Tra il 13 e il 18 ottobre 2019 si è svolto il quarto Congresso del Carmelo Teresiano d’Africa, del Madagascar e delle isole dell’Oceano Indiano, che ha avuto come tema centrale la vita fraterna.

Domenica 13 ottobre 2019, le attività si sono aperte con una messa pontificale presieduta da S.E. Mons. Jean Mbarga, Arcivescovo metropolita di Yaoundé, nella Basilica di Maria Regina degli Apostoli a Mvolyé.

Durante il Congresso sono stati presenti il Preposito Generale, padre Saverio Cannistrà, e il Definitore generale responsabile per l’Africa, il Madagascar e le isole dell’Oceano Indiano, padre Daniel Ehigie.

Anche il nostro fratello Card. Anders Arborelius, ocd, vescovo della diocesi di Stoccolma, in Svezia, ha partecipato attivamente ai lavori. L’intera famiglia carmelitana in Africa, Madagascar e isole dell’Oceano Indiano esprime la sua gratitudine per la loro presenza così confortante e incoraggiante.

Il messaggio finale del Congresso in francese e inglese è disponibile nella sezione documenti del nostro sito Web.

 

Roma, 24 settembre 2019

Cari Padri,

Oggi, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha consegnato

all’Ordine l’approvazione del nuovo Calendario proprio, che è stato firmato nella Solennità di Nostra Signora del Monte Carmelo.

Come potete vedere, ci sono state alcune modifiche che non passeranno inosservate rispetto al Calendario Proprio finora in vigore. Alcune memorie, prima obbligatorie, ora sono diventate facoltative, altre sono state cambiate per evitare coincidenze. Si potrebbe dire che il Dicastero favorisce le “memorie locali”, ad esempio, quelle dei beati che saranno celebrate nel proprio territorio.

L’Ordine ha presentato una bozza, rispettando il Calendario finora in uso nell’Ordine, aggiungendo alcune memorie. La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti non ha ritenuto opportuno approvare le proposte fatte e ha deciso di “alleggerire” il Calendario.

Saremo sempre in grado di celebrare con gioia e felicità tutti i nostri santi, e di seguire le loro orme, per imitare di più il Signore Gesù nostro unico bene.

In comunione di preghiere,

Jean Joseph Bergara

Procuratore generale OCD

 

Tra il 16 e il 21 settembre, l’Associazione di Terra Santa e Nord Africa delle Carmelitane Scalze si è incontrata a Cipro per rivedere i propri Statuti secondo le disposizioni emanate dalla Santa Sede nel documento Cor Orans. Hanno partecipato all’incontro religiose dei monasteri di Terra Santa, Egitto, Marocco, Siria e Grecia. P. Antoine-Marie Leduc, della Curia Generalizia e al servizio della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, ha accompagnato il lavoro delle suore, insieme ad altri Carmelitani Scalzi che hanno partecipato alla riunione in qualità di consiglieri o di Ordinari dei monasteri.

 

Tra il 19 e il 22 settembre 2019, presso la sede della Conferenza Episcopale Argentina (El Cenáculo, città di Pilar) si sono radunati circa 80 membri della famiglia OCDS provenienti da Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay e Uruguay, accompagnati da alcuni religiosi OCD, per vivere alcuni giorni di formazione e fraternità.

Il lavoro si è soffermato sullo studio delle Costituzioni dell’Ordine Secolare, attraverso conferenze e riunioni di gruppo. All’incontro hanno partecipato il Delegato del P. Generale per l’OCDS, P. Alzinir Debastiani, ed è stato anche possibile godere di momenti di gioia e ricreazione, nonché una visita al Santuario della Vergine di Luján, vicino alla città di Pilar.

 

Il 27 settembre scorso il P. Generale, Saverio Cannistrà, ha visitato il gruppo di venti Carmelitane Scalze riunite al Teresianum per iniziare il corso di formazione preparato da due delle Federazioni italiane, con le quali collaborano P. Christof Betschart OCD, professore della nostra Facoltà, e l’Istituto Superiore per Formatori (ISFO), dipendente dall’Istituto di Psicologia dell’Università Gregoriana.

