Oggi, i nostri confratelli di lingua spagnola guidano la Liturgia. Nella sua omelia, padre Carlos Alberto Ospina Arenas, provinciale della Colombia, ci ha detto che nella diversità che è la nostra, dobbiamo essere uniti dal Vangelo. Se siamo afferrati alla Parola di Dio, non c’è paura o strettezza, ma il respiro e la libertà dello Spirito. Siamo qui per la Chiesa, fondata nell’amore di Cristo.

Stamattina il Padre Agusti Borrell, Vicario dell’Ordine, ha presentato la Dichiarazione sul carisma carmelitano-teresiano. Questo testo è il frutto del cammino dell’Ordine iniziato con il Capitolo Generale di Avila del 2015: per prima cosa la lettura delle opere della nostra Santa Madre, poi la rilettura delle nostre Costituzioni, e infine la decisione del Definitorio Straordinario di Goa (India) nel 2019 di redigere una Dichiarazione sul nostro carisma. Questo testo sarà discusso e approvato dal Capitolo.

Nel pomeriggio, alle 16, i Capitolari si sono riuniti nella Cappella per invocare lo Spirito Santo prima dell’elezione del nuovo Preposito Generale. Abbiamo iniziato cantando il Veni Creator Spiritus, poi ascoltato un brano della Parola di Dio e della Regola di Sant’Alberto, e infine abbiamo fatto un tempo di preghiera silenziosa. Dopo questo, siamo andati nella sala del Capitolo per procedere all’elezione del nuovo Padre Generale. L’Assemblea Capitolare ha eletto il Padre Miguel Marquez Calle (Miguel de Maria) come nuovo Preposito Generale dell’Ordine.

Il Padre Miguel è nato il 5 ottobre 1965 a Plasencia (Cáceres), nella Spagna. Ha fatto la sua prima professione religiosa il 21 ottobre 1985, la professione solenne il 21 ottobre 1989 ed è stato ordinato sacerdote il 23 giugno 1990.

Dopo l’elezione, siamo tornati nella chiesa per il canto del Te Deum. Tutti sono in seguito venuti a salutare il nuovo Preposito. Abbiamo concluso con il canto del Salve Regina.

Ringraziamo il P. Miguel per aver accettato questo ufficio, lo accompagniamo e gli assicuriamo le nostre preghiere nella sua nuova missione al servizio dell’Ordine e della Chiesa.

 

La Liturgia di oggi è stata affidata ai nostri confratelli di lingua inglese. Il Padre Daniel Chowning, ocd, nella sua omelia, ci ha ricordato che la relazione con Dio è spesso comparata da Cristo a un matrimonio, un luogo dove si sperimenta la gioia dell’intimità con Dio. Tale matrimonio è il luogo dove si riceve il vino nuovo dell’amore di Dio. È in questo spirito che dobbiamo accogliere le sfide presentate ieri dal Padre Generale. E dobbiamo chiederci: qual è il vino nuovo che Dio ci offre oggi?

Stamattina abbiamo iniziato con la votazione dei membri di due commissioni: commissione per la revisione delle Norme di Applicazione, e commissione per la redazione del documento finale del Capitolo e del messaggio del Capitolo Generale.

La mattinata è stata poi dedicata alla Relazione economica di Padre Paolo Di Carli, Economo generale. Le nostre Legge stabiliscono quanto segue sull’Econome Generale: “Costituzioni 227. L’Economo generale ha il compito di amministrare i beni dell’Ordine sotto l’autorità del Preposito e del Definitorio”; “Norme 257. a) Spetta all’Economo generale richiedere alle Province una relazione sul loro stato economico e riferirne al Definitorio. b) Ogni sei mesi l’Economo generale dia relazione al Definitorio sulla situazione economica dell’Ordine. c) In occasione del Definitorio straordinario, l’Economo generale dia relazione sulla situazione economica dell’Ordine.”  Trattandosi di un documento interno, non possiamo purtroppo darvene conto qui. Possiamo solo dire che nel loro insieme i bilanci sono positivi, anche se l’impatto della pandemia si è fatto sentire in questi ultimi tempi. Nonostante ciò, dobbiamo essere attenti e discernenti nella gestione dei nostri beni.

