Nel quadro della solennità di Santa Madre Teresa di Gesù, abbiamo celebrato l’Eucaristia di ringraziamento per la Casa Monte Carmelo a Lepaterique, Honduras.

Siamo molto felici perché oggi è stato un giorno molto significativo, con la prima Messa celebrata in questa Casa, in un giorno importantissimo per il Carmelo Teresiano: la festa di Santa Teresa di Gesù. La celebrazione si è svolta in quello che sarà lo spazio della sala da pranzo, quindi, con molta correttezza, possiamo dire che il primo banchetto è stato l’Eucaristia! Teresa di Gesù, donna eccezionale, santa, dottore… è una fonte di ispirazione per molte giovani donne che stanno camminando nella Casa Monte Carmelo. Questa casa accoglie giovani adolescenti di alcuni villaggi remoti e poveri della zona di Lepaterique che non hanno accesso all’istruzione, per poter continuare a studiare insieme e prepararsi così a essere protagoniste della loro vita presente e futura, della famiglia, della Chiesa e della società.

Ringraziamo Dio perché con l’aiuto di molte persone, parrocchiani e istituzioni, abbiamo gli spazi per accogliere queste giovani donne, che sono una speranza per l’umanità. Ringraziamo in modo particolare il Centro dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, che attraverso il Segretariato per la Cooperazione Missionaria, molto ben rappresentato da P. Jérôme Paluku, ha fornito un aiuto significativo. Siamo riconoscenti alla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per il suo prezioso sostegno finanziario a questo progetto.

 

Il Centro Internazionale Teresiano-Sanjuanista ha inaugurato lunedì 4 ottobre, il nuovo anno accademico 2021-2022 del Master in Mistica e Scienze Umane, una delle sue varie proposte accademiche. La cerimonia inaugurale è iniziata alle 9.45 del mattino. L’équipe del Centro ha espresso la sua gioia di intraprendere questo nuovo corso nonostante la situazione pandemica che ha impedito a molti studenti di venire ad Avila e dovranno seguire il primo trimestre di quest’anno accademico in modalità online.

10 studenti partecipano in presenza e 30 in modalità online. Gli studenti provengono da 12 diverse nazionalità. La cerimonia di apertura si è conclusa con una celebrazione eucaristica alle ore 19.00, presieduta da Francisco Javier Sancho Fermín, direttore del CITeS. Da parte sua, il segretario generale del centro, Jerzy Nawojowski, ha presentata la relazione dell’anno accademico 2020-2021 e le attività accademiche e culturali per l’estate 2020.

 

Dall’11 al 15 ottobre, il Padre Generale Miguel Márquez Calle, ocd, ha fatto una visita fraterna alla comunità permanente del Teresianum. Si è interessato alla vita dei religiosi e al loro lavoro nella nostra Facoltà Pontificia, raccogliendo informazioni di prima mano. Durante questi giorni, ha anche potuto fare alcuni brevi incontri con il Collegio Internazionale e il Seminarium Missionum, col desiderio di ritornare presto per visitarli più a lungo.

Durante il primo incontro con i frati del Teresianum, avvenuto dopo i vespri di lunedì 11 ottobre, il Padre Generale ha espresso alla comunità il suo desiderio di ascoltare tutti i religiosi, senza altra pretesa che quella di conoscere la situazione di ciascuno, e di voler condividere la vita quotidiana dei frati in questi giorni.

La visita si è conclusa solennemente nel giorno dell’apertura dell’anno accademico 2021-2022, giorno della festa di Santa Teresa di Gesù. P. Miguel ha presieduto l’Eucaristia e la celebrazione dell’apertura dell’anno accademico. Il Preside, P. Christof Betschart ha presentato una relazione sulle attività dell’anno precedente, dopodiché ha dato la parola a P. Ciro García, che ha pronunciato la lezione inaugurale a mo’ di ultima “lectio” dato che, terminato il suo mandato come bibliotecario della Facoltà, ritornerà prossimamente nella sua Provincia.