Questo corso si svilupperà in tre anni e mira a offrire un itinerario che integri elementi specifici della formazione nel carisma teresiano, l’antropologia cristiana e la psicologia. Ogni anno, le religiose risiederanno otto giorni interi al Teresianum, con lezioni teoriche al mattino e attività più pratiche al pomeriggio, con la possibilità di condividere i contenuti ricevuti.

Dopo aver condiviso la cena con le Monache e la comunità del Teresianum, Padre Saverio ha potuto ascoltare le impressioni delle nostre sorelle Carmelitane sulla prima sessione di lavoro. Ha espresso la sua soddisfazione sia per lo svolgimento che per i contenuti del corso e ha esortato le religiose a continuare a curare la propria formazione. Era accompagnato da P. Rafał Wilkowski, suo segretario personale nonché segretario per le Monache.

Successivamente, il P. Generale ha partecipato alla prima Assemblea elettiva della Federazione “Santissima Trinità” delle Carmelitane Scalze – la terza in Italia, la cui erezione è stata recentemente approvata dalla Santa Sede. Quest’incontro si è tenuto a Montecompatri, nei pressi di Roma.

 

 

Il 24 settembre, il P. Generale ha partecipato come ospite al Capitolo Generale che i Carmelitani dell’Antica Osservanza (OCarm) hanno celebrato a Sassone, vicino a Roma. Ha presieduto la Messa alle otto del mattino e poi ha tenuto una conferenza sulla trasmissione del carisma, che costituisce l’argomento principale del Capitolo. Ricordiamo che il 17 settembre, giorno di Sant’Alberto di Gerusalemme, i nostri fratelli hanno eletto un nuovo generale, P. Mícéal O’Neill, irlandese, che ha sostituito – dopo dodici anni di governo – lo spagnolo Fernando Millán.

Il giorno successivo, P. Saverio ha incontrato le Monache delle Federazioni italiane, ospiti al Teresianum per un corso destinato alle formatrici.

Da parte sua, P. Agustí Borrell, si è recato in Spagna per svolgere la Visita pastorale alla Provincia di Navarra, mentre P. Daniel Chowning sta visitando la Provincia Anglo-Irlandese. P. Daniel Ehigie sta ultimando i preparativi per il Congresso per l’Africa e il Madagascar – di cui parliamo in questa pagina – insieme al comitato organizzatore e con la collaborazione di P. Jerôme Paluku, Segretario per la Cooperazione missionaria nella Curia Generale.

Gli altri Definitori, ad eccezione di P. Łukasz Kansy, che al momento rimane in Curia, si trovano attualmente anch’essi fuori sede, svolgendo varie attività nelle aree geografiche di cui sono responsabili.

 

Tra il 14 e il 18 ottobre 2019 si terrà a Yaoundé, in Camerun, il quarto Congresso internazionale del Carmelo Teresiano per l’Africa e il Madagascar. Il suo tema centrale sarà la vita fraterna, spazio in cui si esprime la vocazione personale nella sequela di Cristo e dono della comunione trinitaria, che stabilisce una nuova gerarchia di relazioni umane per creare legami fraterni che vanno oltre la carne, il sangue, le razze e le culture. Sono previsti circa settanta partecipanti, tra frati, monache scalze e carmelitani secolari.

La dimensione comunitaria ha un ruolo di particolare rilevanza fra gli elementi del carisma teresiano ed è indispensabile per rispondere alla chiamata alla preghiera continua (cfr. Cammino di perfezione 4,5); pertanto il Carmelo Teresiano in Africa e Madagascar vuole analizzare la vita comunitaria nel proprio contesto culturale ed ecclesiale, verificare il valore che vien dato nelle comunità a questa dimensione, identificando le debolezze esistenti per incoraggiare il Carmelo nel suo compito di irradiare la vita fraterna e contemplativa come servizio alla Chiesa e al mondo in quest’area geografica.

Il motto del Congresso è: “Il Carmelo Teresiano in Africa e Madagascar in dialogo con le proprie culture: uno sguardo alla vita fraterna”, ed è stato organizzato in collaborazione col Governo Generale dell’Ordine, in particolare con P. Daniel Ehigie (Definitore generale) e P. Jerôme Paluku (Segretario generale per la Cooperazione missionaria). Tra i molti relatori ci saranno il congolese P. Valentin Ntumba – coordinatore della commissione organizzatrice -, Sr. Domitille, del Carmelo Teresiano femminile della Costa d’Avorio, P. Zacharie Igirukwayo (Delegato del Burundi-Rwanda), i PP. Emile M’bra (Delegato dell’Africa occidentale) e Miguel Márquez (Provinciale della Provincia Iberica), nonché il P. Generale, Saverio Cannistrà.

