L’11 dicembre, le Monache di Tolentino hanno benedetto non la prima pietra del futuro convento, bensì il primo legno! Infatti il 30 ottobre 2016, all’inizio della Messa, un terremoto di magnitudo 6.5 rese completamente inagibile il Monastero. La sera di quel giorno, le Monache lasciarono Tolentino e furono accolte dalle Carmelitane Scalze di Fano; successivamente (luglio 2017) si trasferirono a Cascia, in una casa indipendente messa alla loro disposizione dalle Monache Agostiniane. All’inizio del 2017, un amico aveva proposto di demolire l’edifico sinistrato e di ricostruire il nuovo monastero in legno. Poco alla volta, quest’idea si è fatta strada come la soluzione più sicura contro il terremoto, la più veloce nei tempi, la più rispettosa dell’ambiente e delle sue risorse.

L’11 dicembre, è stato un giorno di Benedizione dell’inizio dei lavori ma soprattutto un giorno di gioia e di ritrovo. Affidiamo al Signore le nostre Consorelle e i lavori del nuovo monastero.

Domenica 21 novembre, i Carmelitani della Provincia Iberica hanno celebrato il 75° anniversario della fondazione della parrocchia di San Domenico di Guzmán a Santa Cruz de Tenerife (Isole Canarie). Mons. Bernardo Álvarez Afonso ha presieduto la Messa della solennità di Cristo Re dell’Universo. Il Consiglio Provinciale ha colto l’occasione di questa celebrazione per tenere la sua riunione ordinaria nel convento di Santa Cruz, e condividere così questo evento insieme a tutti.

È stato un giorno di gioia per tutti: un giorno di memoria del passato, di celebrazione del presente e di fiduciosa apertura al futuro. Ai piedi dell’altare della chiesa, è stato esposto un modellino degli edifici parocchiali, curato nei minimi dettagli e illuminato, davanti al quale è stata posta una scritta: “Grazie”. È il ringraziamento che ognuno fa a Dio, a suo Figlio (Re dell’universo), abbandonandosi nelle mani dello Spirito. Le parole di Santa Teresa siano il vero spirito che guida la nostra comunità di San Domenico nel mare di questa vita: “Noi cominciamo ora. Procuriamo di cominciare sempre e d’andare innanzi di bene in meglio” (F 29,32).

 

I frati carmelitani della Provincia di Karnataka-Goa hanno allestito un giardino di preghiera nella parrocchia di Nostra Signora del Monte Carmelo a Benoni, in Sudafrica. Il giardino è stato benedetto dall’arcivescovo Buti Tlhagale di Johannesburg il 21 novembre, solennità di Cristo Re.

Durante l’Eucaristia, l’Arcivescovo ha ringraziato tutti coloro che hanno permesso la creazione di un giardino così bello dove la gente può venire a incontrare Dio. Questo luogo è stato anche pensato come un luogo di guarigione. Il Padre Arvin Tauro, Superiore e Parroco, ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la concretizzazione del sogno di un giardino di preghiera. L’arcivescovo ha anche benedetto il tabernacolo della cappella del Centro spirituale.

Tutti i missionari carmelitani indiani, i padri Mari Joe, Bonifacio D’Souza, John D’Souza, Rayan Pais e Antony Stephen hanno potuto partecipare alla celebrazione.

 

Sabato 20 novembre 2021

Che questo Sinodo sia vissuto nello Spirito! Abbiamo infatti sempre bisogno del soffio rinnovatore di Dio che ci libera da tutte le chiusure, che ridà vita a ciò che è morto, che spezza le catene e diffonde la gioia. Colui che ci conduce dove vuole Dio, non dove ci porterebbero le nostre idee e i nostri gusti personali. Dobbiamo invocare lo Spirito più spesso e con più forza, e ascoltarlo con umiltà, camminando insieme come il Signore desidera, con docilità e coraggio, affinché nell’esperienza sinodale non ci lasciamo sopraffare dalla delusione, in modo da non attenuare la profezia e da non trasformare tutto in sterili discussioni.