Alla fine della mattinata, il Padre Generale ha presentato al Capitolo una proposta di revisione del ruolo del Vicario dell’Ordine, così come un possibile cambiamento nella struttura del Definitorio (numero di frati, provenienza geografica, con un forte accento sull’ idoneità).

Questo pomeriggio i capitolari si sono riuniti di nuovo in gruppi linguistici e poi alle 17.30 nella sala del Capitolo per discutere la relazione economica e la proposta del Generale.

 

La liturgia quotidiana è affidata a turno a ciascuno dei gruppi linguistici. Oggi è stato il turno del gruppo francofono. L’Eucaristia è stata presieduta da P. Christophe-Marie, ocd, Provinciale della Provincia di Parigi. La sua omelia ci ha offerto tre parole su cui riflettere: ascolto, conversione e comunione. Questo processo sinodale dovrebbe condurci alla realizzazione del desiderio di Cristo: “Che tutti siano uno”.

 

La nostra giornata di oggi è incentrata sulla relazione del Padre Generale sullo stato dell’Ordine. La mattina è stata dedicata all’esposizione della situazione dell’Ordine da parte del P. Saverio Cannistrà. Nel pomeriggio i capitolari si sono riuniti in gruppi linguistici per discuterne, e verso le 17.30 si sono riuniti tutti nella sala del Capitolo per discuterne con il Padre Generale.

Il suo rapporto, più che un’osservazione, era l’espressione di qualcuno che per dodici anni si è dedicato al servizio dell’Ordine. Padre Saverio ha rilevato quattro evoluzioni nell’Ordine:

1- Stiamo andando verso un Carmelo più apostolico e meno contemplativo.

2- La vita comunitaria sta perdendo la sua centralità.

3- La formazione dei nostri giovani confratelli è più orientata al sacerdozio e al ministero che alla maturazione religiosa.

4- Le differenze esistenti fra le regioni e le circoscrizioni stanno mettendo a dura prova l’unità dell’Ordine.

 

Dopo queste osservazioni, il Padre Generale ha presentato le sfide attuali che l’Ordine deve affrontare e alle quali deve rispondere concretamente e non solo retoricamente: interculturalità, formazione, comunione tra i tre rami dell’Ordine.

La relazione completa è pubblicata sul nostro sito web.

RELAZIONE DEL PREPOSITO GENERALE SULLO STATO DELL’ORDINE

 

L’Eucaristia di oggi è stata presieduta dal nostro Padre Generale. Ecco alcuni elementi della sua omelia: l’uomo interiore è un orizzonte. Va direttamente verso l’interiore. Ma questo è il frutto di un cammino. L’uomo interiore è nudo e fa la gioia di Dio. Amato da Cristo e dal Padre, è anche un uomo comunitario.

Tutta la nostra giornata è stata dedicata all’ ascolto dei nostri giovani confratelli, cioè intorno ai 40 anni. È proprio questa la sfida di questa giornata: l’ascolto.  Tale giornata è una delle novità di nostro Capitolo. Il Definitorio Generale ha invitato nove frati di tutto il mondo ad intervenire nel Capitolo per un giorno al fine di condividere con noi, in modo concreto, due sfide o problemi propri della loro area geografica, così come due suggerimenti per il rinnovamento dell’Ordine. Perciò 3 frati dall’Europa, 2 dall’Asia, 2 dall’Africa, 1 dall’America del Nord e 1 dall’America del Sud era con noi.

I nostri giovani fratelli hanno avuto 20 minuti ciascuno per condividere con noi i loro desideri e aspirazioni, le loro difficoltà e domande.  Lo hanno fatto con fiducia, sincerità e benevolenza. Dopo ognuno dei loro interventi, è seguito un dialogo con l’assemblea capitolare. L’assemblea ha preso sul serio le loro parole e le “provocazioni” dei nostri giovani frati, e hanno risposto con la stessa fiducia e gentilezza …… e “provocazione”.

Un elemento notevole di questa giornata è stata l’unità di fondo che ha attraversato i diversi interventi dei nostri giovani frati, qualunque sia la loro area geografica di provenienza. Citiamo solo tre aspirazioni che sono allo stesso tempo delle sfide: vita di intimità con Dio, vita comunitaria, formazione iniziale e permanente.