 

Lo scorso 16 luglio è stata finalmente posta la prima pietra del nuovo convento al “Carmel” di Bangui, al termine di una celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinal Dieudonné Nzapalainga. Era un momento atteso da anni. Nel 2006 abbiamo costruito un convento per i frati. Nello stesso tempo, il nostro convento è diventato sempre di più un punto di riferimento per tante persone, fino a dare il nome – Carmel – al quartiere che si è formato attorno a noi. Nel corso degli anni le domande di ospitalità sono aumentate e sempre più persone partecipano alla celebrazione della Messa domenicale. Nel 2013 la comunità ha accolto lo studentato. Poi, nel 2020, è stata aperta una scuola agricola.

Tutti questi avvenimenti ci hanno quindi costretto a ripensare la nostra presenza e a creare le strutture adeguate per rispondere alle esigenze della formazione dei seminaristi, alla domanda di ospitalità e, soprattutto, alla necessità di offrire ai nostri fedeli un luogo degno per pregare (le celebrazioni domenicali si svolgono sotto una semplice tettoia di lamiere). Dopo un lungo e paziente discernimento abbiamo deciso di costruire una struttura completamente nuova. Il complesso si compone di tre lotti: 1. un convento con venti camere per la comunità, con tutto il necessario per la vita conventuale e l’apostolato; 2. una foresteria di quindici camere con un refettorio e una sala per incontri; 3. una grande chiesa. Attualmente il cantiere è in piena attività per la costruzione del convento, che speriamo di poter già abitare entro la fine del prossimo anno.

Si tratta, come potete ben comprendere, di un progetto ambizioso, particolarmente costoso e che c’impegnerà per alcuni anni. Non avremmo avuto il coraggio di lanciarci in quest’avventura senza l’incoraggiamento di tanti amici che, consapevoli delle nostre necessità per accogliere i giovani seminaristi, gli ospiti e soprattutto i fedeli, erano già a conoscenza di questo desiderio e del relativo progetto in elaborazione. Ci sia permesso di ringraziarli di tutto cuore.

Più informazioni sul sito www.amiciziamissionaria.it/Donazioni.aspx

 

Dal 9 al 15 ottobre, in occasione dell’anno dedicato a San Giuseppe, si è tenuto il 1° Congresso Interprovinciale del Carmelo Scalzo, il cui tema era: “San Giuseppe: tra silenzio e azione”. L’evento online, organizzato dalle Province del Carmelo Scalzo in Brasile, è stato trasmesso attraverso i canali YouTube dell’OCDS. I video hanno raggiunto un totale di oltre ottomila visualizzazioni, con partecipanti appartenenti a diversi paesi.

Il congresso è stato un grande momento di fraternità e formazione per tutta la famiglia teresiana brasiliana e una notevole testimonianza di comunione nel carisma teresiano: i tre rami (frati, monache e secolari) delle due Province del Brasile (San Giuseppe e Madonna del Carmelo) hanno assunto insieme tutta l’organizzazione, permettendo così a tutti di partecipare alla diffusione del nostro comune amore per San Giuseppe.

I partecipanti hanno avuto accesso a varie attività formative per approfondire la spiritualità di San Giuseppe: approccio biblico, insegnamento dei Papi, paternità, devozioni, arti, ecc. L’evento è stato anche caratterizzato da diverse performance artistiche, in particolare quella dei partecipanti al concorso musicale in onore di San Giuseppe. Le Messe di apertura e di chiusura sono state celebrate dai Superiori delle due Province brasiliane, e si è potuto celebrare un triduo in omaggio a Santa Teresa di Gesù, nostra Madre.

Questo congresso interprovinciale in onore di San Giuseppe ha celebrato, in una prospettiva teresiana, il 150° anniversario della proclamazione di San Giuseppe come patrono della Chiesa. Speriamo che questo grande evento porti frutti spirituali per il bene di tutto il popolo di Dio e la benedizione di San Giuseppe per tutta la famiglia carmelitana in Brasile.