Vieni, Spirito di Amore, apri i nostri cuori all’ascolto. Vieni, Spirito di santità, Creatore, rinnova il Popolo fedele di Dio e attraverso di esso rinnova la faccia della terra.

 

Il 20 novembre, nella memoria liturgica di san Raffaele Kalinowski, i frati del Vicariato della Bielorussia hanno vissuto un giorno di ritiro spirituale a Miadzieł. Mons. Aleh Butkevich, Presidente della Conferenza Episcopale Bielorussa e Ordinario della Diocesi di Vitebsk, ha tenuto loro la meditazione, incoraggiandoli ad essere pastori dedicati del popolo di Dio che vive in Bielorussia in questi tempi difficili, e a vivere una vita religiosa esigente ed evangelica.

L’Ordine Secolare sta crescendo in Bielorussia! Sabato 27 novembre, a Miadzieł, dopo un breve ritiro, la comunità OCDS di Minsk si è riunita per accogliere durante l’Eucaristia la promessa della signora Anna Lutskaya. La celebrazione è stata presieduta da P. Peter Frostęga, Vicario dei Carmelitani Scalzi in Bielorussia.

 

Carissimi fratelli e sorelle!

Siamo alla fine dell’anno, pienamente illuminati dal Natale! Se dovessi chiedervi di scegliere una sola parola per definire questo periodo dell’anno, penso che “gratitudine” sarebbe quella che molti sceglierebbero. La parola ‘gratitudine’ può sembrare senza senso per coloro che lottano per la vita… E la pandemia di COVID19 ha peggiorato addirittura la situazione… Allora, per cosa e chi dobbiamo ringraziare?

Sia nel Segretariato per la Cooperazione Missionaria, sia nel Centro dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, la forza del nostro contributo nell’ appoggiare azioni sociali e pastorali delle nostre missioni, in vari luoghi del mondo, è dovuta proprio alla bontà e al sostegno di molti di voi. Molti dei nostri missionari sono molto grati perché Dio vi ha messo sul nostro cammino per poterli sostenere. Grazie! Che il buon Dio esaudisca le vostre preghiere.

Il 2021 è stato un “lunghissimo Avvento” per il mondo intero e specialmente per il Segretariato per la Cooperazione dell’Ordine: tutti vogliono sapere quando finirà la pandemia di COVID19. Se non tutti, molti fra noi sono nervosi, frustrati, impazienti e preoccupati… Nonostante ciò, siamo tutti invitati a guardare il futuro con speranza e gratitudine, come pure con un profondo impegno di mutuo sostegno nei nostri sforzi per superare questo periodo drammatico.

La generosità di ognuno di noi è il modo più concreto in cui l’Emmanuele, il più grande dono di Dio all’umanità, nasce e viene ad incontrare coloro che non possono celebrare il Natale! A tutti voi che portate i nostri missionari e le loro pene quotidiane nelle vostre preghiere; a tutti voi che fate conoscere le necessità missionarie tra le vostre famiglie, amici e conoscenti; e a tutti voi che contribuite finanziariamente a sostenere i nostri progetti missionari: vi ringrazio di cuore! Vi siamo veramente grati. Senza di voi non possiamo fare nulla, ma con voi possiamo fare tutto. Che Dio vi benedica!

 

Il Segretariato per la Cooperazione Missionaria OCD

Carissime Consorelle, sono felice di essere qui con voi e con i miei Confratelli: questa è la mia casa, la nostra casa. Stiamo camminando sulla via della comunione nel Carmelo, sulle orme ardenti di Francesco Palau e di tanti altri che hanno speso la loro vita al servizio del Carmelo missionario teresiano e della Chiesa, e che ci hanno lasciato. Ma ora vegliano su di noi e ci incoraggiano. Siamo qui per dire GRAZIE, per dire il nostro Magnificat con Maria, la Madonna delle Virtù, e con la Chiesa: grazie per quello che ci viene dato oggi, in mezzo a questo tempo difficile, accogliendo l’eredità ricevuta (abbiamo ricevuto tanto) ed affrontando l’avventura che ci sta davanti. Tutto ciò che riguarda Francesco Palau mi è molto familiare e fonte di gioia: Livron, Aitona, El Montsant, Perpignan, Ibiza, el Vedrá, Tarragona… Ho pregato e dormito in alcune delle sue grotte, per ricevere da esse la forza che lo animava e per ringraziarlo del fuoco che portava in sé. Gli chiedo di infiammarci in questo tempo decisivo e inedito.