Vi daranno per iscritto quello che ho preparato, così voi potrete leggerlo, meditarlo tranquille. Adesso io vorrei dirvi qualcosa dal cuore.

La Lettura del Primo Libro dei Re (2,2b-3), rivolta a Giosuè, incominciava con un appello al coraggio: “Sois courageux, montre-toi un homme!”. Coraggio. E per seguire il Signore ci vuole il coraggio, sempre, un po’ di coraggio. È vero che il lavoro più pesante lo fa Lui, ma ci vuole coraggio per lasciarlo fare. E mi viene in mente un’immagine, che mi ha aiutato tanto nella mia vita di sacerdote e di vescovo. Una tarda serata, due suore, una giovanissima e una vecchia camminavano dal coro, dove avevano pregato i Vespri, al refettorio. La vecchietta faceva fatica a camminare, era quasi paralitica, e la giovane cercava di aiutarla, ma la vecchietta si innervosiva, diceva: “Non toccarmi! Non fare questo che cado!”. E, Dio sa, ma sembra che la malattia avesse reso la vecchietta un po’ nevrotica. Ma la giovane sempre col sorriso la accompagnava. Alla fine arrivavano al refettorio, la giovane cercava di aiutarla a sedersi, e la vecchietta: “No, no, mi fa male, fa male qui…”, ma alla fine si sedeva. Una giovane, di fronte a questo, sicuramente avrebbe avuto voglia di mandarla a passeggio! Ma quella giovane sorrideva, prendeva il pane, lo preparava e glielo dava. Questa non è una favola, è una storia vera: la vecchia si chiamava Suor San Pietro, e la giovane Suor Teresa di Gesù Bambino.

Questa è una storia vera, che riflette un pezzetto della vita comunitaria, che fa vedere lo spirito con cui si può vivere una vita comunitaria. La carità nelle piccole e nelle grandi cose. Quella giovane avrebbe potuto pensare: “Sì, ma domani andrò dalla priora e dirò che invii una più forte ad aiutare questa vecchia perché non ce la faccio”. Non pensò così. Credette nell’obbedienza: “L’obbedienza mi ha dato questo mestiere e lo farò”. Con la forza dell’obbedienza faceva con carità squisita questo lavoro. So che tutte voi, suore di clausura, siete venute per stare vicine al Signore, per cercare la via della perfezione; ma la via della perfezione si trova in questi piccoli passi sulla strada dell’obbedienza. Piccoli passi di carità e di amore. Piccoli passi che sembrano niente, ma sono piccoli passi che attirano, che “fanno schiavo” Dio, piccoli fili che “imprigionano” Dio. Questo pensava la giovane: ai fili con cui imprigionava Dio, alle corde, corde di amore, che sono i piccoli atti di carità, piccoli, piccolissimi, perché la nostra piccola anima non può fare grandi cose.

Sii coraggiosa! Il coraggio di fare i piccoli passi, il coraggio di credere che, attraverso la mia piccolezza, Dio è felice, e compie la salvezza del mondo. “No ma io penso che deve cambiare la vita religiosa, deve essere più perfetta, più vicina a Dio, e per questo io voglio diventare priora, capitolare, per cambiare le cose!…”. Non dico che qualcuna di voi pensi questo… Ma il diavolo si insinua in questi pensieri. Se tu vuoi cambiare non solo il monastero, non solo la vita religiosa – cambiare e salvare con Gesù -, salvare il mondo incomincia con questi piccoli atti di amore, di rinuncia a sé stessi, che imprigionano Dio e lo portano tra noi.

Torniamo alla storia della giovane e della vecchia. Una di quelle sere, prima di cena, mentre andavano dal coro al refettorio – uscivano dieci minuti prima dal coro per andare al refettorio, passo passo – Teresa sentì una musica, da fuori…: c’era musica di festa, di ballo… E pensò a una festa dove le giovani e i giovani ballavano, onestamente, una bella festa di famiglia… forse nozze, compleanno… Pensò alla musica, a tutto quello… E sentì qualcosa dentro; forse ha sentito: “Sarebbe bello stare lì”, non so… E subito, decisa, disse al Signore che mai, mai avrebbe cambiato per quella festa mondana uno solo dei suoi gesti con la suora vecchietta. Questi la rendevano più felice di tutti i balli del mondo.