 

La Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato OCD, detta “Chiquitunga” (la piccolina), è la prima Beata paraguaiana, morta il 28 aprile 1959 all’età di 34 anni. Tre anni fa, le sue reliquie erano state traslate a Roma per un trattamento di conservazione. Durante questo tempo sono stati preparati due reliquiari: uno rimarrà presso le Carmelitane Scalze di Asunción per la venerazione dei fedeli, l’altro sarà il reliquiario itinerante che percorrerà i luoghi più remoti del Paraguay secondo il desiderio di Chiquitunga.

Era ormai giunto il momento per le sue reliquie di ritornare in Paraguay. Il 18 settembre, la comunità paraguaiana di Roma ha celebrato una Messa di ringraziamento nella parrocchia di Santa Teresa d’Avila. Il 21 settembre, le reliquie di Chiquitunga hanno lasciato la Casa Generalizia di Roma. Tra gli altri, erano presenti: il Signor Roberto Melgarejo, ambasciatore del Paraguay presso la Repubblica Italiana, il Signor Alfredo Ratti, ambasciatore del Paraguay presso la Santa Sede, il nostro Preposito Generale, P. Miguel Márquez Calle, e P. Marco Chiesa, Postulatore generale.

Circa 2.000 persone erano presenti nei pressi dell’aeroporto internazionale Silvio Pettirossi per festeggiare l’arrivo delle reliquie, tra cui la sorella della Beata, Mirella Guggiari. All’aeroporto è stata celebrata una Messa presieduta dal vescovo di Asunción, Mons. Adalberto Martínez. Terminata la Messa le reliquie, trasportate da un camion dei pompieri, sono state portate al Carmelo in corteo: alcuni fedeli seguivano, altri applaudivano e gridavano di gioia lungo il percorso, altri ancora lanciavano fiori al passaggio della processione. Il corteo era scortato dalla polizia nazionale. Presso il monastero carmelitano, le reliquie sono state accolte dalle bande della polizia nazionale e dell’esercito paraguaiano.

Papa Francesco ha salutato il popolo del Paraguay in occasione del ritorno di Chiquitunga nel suo paese. In una lettera inviata dal Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, Papa Francesco ha espresso la sua gioia per il ritorno delle reliquie e ha incoraggiato i giovani paraguaiani a imitare la vita di fede, speranza e carità della Beata.

Diritti fotografici Paraguay: © 2021 Grupo Nación

 

Oggi abbiamo raggiunto il termine del nostro capitolo generale. Come dicevano gli Antichi, “ultima brevior“, l’ultima deve sempre essere la più breve.

Questo giorno è stato interamente dedicato a lavorare sul Documento finale del Capitolo e sulla Lettera del Capitolo generale. La Commissione incaricata di elaborare questi testi ha presentato il frutto del suo lavoro. L’Assemblea capitolare ha ringraziato i redattori per il loro lavoro ed è seguito un dibattito. Dopo che la Commissione ha integrato i contributi dei Capitolari, i testi sono stati sottoposti alla votazione del Capitolo. I testi saranno prossimamente disponibili. Vi invitiamo quindi solo a essere pazienti e ad aspettare le traduzioni ufficiali.

I frati si sono poi riuniti per l’Eucaristia che ha concluso il Capitolo. La celebrazione è stata presieduta dal nostro Padre Generale, Padre Miguel Marquez Calle.

Per concludere, volevamo ringraziarvi tutti per le vostre preghiere e la vostra vicinanza durante tutto questo Capitolo. Abbiamo sentito e visto il vostro interesse per questo momento ecclesiale che abbiamo vissuto. Forse i Capitolari erano 92, ma con i vostri numerosi messaggi, con la vostra presenza orante, questo momento è stato per noi e per voi un momento di comunione ecclesiale “nata dall’amore dell’eterno Padre, fondata nel tempo da Cristo Redentore, radunata nello Spirito Santo” (Gaudium et Spes).