Viviamo tempi difficili: pandemie, vulcani che si risvegliano e portano via tutto, cambiamenti climatici, minacce ecologiche, incertezza, esodi di massa e battelli in ricerca di terre promesse dove non sempre arrivano, guerre silenziate, ecc.

La vita di Francesco Palau si svolge su una terra piena di pericoli e cambi di direzione, senza un GPS sicuro, ricalcolando il suo percorso ad ogni piccola scintilla di speranza di un nuovo inizio. E ogni volta vie bloccate, e ogni volta nuovi sentieri scoperti al di fuori delle vie, scoperti al di fuori da dove gli era vietato passare. “Dall’anno 1843 al 1855, ho attraversato una montagna dove, di notte, senza sentiero, in mezzo alla burrasca e alla tempesta, ho dovuto soffrire e sopportare attacchi da tutte le parti, le prove più dure, […] (sperando) che, da un momento all’altro, da quest’ombra sorgesse una luce che vi scoprisse la via” (lettera del 1° giugno 1855). Ogni volta, dimostra con la sua vita che si corre di più e meglio quando si è nell’intimità del Corpo di Cristo: la Cosa Amata. La vita di Francesco Palau è una preziosa combinazione di difficoltà e possibilità, di opposizione ed entusiasmo, di fallimento e fiducia. È una vita movimentata e profonda, spoglia e radicata, contestata e lucida, imprigionata e libera. Francesco Palau è un vero maestro del riciclaggio, della resilienza.

È anche un coraggioso esploratore dei sentieri interiori. Nutre la fecondità della sua Missione nella GROTTA della contemplazione. Lì, il dinamismo pastorale non conosce limiti, né paura, perché non cerca sé stesso, non teme di perdersi.  Cerca solo ciò che ama, quella che chiama “la mia Amata”. Non si realizza sé stesso, ma si lascia realizzare e trasformare in uno strumento. Francesco Palau è un missionario instancabile. Sembra essere stato messo a tacere e isolato, e risorge dalle sue ceneri più lucido, più umile, più ribelle, più obbediente, più ecclesiale. È innamorato della Chiesa, personificazione dell’Amore di Gesù: essa è il suo Corpo Mistico. La sua esperienza ecclesiale è straordinaria. La Chiesa è la Cosa Amata. Proprio quella che lo ha ferito e sospettato era l’oggetto del suo amore. Che ammirevole fedeltà!

Ci sono molte cose in noi e nel nostro tempo che Francesco Palau illumina. La sua figura è molto attuale. C’è in lui, per noi, una grande saggezza di vita. Non ci impedisce che ci perdiamo e che corriamo dei rischi, ma accende la nostra notte.

Il 19esimo secolo è una terra di opportunità per il meglio, anche se sembra essere il peggio: guerra (le invasioni francesi); esclaustrazione (la ‘Desamortización’); sradicamento (esilio in Francia); peste, contagio e morte. Questi eventi segnano il secolo in cui Francisco Palau ha vissuto e lo hanno reso l’uomo e il santo che è: il fuoco di Elia; l’amore per la Chiesa di Teresa di Gesù; la trasformazione nell’esilio; la prigionia in grotte intime; la creatività missionaria. Ha una misteriosa fecondità in mezzo al fallimento e al conflitto.