Alla fine della giornata, il Padre Generale ha ringraziato i nostri giovani confratelli per la loro ” visitazione ” e le loro parole. È stato bello parlare con loro, e non solo di loro. All’inizio di questo Capitolo, ci ricorda la bellezza della vocazione e il fatto che anche noi lavoriamo per loro qui.

 

La messa di questa mattina è stata presieduta dal nostro confratello Mons. Oswald Escobar, ocd. La sua omelia potrebbe essere sintetizzata in queste parole: uno spirito di discernimento e di veglia all’ascolto del Signore.

Alle ore 9 ci siamo radunati nella Sala del Capitolo per una mattinata di rinnovamento spirituale. Abbiamo iniziato ascoltando Mons. Libanori, sj, vescovo ausiliare di Roma. La sua meditazione si è soffermata su 1Re 19, sul percorso del profeta Elia che fuggì nel deserto e camminò per 40 giorni fino alla montagna del Signore. Possiamo conservare queste frasi: il fatto di essere stati scelti e inviati da Dio ci dà anche la capacità di ritornare a Colui che ci ha inviato. Ma dobbiamo andare nel deserto, dove Dio parla, dove Dio ha fatto Alleanza. Mons. Libanori trae poi conclusioni pratiche: si deve mantenere viva la speranza per il nostro mondo. Per questo, è forse giunto il momento di adottare la posizione degli Apostoli riuniti nel Cenacolo con Maria, in attesa della venuta dello Spirito Santo: solo il vero contemplativo può discernere e annunciare le vie del Signore.

Nella seconda parte della mattinata, il nostro confratello Mons. Oswald Escobar, ocd, ha condiviso con noi cosa significa, in seguito alle esortazioni di Papa Francesco, il “Carmelo in uscita”. Dopo aver menzionato i molti anniversari e centenari che avranno luogo durante il prossimo sessennio, ha parlato di due eventi unici nella storia del nostro Ordine che hanno avuto luogo durante l’ultimo sessennio: per la prima volta, l’Ordine nei suoi diversi rami ha letto insieme e a livello mondiale gli scritti della nostra Santa Madre, e poi tutti i frati hanno riletto le loro Costituzioni.  Mons. Escobar vede tre sfide per il nostro Ordine oggi: impegnarsi nella nuova evangelizzazione, passare dall’autoreferenzialità alla solidarietà e prendersi cura di coloro che Dio ci ha affidato (gregge o frati).

Nel pomeriggio, i frati si sono incontrati di nuovo per discutere in piccoli gruppi. Poi alle 17.30, nella sala del Capitolo, ogni gruppo ha condiviso le questioni sollevate dalle relazioni delle diverse strutture legate al Governo centrale, così come delle questioni specifiche riguardanti alcune aree geografiche.

La sessione si è conclusa alle 19:00. Abbiamo in seguito pregato insieme i vespri.

 

 

I membri del Capitolo si sono riuniti alle 7 del mattino per la celebrazione delle Lodi e un tempo di orazione. Poi alle 9.30 il Padre Generale Saverio Cannistrà ha aperto ufficialmente il Capitolo Generale.

Il Padre Generale ha cominciato accennando alla composizione dell’assemblea capitolare (i presenti e gli assenti). I fratelli venuti dall’India stando terminando la loro quarantena al Teresianum, hanno potuto comunque assistere all’apertura del Capitolo via Zoom. Come curiosità in questo anno più della metà dei capitolari partecipano per la prima volta ad un Capitolo Generale.

 

Il Capitolo realizzò diverse elezioni relative al suo funzionamento:

– il suo segretario ( P. Angelo Lanfranchi) e il suo assistente (P. Grzegorz Firszt);

– i 4 moderatori delle sessioni (i Padri Javier Mena Lima e Johannes Gorantla, che sono Definitori, e i Padri Fausto Lincio, Provinciale di Lombardia, e Lázaro Iparraguirre, Provinciale di Navarra;

– L’Assemblea ha approvato le Norme per la celebrazione del Capitolo Generale, l’orario giornaliero e il calendario del Capitolo.

 

Il Padre Generale commentò questi elementi. In particolare, ha spiegato che quest’anno il Definitorio ha voluto dare più spazio agli incontri e ai lavori di gruppo, sia per lingua (inglese, francese, spagnolo, italiano) che per area geografica.