 

 

La liturgia è stata animata oggi dai nostri confratelli africani, o missionari in Africa. L’omelia è stata pronunciata da padre Philip Sullivan, missionario in Uganda. Partendo da una domanda personale, ci ha chiesto: tutte le persone che ci circondano vanno in Paradiso? A questa domanda, Dio risponde: “Questo non è affar tuo… Ma deve essere la tua preoccupazione”. Era proprio questa la preoccupazione quotidiana di San Paolo, il bene delle Chiese. È anche il nostro? Dobbiamo riscoprire la passione e lo zelo che ardeva nel cuore del profeta Elia.

Stamattina il Padre Francisco Javier Mena ha presentato il ruolo delle Conferenze Regionali di Superiori. La pandemia di covid-19 e tutte le sue conseguenze hanno dimostrato la rilevanza e l’importanza di queste Conferenze. Sono una struttura di comunione che promuove la collaborazione tra le Circoscrizioni. Permettono di rispondere a problemi comuni, così come a sfide apostoliche all’interno della stessa area geografica. Le parole di Papa Francesco nella Lettera apostolica a tutti i consacrati (21-11-2014) ne chiariscono lo scopo: “Nessuno costruisce il futuro isolandosi, né solo con le proprie forze, ma riconoscendosi nella verità di una comunione che sempre si apre all’incontro, al dialogo, all’ascolto, all’aiuto reciproco e ci preserva dalla malattia dell’autoreferenzialità” (§3).

Questo pomeriggio, abbiamo accolto un collaboratore di Padre Angelo Lanfranchi, Archivista Generale, il Signor Axel Alt, che ha presentato il progetto Digicarmel. È un database creato per la gestione di informazioni attuali o storiche (nel senso più ampio del termine). Il nucleo di Digicarmel si trova nel Conspectus, negli Acta Ordinis e in varie pubblicazioni storiche. L’obiettivo è quello di conservare e offrire, in modo collaborativo, informazioni sulla storia del nostro Ordine, delle nostre Comunità, dei nostri Religiosi e delle varie espressioni del nostro carisma nel mondo.

Alla fine del pomeriggio, la Commissione per la Revisione delle Norme ha presentato le modifiche apportate alle Determinazioni del Capitolo Generale. Sono stati poi messi ai voti.

 

Questa mattina abbiamo dato il benvenuto a padre Miceal O’Neill, O.Carm. generale dei Carmelitani. Partendo dalla sua esperienza, ha condiviso con noi alcune sfide per la vita carmelitana di oggi. Le attese del mondo al nostro riguardo sono tre: la testimonianza di vita, la formazione e la vita comunitaria. Queste tre sono collegate: la testimonianza è data da individui che vivono in una comunità, e il luogo privilegiato della formazione è nella comunità. Il Padre Miceal O’Neill ha sottolineato l’importanza della comunità e della sua profezia per il nostro tempo. La comunità per sua natura è il luogo dove la grazia di Dio si manifesta e si dispiega. Ha proseguito parlando di tre concetti: partecipazione (nel senso di ciò che ci chiede il Vaticano II), comunicazione e discernimento. Attraverso la nostra partecipazione attiva alla vita della comunità, alla vita della Chiesa, attraverso la partecipazione all’amore di Dio che ci viene comunicato, attraverso il dono/comunicazione che facciamo di noi stessi a Dio e agli altri, attraverso il discernimento/ricerca della volontà di Dio, entriamo nelle profondità del mistero della salvezza. È una spiritualità di comunione che ci viene presentata.

Come prolungamento della sua conferenza, il Padre Miceal O’Neill ha presieduto la nostra Eucaristia e ha condiviso il pranzo con noi.

Questo pomeriggio abbiamo votato la dichiarazione sul carisma. Il testo finale vi sarà comunicato ulteriormente.

Si è poi vissuto un altro momento di grazia: i nostri confratelli non sacerdoti si sono rivolti al Capitolo e hanno condiviso con noi la gioia della loro vocazione come religiosi frati. Ecco un frammento: “La nostra vocazione viene dall’amore di Dio che è Amico, Padre, Fratello, e che ci chiama a testimoniare di Lui e del Regno attraverso la fraternità. Cerchiamo di rispondere con generosità e donazione totale all’amore gratuito di Dio, che ci ha onorato chiamandoci al suo servizio come frati nella nostra famiglia religiosa”. Non sono una vocazione da due soldi, ma sono pienamente con noi Frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Questo tempo con i nostri confratelli è stato un bel momento di comunione e di grazia nella nostra unica vocazione al Carmelo.