Sicuramente, a voi, la mondanità arriverà in tante forme nascoste. Sappiate discernere, con la priora, con la comunità in capitolo, discernere le voci della mondanità, perché non entrino in clausura. La mondanità non è una suora di clausura, anzi, è una capra che va per le sue strade, porta fuori dalla clausura… Quando ti vengono pensieri di mondanità, chiudi la porta e pensa ai piccoli atti di amore: questi salvano il mondo. Teresa preferì custodire la vecchietta e andare avanti.

Questo che vi dirò adesso, lo dirò non per spaventarvi, ma è una realtà, l’ha detto Gesù, e mi permetto di dirlo anch’io. Ognuna di voi, per entrare in convento, ha dovuto lottare, ha fatto tante cose buone e ha vinto, ha vinto: ha vinto lo spirito mondano, ha vinto il peccato, ha vinto il diavolo. Forse, il giorno in cui tu sei entrata in convento, il diavolo è rimasto sulla porta, triste: “Ho perso un’anima”, e se n’è andato. Ma poi è andato a chiedere consiglio a un altro diavolo più furbo, un diavolo vecchio, che sicuramente gli ha detto: “Abbi pazienza, aspetta…”. È un modo abituale di procedere del demonio. Gesù lo dice. Quando il demonio lascia libera un’anima, se ne va; poi, dopo un po’ di tempo, ha voglia di tornare, e vede quell’anima così bella, così ben sistemata, tanto bella, e ha voglia di entrare. E Gesù cosa ci dice? Quel diavolo va, ne cerca altri sette peggiori di lui e torna con quei sette, e vogliono entrare in quella casa sistemata. Ma non possono entrare facendo rumore, come se fossero ladri, devono entrare educatamente. E così i diavoli “educati” suonano il campanello: “Vorrei entrare…, cerco questo aiuto, quell’altro, quell’altro…”. E lo fanno entrare. Sono diavoli educati, entrano in casa, ti risistemano e poi, dice Gesù, la fine di quell’uomo o di quella donna è peggiore dell’inizio. Ma non ti sei accorta che quello era uno spirito cattivo? “No, era tanto educato, tanto buono! E adesso, no, io me ne vado a casa perché non posso tollerare questo…”. È troppo tardi ormai, tu l’hai lasciato entrare troppo dentro al tuo cuore. Non ti sei accorta, non hai parlato con la priora, non hai parlato con il capitolo, con qualche sorella della comunità? Il tentatore non vuole essere scoperto, per questo viene travestito da persona nobile, educata, a volte da padre spirituale, a volte… Per favore, sorella, quando tu senti qualcosa di strano, parla subito! Parla subito! Manifestalo. Se Eva avesse parlato in tempo, se fosse andata dal Signore a dirgli: “Questo serpente mi dice queste cose, tu cosa ne pensi?”. Se avesse parlato in tempo! Ma Eva non parlò, e venne il disastro. Questo consiglio vi do: parlate subito, parlate in tempo, quando c’è qualcosa che vi toglie la tranquillità; non dico la pace, ma prima ancora la tranquillità, poi la pace. Questo è l’aiuto, questa è la difesa che voi avete in comunità: una aiuta l’altra per fare un fronte unito, per difendere la santità, per difendere la gloria di Dio, per difendere l’amore, per difendere il monastero. “Ma noi ci difendiamo bene dalla mondanità spirituale, ci difendiamo bene dal diavolo perché abbiamo doppia grata, e in mezzo anche una tenda!”. La doppia grata e la tenda non sono sufficienti. Potreste averne cento di tende! Ci vuole la carità, la preghiera. La carità di chiedere consiglio in tempo, di ascoltare le sorelle, di ascoltare la priora. E la preghiera con il Signore, la preghiera: “Signore, è vero questo che sto sentendo, questo che mi dice il serpente, è vero?”. Quella giovane Teresa, appena sentiva qualcosa dentro, ne parlava con la priora…, che non la voleva, non le voleva bene la priora! “Ma come faccio ad andare dalla priora se lei ogni volta che mi vede mi fa vedere i denti!”. Sì, ma la priora è Gesù. “Ma, padre, la priora non è buona, è cattiva”. Lascia che lo dica il Signore, per te è Gesù la priora. “Ma la priora è un po’ anziana, non le funzionano bene le cose…”. Lascia che decida il capitolo; tu, se vuoi dire questo, lo dici in capitolo, ma tu vai dalla priora, perché è Gesù. Sempre la trasparenza del cuore! Sempre parlando si vince.