Nella sua GROTTA, Francesco ha trovato una missione decisiva e cruciale: non fare per essere fatto; non preoccuparsi del proprio destino, ma dimenticare sé stessi affinché Dio realizzi il suo piano e il suo progetto; assumere la sfida della LOTTA DELL’ANIMA CON DIO e arrendersi al suo piano. Qui si sente la parola di Dio, la sua voce, come Elia, che obbedisce all’Angelo e si lascia condurre per il Deserto, ripercorrendo il cammino, fino all’Oreb. Lì, ascoltare di nuovo il SUSSURRO del silenzio di Dio.

Oggi la Parola di Dio è bella e giusta, ascoltiamola con il cuore di Francesco Palau:

UNTI, inviati ad annunciare la liberazione e un anno di grazia ai poveri;

GUIDATI in questa missione, nelle valli oscure, tu cammini con me, mio Pastore;

EDIFICATI, UNITI, in Cristo, nostro Capo, per l’edificazione di tutto il Corpo;

– INVIATI nel mondo intero, proclamate… Scacciate i demoni… Parlate in un linguaggio che tutti comprendano, il linguaggio dell’amore genuino e libero, guarite.

Chiedo a Francesco Palau di illuminarci, di darci un po’ del suo ardore contemplativo e missionario, della sua creatività e della sua capacità di mettersi in cammino. Che ci sfidi, scacci i nostri demoni e ci renda coraggiosi e umili figli della Chiesa.

Ti chiedo, Francesco Palau, di aiutarci a riscoprire la nostra missione:

– C’è una missione nella grotta della contemplazione, una lotta dell’anima con Dio, o per la vita o per la morte. Dobbiamo lasciare che Dio ci mandi in missione, che ci riconquisti di nuovo. Questo mi sembra essere un bellissimo piano, la migliore strategia: innamorarsi di Gesù.

– C’è una missione verso i nostri prossimi meno vicini, che sono una terra inesplorata, e una missione anche verso i più vicini: di ascolto e di comprensione, di accompagnamento.

– C’è una missione nel fallimento, nel vuoto e nella notte, una nuova storia di cui Dio è il protagonista, un nuovo libro delle Mie Relazioni con Gesù, la Chiesa, la Cosa amata.

– C’è una missione nella diminuzione, debolezza e fragilità del nostro umile esercito che deve affrontare Golia, e questo è meglio che essere molti e forti.

– C’è una missione nel cuore della sorella anziana che si muove con difficoltà; in quella che è depressa; in quella che deve prendersi cura dei genitori e dedicare loro tutto o parte del suo tempo; nella superiora e in quella che non lo è, che si sente stanca o sopraffatta. Oggi c’è una nuova missione da scoprire. Ed è bello che siamo fratelli per scoprirla insieme e per aiutarci a servire uniti.

“Ero in preghiera nella mia grotta, e si sentì la voce amorosa del Padre che diceva: ‘Vieni, Figlia mia, vieni’. E quella di suo Figlio: ‘Vieni, mia Sposa, vieni’. E la Figlia dell’Eterno Dio, che era vicino a me, salì sulle nuvole che coprivano il monte e mi disse: ‘Vieni con me’, ed io salii sulla cima di quel monte” (Le mie Relazioni con la Chiesa, pomeriggio dell’11 maggio 1865).

20 marzo 1872: l’anno prossimo saranno 150 anni dalla sua scomparsa, e cominciamo a festeggiarlo. Alla fine dei suoi giorni, Francesco Palau ha confermato la sua vita, i suoi silenzi e le sue parole, la sua catechesi e la sua opera di fondazione con il dono della sua vita… Contaminato, ferito, sconfitto dai suoi prossimi per salvarli, senza che lui stesso sia mai al sicuro. Questo è il sigillo dell’autenticità: dare la vita. Ma per darla, bisogna prendersene cura, prendersi cura di sé e lasciarsi curare, nella grotta del silenzio e nella fraternità. Grazie a tutte voi per esservi prese cura di così tante persone, per esservi prese cura di voi stesse e per esservi lasciate curare.