 

Oggi tutto il Capitolo Generale aveva un appuntamento con Papa Francesco. L’udienza era fissata per le 11 del mattino. I frati, a piedi o con i mezzi pubblici, sono andati in Vaticano. Dovevamo essere alla Porta di Bronzo alle 10.15 per essere condotti alla Sala Clementina. Quando il Santo Padre ci ha raggiunto, il nostro Padre Generale, Padre Miguel, si è rivolto a lui a nome suo e di tutto l’Ordine, frati, monache e secolari. ” Santo Padre, oggi con i miei confratelli e consorelle vogliamo dedicare la nostra vita, senza aspettare il domani, senza paura di essere feriti, come “cavalieri senza paga” (Vita, 15,11) secondo l’espressione di Santa Teresa, per aiutare Gesù a portare la croce, per aiutare il Papa a portare la croce. Vogliamo farlo con obbedienza e spirito di servizio, senza guardare indietro, desiderando conoscere e amare Gesù sempre di più per farlo conoscere e amare, secondo le parole di Teresa di Lisieux.”

NB: Potete trovare il testo completo di questo discorso (in spagnolo) sulla nostra pagina Facebook:

www.facebook.com/CuriaGeneraliziaCS

Le parole del Santo risuonano in piena sintonia con quelle del nostro Padre Generale: “la fedeltà richiede un fermo impegno sui valori del Vangelo e del proprio carisma e la rinuncia a ciò che impedisce di dare il meglio di sé al Signore e agli altri (…) L’amicizia con il Signore è per Santa Teresa vivere in comunione con Lui, è non solo pregare, ma fare della vita una preghiera, è camminare – come dice la vostra Regola – “in obsequio Iesu Christi”, e farlo nella gioia. (…) L’amicizia con Dio matura nel silenzio, nel raccoglimento, nell’ascolto della Parola di Dio; è un fuoco che va alimentato e custodito giorno per giorno.”

Potete trovare qui il testo completo:

https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2021/09/11/0553/01221.html

Confortati dalle parole del Santo Padre, i frati tornarono a casa.

Questo era necessario: nel pomeriggio avevamo invitato il Padre Vincenzo Mancusi, cappuccino, per affrontare con lui la questione degli abusi. Il Padre Mancusi è stato, tra l’altro, Procuratore Generale dei Cappuccini e ha lavorato nella Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Si è quindi rivolto all’assemblea capitolare con la sua grande esperienza. Il suo discorso includeva gli abusi fisici, psicologici e spirituali su minori e persone vulnerabili. Ci ha presentato gli sviluppi del diritto canonico, ha definito i termini usati nel Codice di Diritto Canonico e poi ci ha spiegato come affrontare queste questioni quando si presentano.

È stata una giornata intensa ma bellissima.

 

All’inizio della mattinata, i Padri Francisco Javier Mena Lima, del Comissariato dei Caraibi, e Fabio Silvestri, provinciale di Venezia, hanno presentato il metodo di lavoro adottato per la revisione delle Norme: i membri della commissione e le ragioni per integrare o no le osservazioni dei Capitolari. Dopo queste spiegazioni, la commissione per la revisione delle Norme ha avuto un nuovo tempo per completare il suo lavoro.

Il Padre Marco Chiesa, Postulatore Generale, ha presentato la Postulazione: il suo funzionamento, la promozione della Causa dei Santi dell’Ordine, le reliquie dei santi e le relazioni con la Congregazione dei Santi. La Postulazione si occupa anche della Liturgia propria dell’Ordine. Ci ha spiegato come vengono elaborati i libri liturgici nelle diverse aree linguistiche e il loro legame con la Postulazione Generale.