E questa Teresa, che sapeva di essere antipatica alla priora, andava da lei. È vero, bisogna riconoscere che non tutte le priore sono il premio Nobel della simpatia! Ma sono Gesù. La via obbedienziale è quella che ti assoggetta nell’amore, ci fa soggetti all’amore.

Poi, questa Teresa si è ammalata. Si è ammalata e, a poco a poco, le sembrava di aver perso la fede. Questa poveretta, che nella sua vita aveva saputo mandar via i diavoli “educati”, all’ora della morte non sapeva come farcela con il demonio che le girava attorno. Diceva: “Lo vedo: gira, gira…”. È  l’oscurità degli ultimi giorni, degli ultimi mesi della vita. Per la tentazione, la lotta spirituale, l’esercizio della carità non si va in pensione: fino alla fine tu dovrai lottare. Fino alla fine. Anche nell’oscurità. Lei pensava di aver perso la fede! E chiamava le suore perché buttassero acqua santa sul suo letto, perché portassero le candele benedette… La lotta nel monastero è fino alla fine. Ma è bella, perché in questa lotta – crudele ma bella – quando è vera, non si perde la pace.

Questo Papa – voi direte – è un po’ “folklorico”, perché invece di parlarci di cose teologiche, ci ha parlato come a delle bambine. Magari foste tutte bambine nello spirito, magari! Con quella dimensione di fanciullezza che il Signore ama tanto.

Vorrei finire la storia di Teresa con la vecchietta. Questa Teresa, adesso, accompagna un vecchio. E voglio dare testimonianza di questo, voglio dare testimonianza perché lei mi ha accompagnato, in ogni passo mi accompagna. Mi ha insegnato a fare i passi. A volte sono un po’ nevrotico e la mando via, come la Madre San Pietro. A volte l’ascolto; a volte i dolori non me la fanno ascoltare bene… Ma è un’amica fedele. Per questo non ho voluto parlarvi di teorie, ho voluto parlarvi della mia esperienza con una Santa, e dirvi cosa è capace di fare una santa e qual è la strada per diventare sante.

Avanti! E coraggiose!

 

Lorenzo Barone è un carmelitano secolare della Provincia dell’Italia Centrale. È nato a Roma il 5 luglio 1992. Dal 2001 al 2003, ha fatto parte del Coro dei Pueri Cantores della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. Dopo essersi diplomato presso il Liceo Artistico “Alessandro Caravillani” di Roma, ha frequentato l’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie, conseguendo le qualifiche professionali di Grafico Pubblicitario (2012), Grafico Visualizer (2013) e Assistente Art Director (2015). Da diversi anni, collabora con i padri carmelitani presso il Centro Spirituale “Casa S. Silvestro” di Monte Compatri (Roma). Ha, inoltre, fatto esperienze lavorative come Web Designer presso alcune importanti agenzie pubblicitarie di Roma. Ha curato il restyling del nuovo Sito della Provincia dell’Italia Centrale e la grafica della Mostra Itinerante “Nata per Te”, realizzata dalla stessa Provincia in occasione del V Centenario della nascita di S. Teresa di Gesù.

Il 2 settembre scorso è iniziata l’Assemblea ordinaria del Definitorio Generale, presieduta da Padre Saverio Cannistrà e con la presenza di tutti i Definitori. Quest’incontro si svolge dopo la pausa estiva nell’emisfero settentrionale, di cui i nostri Superiori hanno approfittato per svolgere varie attività e visite e prendersi alcuni giorni di meritato riposo.

Nell’ordine del giorno del Definitorio, è stata esaminata e approvata una bozza della Dichiarazione carismatica, nonché il processo di revisione delle Norme Applicative, tenendo conto di ciò che fu approvato dal Definitorio Generale Straordinario tenutosi a Goa, in India.