 

Miguel Márquez Calle, ocd

Festa del Beato Francisco Palau y Quer

7 novembre 2021

Il 21 ottobre, il Padre Pedro de San José (Rafael Zubieta) ha celebrato il suo 75° anniversario di professione religiosa. Fu il 21 ottobre 1946, nel convento di Larrea (Spagna), che il giovane Pedro si consacrò al Signore, col desiderio di seguire Gesù pronunciando i voti religiosi nel Carmelo Scalzo.

Si formò a Vitoria, Bilbao e Roma, e fu ordinato sacerdote nel 1954. La sua lunga vita religiosa può essere riassunta molto semplicemente: dal 1956 al 1991 a Roma e dal 1992 in Perù. A Roma, lavorò prima come professore e poi per quasi 25 anni come Segretario generale, nel periodo della revisione post-conciliare delle Costituzioni del nostro Ordine, alla quale partecipò attivamente. In Perù, ha lavorato principalmente nella Casa di Formazione di Pando e di Cercado, entrambe a Lima. Qui si sente a casa e, come dice lui stesso, è stato proprio qui che ha imparato ad essere sacerdote – dopo molti anni di lavoro amministrativo, in cui non aveva quasi mai esercitato un ministero pastorale.

Uniamoci al ringraziamento per il dono della vita religiosa di P. Pedro, che con la sua semplicità, cordialità e lavoro instancabile, ci incoraggia tutti a seguire Gesù.

MALAWI :

Il 15 ottobre, Papa Francesco ha nominato Mons. George Desmond Tambala, OCD, arcivescovo di Lilongwe, la cui sede è vacante dal 14 dicembre 2020.

Mons. George Tambala era vescovo di Zomba dalla sua ordinazione episcopale il 30 gennaio 2016. È nato l’11 novembre 1968 a Zomba (Malawi), ha fatto la professione solenne nel Carmelo il 15 agosto 1995 ed è stato ordinato sacerdote il 13 aprile 1996. Nel 1998 ha studiato in Spagna al CITeS, e nel 2000 ha ottenuto la licenza in teologia alla Facultad de Teología del Norte de España. Ha svolto diversi ministeri: vicario parrocchiale di Kapiri (Lilongwe), maestro dei postulanti e professore di spiritualità, superiore del centro di spiritualità dell’arcidiocesi di Blantyre. Era Definitore generale per l’Africa e il Madagascar quando è stato nominato vescovo il 15 ottobre 2015.

 

COREA:

Il 28 ottobre, Papa Francesco ha nominato Mons. Peter Chung Soon-taek, OCD, Arcivescovo di Seoul e Amministratore Apostolico della Diocesi di Pyongyang, nella Corea del Nord.

Mons. Peter Chung Soon-taek è nato il 5 agosto 1961 a Daegu. Ha studiato ingegneria chimica all’Università di Seul (1983-1986), poi filosofia e teologia all’Università Cattolica di Seul (1986-1992). Ha fatto professione solenne nel Carmelo il 25 gennaio 1992 ed è stato ordinato sacerdote il 16 luglio 1992. Dal 1993 al 1997, è stato maestro dei novizi e poi, per due anni, maestro degli studenti. Dal 1999 al 2004 ha studiato Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Nel 2005 è diventato Definitore Provinciale in Corea e nel 2009 Definitore Generale a Roma per l’Estremo Oriente e l’Oceania. Il 5 febbraio 2014 è stato consacrato vescovo.

 

Prepararsi alla festa di Natale con i Carmelitani Scalzi.

Dal 2011, i Carmelitani Scalzi propongono ritiri online per aiutare a prepararsi alle due grandi solennità liturgiche dell’anno: Natale e Pasqua. Oggi, oltre 81.000 persone seguono questi ritiri in 11 lingue: francese, inglese, spagnolo, portoghese, italiano, tedesco, polacco, rumeno, olandese, ceco e indonesiano.

Dopo un’introduzione al ritiro, inviata mercoledì 24 novembre, riceverete una mail ogni venerdì. Sarà possibile scaricare il contenuto della settimana in formato Word o PDF (versione per computer o cellulare).