Il Padre Christophe-Marie Baudouin, Definitore, della Provincia di Parigi, ci ha ricordato che il 16 aprile 2021 il Consiglio esecutivo dell’UNESCO ha approvato la candidatura di Teresa di Gesù Bambino per la biennale 2022/2023, in occasione del 150° anniversario della sua nascita. Questa candidatura è stata presentata dallo Stato francese e dalla Basilica di Lisieux. Anche il 2023 sarà l’anno del centenario della sua beatificazione (29/04/1923). Il Padre Christophe-Marie ha invitato il Capitolo ad onorare questo centenario. L’assemblea capitolare ha accolto questo invito. Le modalità saranno determinate più tardi.

Infine, il P. Daniel Ehigie, del Vicariato della Nigeria, ha presentato la situazione dell’Ordine in Africa e la sua rappresentanza ai Capitoli generali e ai Definitori straordinari. Ci ha informato di una richiesta dei nostri frati dell’Africa di avere un rappresentante in più. I Capitolari voteranno su questa richiesta durante le Determinazioni del Capitolo Generale.

Questo pomeriggio i Capitolari hanno votato, una per una, le norme riviste proposte.

 

Oggi, Padre Fausto Lincio, Provinciale della Lombardia, ha presieduto l’Eucaristia, e ci ha posto una domanda: quale parola potrebbe illuminare il nostro cammino quando ci troviamo in un’impasse? …. Accettare che nella nostra vita ci sia uno spazio di ingiustizia vissuta, perché è lì che Dio ci viene incontro e fa sorgere una vita nuova.

Stamattina, i frati si sono riuniti nella sala del Capitolo per lavorare di nuovo in assemblea sulla Dichiarazione sul carisma. I Padri Martin Martinez, Definitore, e Gabriele Morra, Provinciale dell’Italia Centrale, ci hanno spiegato, una ad una, le modifiche (correzioni, inserimenti, chiarimenti) effettuate nella suddetta Dichiarazione. Il testo rivisto che ci è stato presentato è il frutto del lavoro dei vari gruppi, così come il lavoro della commissione incaricata di sintetizzare le osservazioni dei capitolari. Dopo i loro interventi, la parola è stata data ai frati affinché si esprimessero sulla nuova proposta di Dichiarazione. Verso le 11:00 ci è stato dato il tempo di riflessione e di maturazione.

Nel pomeriggio, il Padre Daniel Chowning, della Provincia di Washington, ci ha presentato la nostra Ratio Institutionis. Come afferma la Potissimum Insitutionis §1: “il rinnovamento degli Istituti religiosi dipende principalmente dalla formazione dei loro membri”. Il Padre Daniel si è concentrato su alcuni elementi della Ratio che devono essere rivisti.  Ha iniziato dandoci una panoramica del contesto e del processo della sua redazione.  Poi ha indicato tre punti importanti in cui la nostra Ratio è insufficiente: l’assenza di riferimenti ai recenti documenti magisteriali sulla vita consacrata; un testo troppo teorico che non prende in considerazione l’esperienza concreta; la mancanza di riferimenti al carisma teresiano. Infine, ha proposto di integrare tre grandi elementi nella futura Ratio: la formazione dei formatori; la sfida dei social media e delle telecomunicazioni; la protezione dei minori e i criteri di competenza del ministero. Dopo il suo intervento, l’assemblea ha discusso sul tema della formazione e sulla Ratio.

Abbiamo concluso la sessione di lavoro verso le 19:00.

 

Oggi l’eucaristia è stata presieduta dal Padre Lázaro Iparraguirre, Provinciale di Navarra (Spagna). In questo giorno della Natività della Madonna, ci ha invitato a guardare Maria: con il suo sguardo di fede, ha saputo riconoscere la presenza del Signore dove si trovava.

Questa mattina abbiamo avuto le relazioni dei diversi gruppi di lavoro sulle Norme di Applicazione. I nove gruppi si sono alternati per esprimere il frutto delle loro discussioni e per proporre le loro modifiche e suggerimenti.