Tra gli altri argomenti, che saranno comunicati in dettaglio nella tradizionale “Lettera del Definitorio”, è stata affrontata la questione del luogo più appropriato per celebrare il Definitorio Generale Straordinario del prossimo anno, che segue i Capitoli provinciali e precede il Capitolo Generale.

In concomitanza con l’inizio della sessione ordinaria del Definitorio generale, il 2 settembre, l’équipe incaricata delle Comunicazioni dell’Ordine, sotto la direzione di P. Agustí Borrell, Vicario Generale e responsabile diretto di quest’area, si è incontrata presso la Casa Generalizia per presentare al P. Generale e ai Definitori alcune proposte per il futuro.

In primo luogo, dopo che P. Johny Paulose, fino ad ora Webmaster, è rientrato nella sua Provincia (South Kerala, India), il Definitorio ha deciso che sia sostituito dal Sig. Lorenzo Barone, Carmelitano Secolare appartenente alla Provincia dell’Italia Centrale. Vogliamo esprimere la nostra cordiale gratitudine per tutto il lavoro svolto da P. Johny negli ultimi anni, sia nella comunità della Casa Generalizia che nel suo servizio per curare il sito web dell’Ordine e il bollettino informativo COMMUNICATIONES.

Il Segretariato, che continuerà ad essere affidato a P. Emilio José Martínez, cercherà di fornire all’Ordine informazioni aggiornate sul P. Generale, i Definitori e gli Officiali della Curia, attraverso le notizie della pagina Web e la newsletter COMMUNICATIONES, senza dimenticare importanti eventi dell’Ordine celebrati a livello regionale. Altre notizie sulle Circoscrizioni saranno comunicate attraverso i social network dell’Ordine, cui è possibile accedere dalla stessa pagina Web, www.carmelitaniscalzi.comanche senza essere registrati in essi. Ti invitiamo a utilizzare queste “finestre” di informazione facilmente individuabili nella parte inferiore della pagina o tramite i “pulsanti” in alto a destra.

 

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La Pontificia Facoltà e il Pontificio Istituto di Spiritualità “Teresianum” di Roma, hanno offerto un corso a un gruppo di Carmelitane Scalze italiane tra il 25 e il 28 giugno di quest’anno.

Le monache hanno seguito, almeno parzialmente, il corso di Teologia Spirituale online offerto dal Teresianum e hanno avuto la possibilità di svolgere una sessione residenziale in cui approfondire alcune delle materie proposte nel corso e presentare le loro domande e contributi ai professori responsabili. Ogni giorno erano programmate quattro lezioni al mattino e altre quattro nel pomeriggio, in cui l’esposizione magistrale dei professori era abbinata a momenti di dialogo.

L’esperienza accademica, molto positiva secondo l’opinione di tutti, è stata completata con la partecipazione delle Carmelitane alla liturgia e ai pasti della comunità. Una felice coincidenza ha permesso alle nostre sorelle di essere presenti alla festa di congedo degli studenti del terzo anno di teologia del Collegio Internazionale San Giovanni della Croce, tenutasi il 27 giugno.

Camminiamo insieme! La parola di un capofamiglia. Saverio Cannistrà, OCD, Documenti del sessennio 2009-2015, raccolti e presentati dal Carmelo di Develier.

“Camminiamo insieme, Signore!”. In un certo modo, quest’appello di Santa Teresa di Gesù è anche una parola pronunciata da P. Saverio Cannistrà nel suo servizio reso al Carmelo Teresiano: invitarci a viaggiare in compagnia del Signore, sostenendoci vicendevolmente.

I diversi contributi raccolti in questo volume sono quelli di un capofamiglia che parla come padre, come fratello, come compagno di viaggio. In modo chiaro, incisivo e profondo, coraggioso e riparatore, si ispira al grande evento della celebrazione del quinto Centenario teresiano nel 2015, per immergersi ripetutamente nello spirito della Madre Teresa e, guidato dalla sua mano, mostrare ai suoi figli e figlie i sentieri che il carisma invita a percorrere in questo tempo. La verità contenuta in queste pagine susciterà interesse anche oltre gli orizzonti carmelitani, poiché offre una preziosa visione antropologica e un aiuto nel cammino a coloro che cercano il significato di tutto, ai cercatori di Dio.