Le due figure che ispirano questo ritiro sono Santa Teresa di Gesù Bambino (1873-1897) e Maria Montessori (1870-1952). Ambedue sono dottori: la prima guida la Chiesa verso l’infanzia spirituale e la seconda guida i bambini verso la Chiesa. Donne, profetesse, si nutrivano dalla stessa fonte: il Vangelo. Attraverso le loro voci, Dio solleva il velo misterioso del suo Volto come un bambino. Ogni settimana riceverete:

■ una meditazione basata sul Vangelo e su testi di Santa Teresa di Gesù Bambino e Maria Montessori;

■ un breve video per meglio accogliere il Vangelo;

■ consigli concreti per metterlo in pratica;

■ il calendario dell’Avvento per la preghiera quotidiana.

Se non l’avete ancora fatto, vi invitiamo a registrarvi gratuitamente (scegliendo la vostra lingua): www.webretiro.karmel.at .

Buon ritiro!

 

A causa del rumore e dello spazio ridotto abbiamo deciso di lasciare il centro della città capitale della Repubblica Ceca e traslocare il nostro monastero in periferia, nel piccolo paese di Drasty, a Praga-Est, dove abbiamo acquistato una ex-azienda agricola in pessime condizioni. Nella prima fase della ricostruzione abbiamo riparato due degli edifici presenti: la futura casa per gli ospiti (in cui ci siamo trasferite nel febbraio dell’anno scorso) e una palazzina più piccola (in cui adesso vivono alcuni inquilini amici della nostra comunità).

Stiamo ora iniziando la costruzione propria del monastero dedicato a San Giuseppe, con una cappella dedicata a Santa Teresa. A causa del grande aumento dei prezzi di tutti i materiali di costruzione dopo la crisi del coronavirus, saremo in grado di edificare solo la struttura grezza e arredare completamente solo la parte dove dovremmo trasferirci.

A causa dell’assenza di risorse non sarà possibile completare la cappella, la portineria e le officine e quindi, purtroppo, non potremo stabilire la clausura. Siamo felici che la costruzione del monastero e della chiesa cominciano proprio in quest’anno ed affidiamo tutta l’opera alla protezione di San Giuseppe. Desideriamo ringraziare tutte le comunità e i benefattori che ci aiutano nella costruzione e preghiamo per loro.

www.karmeldrasty.eu

https://www.youtube.com/watch?v=6AAmyI-Z2A4

 

 

Dopo un primo tentativo nel 1867 vicino a Ginevra, nell’agosto 1914, la Signora Delaître, una vedova francese, sostenuta da un gruppo di benefattori della regione parigina, acquistò il Piccolo Castello di Lully (Svizzera) con lo scopo di istituire una comunità di preghiera per l’unità dei cristiani. Nel 1921, le Carmelitane di Narbonne (Francia) vi si trasferirono. Il 29 settembre 1921 fu celebrata una messa nella cappella del Piccolo Castello di Lully, presso Friburgo, inaugurando così la presenza dell’Ordine Carmelitano in Svizzera. Nel 1933, dopo una visita apostolica, le suore di Narbonne furono rimandate al loro monastero originario. L’Ordine, in accordo col vescovo, fece appello a Madre Maria Agnese dell’Immacolata Concezione, priora delle Carmelitane di Fontainebleau. Essa si rese subito conto che bisognava trovare un altro posto. Individuò un prato in vendita al di sopra del villaggio del Pâquier; il monastero fu costruito lì, e la benedizione di Mons. Besson ebbe luogo il 15 ottobre 1936.

 

Il 26 settembre 2021, una solenne eucaristia presieduta da Mons. Charles Morerod, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, ha segnato l’apertura del centenario. Diversi eventi sono previsti fino al 15 ottobre 2022: un pellegrinaggio per i giovani, una veglia di preghiera, un incontro con le nostre famiglie, una messa radiofonica e un pellegrinaggio da Lully a Le Pâquier per gli abitanti della regione, ecc. Saranno pubblicati due libri: un libro di fotografie per il Natale e, nel corso del 2022, un secondo libro che ripercorre la storia della fondazione.