Questo pomeriggio il Capitolo Generale ha eletto l’intero Definitorio:

1- P. Agustí Borrell (Provincia Iberica)

2- P. Pius James D’Souza (Provincia Karnataka-Goa)

3- P. Philbert Namphande (Malawi, Delegazione della Provincia di Navarra)

4- P. Roberto-Maria Pirastu (Provincia di Austria)

5- P. Christianus Surinono (Delegazione d’Indonesia)

6- P. Martín Martínez Larios (Provincia di Messico)

7- P. Christophe-Marie Baudouin (Provincia di Parigi)

8- P. Jean-Baptiste Pagabeleguem (Africa occidentale, Delegazione della Provincia Iberica)

Ci congratuliamo con i nostri confratelli per questa elezione e li ringraziamo per aver accettato questo servizio dell’Ordine. Li affidiamo alle vostre preghiere e chiediamo alla Madonna del Monte Carmelo di benedirli e accompagnarli in questa nuova tappa.

Domani il Capitolo dovrebbe procedere alla correzione e all’approvazione delle Norme di applicazione.

 

I nostri confratelli dell’India hanno guidato la preghiera di oggi. Il Padre Johannes Gorantla ci ha ricordato che le fondamenta sono importanti per qualsiasi edificio. Le nostre devono essere in Cristo, la cui intera vita era incentrata sulla sua intima relazione con il Padre. Questa è la fonte del suo agire. L’unità degli Apostoli, della Chiesa, dell’Ordine ha anche il suo fondamento in Cristo, che unisce in Lui tutte le nostre differenze.

La giornata è stata dedicata alla revisione delle nostre Norme di Applicazione. Nel Definitorio straordinario di Goa (2019) si è deciso di non modificare le nostre Costituzioni ma di elaborare una Dichiarazione sul carisma. Inoltre il medesimo Definitorio ha deciso di revisionare le nostre Norme. Perciò, dopo aver ascoltato le diverse Circoscrizioni a seguito del lavoro di rilettura delle nostre Costituzioni, e tenendo conto della sua propria esperienza, il Definitorio Generale ha rivisto le Norme di Applicazione e propone oggi al Capitolo Generale alcune modifiche/precisazioni. Stamattina, il P. Francisco Javier Mena ha presentato e spiegato ai Capitolari, una ad una, le modificazioni proposte, nella prospettiva di discuterle e votarle.

Nel pomeriggio, i frati si sono riuniti in gruppi per lavorare alla revisione delle Norme. Il Padre Miguel ha colto l’opportunità per visitare ogni gruppo e incontrarlo personalmente.

 

Ieri, domenica 5 settembre, è stata una giornata leggermente più tranquilla per i confratelli. La mattina è stata lasciata libera per poter riposare un po’, ma anche per favorire incontri più informali. A mezzogiorno abbiamo celebrato l’Eucaristia, presieduta da Monsignor João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che in seguito ha condiviso il nostro pranzo. Per celebrare l’elezione del nostro nuovo Padre Generale in modo più festoso, avevamo chiesto al cuoco della Casa Generalizia di preparare il dessert. È stato un festival di sapori e colori… A metà pomeriggio, i capitolari si sono riuniti per un tempo di lavoro in gruppo.

L’Eucaristia di oggi è stata presieduta dal Padre Paul de Bois, della semi-provincia delle Fiandre. Nella sua omelia ci ha ricordato che Santa Teresa ci invita a stare vicino a Cristo affinché le disposizioni del suo Cuore diventino le nostre e diventiamo in verità amici di Cristo.

Questo giorno è stato interamente dedicato al lavoro sulla Dichiarazione sul Carisma. La mattina abbiamo prima ascoltato le relazioni dei diversi gruppi linguistici. Ne è seguito un libero scambio tra i frati del Capitolo. I dibattiti sono stati all’altezza delle sfide da affrontare.

Nel pomeriggio, i frati si sono riuniti di nuovo in un gruppo di lavoro. Il nostro Padre Generale è passato tra di loro per incontrarli e dialogare con loro. Poi, alle 17:30, ci siamo incontrati di nuovo nella Sala del Capitolo per un altro momento di scambio in assemblea. Data l’importanza del testo, abbiamo deciso di non votarlo oggi.