Il libro, che consta di quasi 700 pagine, può essere ottenuto richiedendolo al seguente indirizzo di posta elettronica:

editions.carmeldevelier@gmail.com

Il suo prezzo è di 30 € più spese di spedizione.

Pagamento mediante assegno intestato a: CARMEL D’YZERON, scrivendo:

Carmelo de Yzeron

Libro P. Saverio

33, Grande Rue

FR – 69 510 Yzeron

Carissimo P. Saverio: Abbiamo ricevuto con gioia la notizia della Sua nomina a membro della CIVCSVA negli ultimi giorni. Cosa comporta per lei? È stata una sorpresa?

È stata una grande sorpresa. L’ho appreso da un messaggio del Procuratore Generale.

Potrebbe darci qualche dettaglio sui particolari del Suo compito come membro della Congregazione?

In realtà, non so esattamente quali compiti specifici siano assegnati ai membri della Congregazione. Non si tratta del lavoro dei consultori, che sono esperti interpellati per studiare alcune tematiche specifiche. So che ogni Congregazione ha delle sessioni ordinarie e plenarie alle quali sono chiamati a partecipare i membri del Dicastero.

È sempre un onore essere chiamato dal Papa a una responsabilità al servizio della Chiesa. Quale pensa può essere il Suo contributo come Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi alla Vita Consacrata?

Sono grato al Papa per la fiducia nei miei confronti e soprattutto nei confronti del Carmelo Teresiano. Quanto al contributo che potrò dare, credo che molto dipenderà dalle tematiche che saranno affrontate nelle sessioni della Congregazioni. Su alcuni temi, evidentemente, ho più conoscenza ed esperienza che su altri. Sicuramente, sarà per me un’esperienza di arricchimento e di partecipazione più intensa alla vita della Chiesa.

Sicuramente la Sua esperienza al servizio delle monache carmelitane scalze sarà di aiuto per svolgere questo compito. Che ne pensa? Quali sono le sfide e problemi della vita contemplativa oggi, secondo Lei?

In effetti, il tema della vita contemplativa è probabilmente quello in cui sento di poter dare un contributo più specifico. In questo momento, dopo la pubblicazione della Costituzione Apostolica “Vultum Dei quaerere” e dell’Istruzione “Cor orans”, la vita contemplativa, in particolare femminile, è chiamata a un rinnovamento che interessa tanti aspetti. Credo che la sfida più importante sia quella di una maturazione e di un cambio di mentalità. Ogni comunità, nel rispetto della sua autonomia giuridica, è chiamata a diventare membro attivo di un corpo più ampio, di una fraternità allargata, all’interno della quale è possibile unire le forze e trovare soluzioni adeguate alle problematiche di oggi.

 Grazie P. Saverio. Preghiamo per questa Sua missione e gli auguriamo ogni sorta di beni.

Il 14 febbraio del 2009 veniva inaugurata la nuova sede del CITeS – Università della Mistica in Avila, che fin dal 1986 svolgeva le sue attività in una parte del convento de “La Santa”, edificato sulla casa natale di Santa Teresa di Gesù.

In occasione di tale anniversario, il Centro ha pubblicato un prezioso libro commemorativo, in spagnolo e inglese, diviso in tre parti: nella prima vengono presentate la storia del CITeS e il significato dell’edificio e della sua simbologia, nonché le opere d’arte ivi contenute; nella seconda, il lettore potrà farsi un’idea dell’ingente attività di corsi, cattedre, congressi, eventi religiosi e culturali, ecc., svolta in questi dieci anni, delle pubblicazioni realizzate e della nuova realtà del centro per i giovani; nella terza parte vengono enumerati alcuni dati statistici importanti.

Il titolo del libro è: Dieci anni di una stella 2009-2019 (Diez años de una estrella 2009-2019 Ten years of a star), alludendo alla frase rivolta da Gesù a Santa Teresa di Gesù in riferimento al monastero San Giuseppe d’Avila (“una stella che brillerà di un così grande splendore”), evocata dalla forma a stella del Centro. Riccamente illustrato e cronaca di una pagina importante della storia del Carmelo Teresiano, si tratta di un volume di gradevolissima lettura.