 

Le campane della Basilica di Lisieux hanno annunciato la buona notizia: Teresa di Lisieux è stata inserita nel calendario degli anniversari 2022/2023 a cui l’UNESCO si assocerà in occasione del 150° anniversario della nascita di Santa Teresa (1873-2023).

Che Santa Teresa di Lisieux possa aprire strade a Cristo attraverso i valori che l’UNESCO vuole mettere in evidenza: la cultura, la scienza e l’educazione. Il Definitorio Generale valuterà “la possibilità di proporre all’Ordine la lettura dei manoscritti della Santa nell’arco del prossimo sessennio e di valorizzare a livello ecclesiale queste ricorrenze”, secondo le Determinazioni dell’ultimo Capitolo Generale.

L’8 ottobre 2021 alle ore 18.00, presso il Centro Diocesano di Obermünster a Ratisbona, ha avuto luogo la cerimonia di commemorazione dei 300 anni dell’“Echten Karmelitengeist“ di Ratisbona. Il Karmelitengeist viene prodotto dal 1721 nel convento carmelitano di San Giuseppe, sempre con la stessa ricetta, dato che il “segreto” (Arcanum) è sempre trasmesso da due frati dell’Ordine.

La musica festiva è stata fornita dall’orchestra barocca RUBIO dell’Università di Ratisbona. Una conferenza del Dott. Thomas Richter, farmacista e germanista, ha condotto il pubblico attraverso la storia, da un distillato di Melissa nel tardo medievo fino al Karmelitengeist attuale. Il saluto personale del Vescovo è stato letto dalla S.ra Maria Luisa Öfele, mentre il consigliere comunale Dott. Thomas Burger ha portato i saluti della città. Al termine del suo saluto, il Provinciale P. Dr. Raoul Kiyangi OCD, ha nominato “carmelitano onorario” l’amministratore delegato della “Geistfabrik” Sig. Albert Aufschläger.

La cerimonia si è conclusa con la proiezione del film “Der Geist der Karmeliten”, girato da P. Matthäus Bochenski OCD: un documentario sul “segreto” probabilmente meglio protetto di Ratisbona. Il film ha permesso di gettare uno sguardo dentro le mura del convento e nelle operazioni della “Geistfabrik”.

 

Il 7 ottobre, il Padre Patrizio Sciadini, OCD, è stato decorato “Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia”. L’ambasciatore d’Italia Giampaolo Cantini ha letto la formula di concessione dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia a Padre Patrizio, con la seguente motivazione:

“Nell’esercizio del ministero di religioso e sacerdote, padre Patrizio si distingue per la straordinaria dedizione e profonda umanità.

Nel quartiere di Shoubra, nel quale ha sede il convento carmelitano del Cairo, si spende, con generosità e abnegazione, a favore di poveri e ammalati, molti dei quali assistiti nella struttura ospedaliera annessa al convento, che questa sede ha contribuito a migliorare con la donazione “iside2019”. Numerosissime le iniziative di prevenzione a beneficio dei pazienti da lui attuate durante la pandemia da Covid-19.

Tra gli ultimi sacerdoti italiani in Egitto, rappresenta un riferimento spirituale per la comunità dei connazionali, ai cui bisogni ha sempre dedicato particolare attenzione. Nella sua attività quotidiana, p. Patrizio incarna al meglio i valori della solidarietà e della generosità, dando lustro alla Nazione con il suo esempio.

Per le benemerenze acquisite nella promozione dei rapporti di amicizia e solidarietà tra le comunità italiana ed egiziana, in particolare attraverso lo stimolo e la diffusione delle opere di carità, il signor Presidente della Repubblica Italiana, on. Prof. Sergio Mattarella, su proposta del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, on. Luigi di Maio, ha deciso di conferire a Padre Patrizio l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia.”