 

Alle 12 abbiamo celebrato l’Eucaristia. È stato presieduto da Mons. José Rodriguez-Carballo, Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.  Nella sua introduzione alla Messa votiva allo Spirito Santo, ha insistito sul fatto che durante questo Capitolo dobbiamo mettere lo Spirito Santo nella nostra testa, nel nostro cuore, ma anche nei nostri voti. La sua omelia si è poi concentrata su tre idee principali: gioia, essere profeti di speranza e sostegno reciproco.

 

Questo pomeriggio i capitolari si sono riuniti in un gruppo di lavoro.

 

È con le parole del videomessaggio del Padre Generale dello scorso 9 agosto che abbiamo voluto iniziare questo comunicato un po’ diverso dal solito.  Come sapete, il Capitolo Generale si terrà a Roma a partire da lunedì 30 agosto. In totale, sono stati convocati 95 frati carmelitani dei 5 continenti. A questi confratelli si aggiungono alcuni invitati: 4 confratelli non sacerdoti, che verranno a testimoniare della loro vita quotidiana, e 6 confratelli giovani (nati tra il 1982 e il 1993), che per un giorno condivideranno con i capitolari le loro gioie, aspirazioni e visioni del Carmelo e del suo futuro. A questa lista bisogna aggiungere altri 11 frati che saranno al servizio del Capitolo: segreteria, traduzioni, liturgia, comunicazione, diritto canonico, ecc.

È davvero tutto l’Ordine, nella sua dimensione internazionale, che si riunisce per celebrare questo grande evento ecclesiale del Capitolo. Si tratterà di ascoltare “ciò che lo Spirito dice alle Chiese” (Ap 2,7), per “discernere i segni dei tempi” (Mt 16,3) e poi “diventare testimoni [di Cristo] a Gerusalemme, in tutta la Giudea e Samaria e fino ai confini della terra” (At 1,8). Ovvero, usando le parole della nostra Santa Madre Teresa: “Cercando, poi, cosa potessi fare per la sua gloria, mi sembrava che dovessi iniziare adempiendo i doveri della mia vocazione” (Vita 32,9).

La pandemia Covid-19 e le sue varie restrizioni hanno reso stavolta la preparazione del Capitolo Generale un po’ più complicata. Alcuni confratelli, purtroppo, non potranno compiere il viaggio. Per altri (Brasile e India), si è dovuta usare molta energia e fare molte suppliche per ottenere le autorizzazioni necessarie. “La paciencia todo lo alcanza”. Alcuni capitolari sono già a Roma (o in Italia) per effettuare, prima dell’apertura del Capitolo, la quarantena richiesta dal Ministero della Salute italiano. I frati del Teresianum hanno messo a loro disposizione 40 stanze in un’ala dell’edificio.

Il 29 agosto sera, tutti si riuniranno alla Casa “La Salle”. Come dice il nome, si tratta di una struttura che appartiene ai Fratelli delle Scuole Cristiane. Si trova a 25 minuti a piedi dal Vaticano, sulla via Aurelia. Può accogliere 180 persone e dispone delle installazioni necessarie per ospitare un Capitolo Generale. È in questo luogo, con il suo bel parco di 5 ettari, che i frati celebreranno il 92° Capitolo Generale.

Per favorire la comunione con tutti voi, volevamo anche informarvi che potrete seguire lo svolgimento del Capitolo attraverso tre strumenti:

– Il nostro sito web: https://www.carmelitaniscalzi.com/

– La nostra pagina Facebook: https://www.facebook.com/CuriaGeneraliziaCS

– Il nostro account Twitter: https://twitter.com/ocdcuria

Le informazioni saranno disponibili in 4 lingue: inglese, spagnolo, francese e italiano. Ogni giorno (a fine giornata), vi proporremo un resoconto di quanto è avvenuto nelle ore precedenti. Riguardo ai risultati delle elezioni, ve li comunicheremo non appena saranno disponibili. NB: se non avete Facebook o Twitter, non è un problema: nel nostro sito, in fondo alla pagina, due finestre vi permettono di consultare tutti i contenuti di questi canali.

Continuiamo dunque a pregare per questo Capitolo Generale e per tutto l’Ordine, affinché possiamo vivere pienamente queste parole degli Atti degli Apostoli: “La Chiesa era in pace: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero” (At 9,31).

