loro desiderio di iniziare sempre di bene in meglio, nella fedeltà al carisma ricevuto dalla Santa Madre Teresa di Gesù.

Dal 26 al 28 novembre scorso, le Congregazioni delle Carmelitane Missionarie e delle Carmelitane Missionarie Teresiane, in collaborazione con la Pontificia Facoltà e il Pontificio Istituto di Spiritualità “Teresianum” di Roma, hanno organizzato un Congresso sul P. Francisco Palau, OCD, in occasione del 30° anniversario della sua beatificazione da parte di san Giovanni Paolo II, celebratosi nel 2018. Nel Congresso sono state toccate questioni storiche e biografiche del Beato Palau, come anche l’esperienza del carisma carmelitano teresiano nella sua situazione di esclaustrato, oltre a diversi temi della sua spiritualità e del suo apporto teologico-mistico al patrimonio carismatico della Chiesa e del Carmelo. Il Congresso si è concluso con una preghiera di ringraziamento, nella quale è stata anche implorata una rapida canonizzazione del nostro fratello, P. Francisco di Gesù, Maria e Giuseppe (Palau y Quer), Carmelitano Scalzo.

Dal 26 al 28 novembre scorso, le Congregazioni delle Carmelitane Missionarie e delle Carmelitane Missionarie Teresiane, in collaborazione con la Pontificia Facoltà e il Pontificio Istituto di Spiritualità “Teresianum” di Roma, hanno organizzato un Congresso sul P. Francisco Palau, OCD, in occasione del 30° anniversario della sua beatificazione da parte di san Giovanni Paolo II, celebratosi nel 2018. Nel Congresso sono state toccate questioni storiche e biografiche del Beato Palau, come anche l’esperienza del carisma carmelitano teresiano nella sua situazione di esclaustrato, oltre a diversi temi della sua spiritualità e del suo apporto teologico-mistico al patrimonio carismatico della Chiesa e del Carmelo. Il Congresso si è concluso con una preghiera di ringraziamento, nella quale è stata anche implorata una rapida canonizzazione del nostro fratello, P. Francisco di Gesù, Maria e Giuseppe (Palau y Quer), Carmelitano Scalzo.

Dal 15 al 18 novembre si sono radunate nella città di Aparecida, la capitale brasiliana della devozione Mariana, circa 500 persone provenienti da tutto il Brasile – laici, religiosi e sacerdoti – per il Forum commemorativo dei 100 anni del Carmelo Secolare in Brasile.

Organizzato dal Consiglio Provinciale dell’OCDS della Provincia “San José”, il tema scelto per le conferenze si è concentrato su Santa Teresa di Gesù Bambino. I relatori sono stati: P. Patricio Sciadini, P. Romano Gambalunga, P. Jean Laurier, Mons. Rubens Sevilha, Sig. Gustavo Castro e P. Alzinir Debastiani. Il motto del Congresso era: “Nel cuore della Chiesa sarò l’Amore”.

Durante l’incontro è stato presentato il libro che raccoglie la cronaca dei 100 anni del Carmelo Secolare in Brasile, composto dalla professoressa di storia e membro del Carmelo Secolare, Sig.ra Estela da Paz. Nel libro si narra la storia delle diverse comunità, iniziando dalla prima, la cui erezione canonica ebbe luogo il 1° gennaio 1918 nella città di São Bento do Sapucaí. A questa seguiranno molte altre fondazioni, soprattutto a partire dal 1990, fino a raggiungere il numero di quasi 60.

Il P. Generale, il Definitore per l’America Latina e il Provinciale della Provincia “San José” hanno inviato dei video-messaggi al Congresso. La Vergine del Carmelo e la Santa Madre Teresa continuino a benedire il Carmelo Secolare con la loro materna protezione, ispirando ai suoi membri di perseverare con lo sguardo fisso su Gesù, affinché, come Santa Teresa di Lisieux, nel cuore della Chiesa siano l’amore.

Imágenes: ©André Fachetti