 

 

IT Videomessaggio 2021 08

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Domenica 6 giugno, al Carmelo della Pace (Mazille, Francia), buddisti, ebrei, cristiani di varie confessioni, musulmani e non credenti si sono incontrati per riflettere sul tema del perdono. A causa delle misure sanitarie, l’assemblea ha dovuto essere notevolmente ridotta. Il tema di quest’anno, il perdono, era emerso nel 2018 in seguito ai vari attacchi terroristici che hanno segnato la Francia negli ultimi anni.

Il Carmelo di Nostra Signora della Pace, inaugurato nel 1971, è opera dell’architetto catalano José Luis Sert (1902-1983), discepolo di Le Corbusier. José Luis Sert fu l’architetto della Fondazione Maeght a Saint-Paul-de-Vence e della Fondazione Joan Miró a Barcellona.

Il primo incontro interreligioso al Carmelo di Mazille si tenne nel 2006, come risposta al desiderio della diocesi di Autun di impegnarsi in questo cammino di dialogo sull’esempio degli incontri di Assisi. Il primo incontro iniziò con un tempo di preghiera, alla stessa ora ma in luoghi diversi, e fu seguito da uno scambio su cosa sia la preghiera. Già impegnato nel dialogo ecumenico, il Carmelo della Pace divenne immediatamente il luogo naturale per i suoi incontri interreligiosi. Le monache vi sono impegnate a fondo.

Quest’impegno delle Carmelitane di Mazille trova la sua fonte nella preghiera, in particolare nella Liturgia delle Ore: “La liturgia dovrebbe essere una scuola di pace, perché è una scuola di autenticità della vita. Ha senso solo in relazione con la vita quotidiana, altrimenti non c’è motivo di riunirsi tante volte durante il giorno per pregare. La liturgia è un’esigenza, uno sprone, altrimenti è un sonnifero! Al centro della liturgia c’è una Parola, quella di Cristo che ha ucciso l’odio e conquistato la pace”.

 

Qui potete vedere un piccolo video di presentazione :

https://vodeus.tv/video/le-carmel-de-la-paix-1531

 

Il 2 giugno 2021, è stato inaugurato il Memoriale Padre Jacques nel convento di Avon (Parigi, Francia). La giornata è iniziata con una Messa, presieduta da Mons. Nahmias, vescovo di Meaux, attorniato dal nostro Padre Generale Saverio Cannistrà e da Mons. Follo, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’UNESCO.

Poi, nei giardini del Convento è stato allestito un pranzo all’aperto, che ha costituito bel un momento conviviale di condivisione. Erano presenti un centinaio di persone che rappresentavano tutte le “sfaccettature” di Padre Jacques: il Carmelo con i frati, le suore, i membri dell’OCDS e della famiglia carmelitana; il mondo ebraico attraverso diverse associazioni (Yad Vashem, Memoriale della Shoah), la comunità ebraica locale e un rappresentante dell’ambasciata d’Israele; il mondo politico con il sindaco, il deputato, il senatore Ouzoulias il cui nonno veniva ad incontrare padre Jacques riguardo alla Resistenza e altri eletti; la famiglia di padre Jacques, discendenti di persone che lo avevano ben conosciuto, ex-allievi del Piccolo Collegio; persone del mondo dell’educazione, del mondo militare locale e della società civile

Nel cimitero del Convento di Avon dov’è sepolto Padre Jacques, P. Christophe-Marie Baudouin, Provinciale, ha rivolto un discorso di benvenuto alle 150 persone presenti. Il municipio ha deposto  una corona di fiori ed  è seguito un momento di raccoglimento, accompagnato dal gruppo musicale NoteSolidaires. Poi, nel cortile del convento, si sono alternati per parlare il sindaco di Avon, il rappresentante dell’ambasciata d’Israele, il rappresentante di Yad Vashem, così come un ex-allievo del Piccolo Collegio di Avon, che era presente il giorno dell’arresto di padre Jacques e dei tre bambini ebrei (15 gennaio 1944). Infine, il nostro Padre Generale ha tagliato il nastro per simboleggiare l’apertura ufficiale del Memoriale. Le prime visite hanno potuto quindi iniziare mentre veniva offerto un brindisi a tutti i partecipanti.

Il Memoriale è aperto durante la settimana, con accesso gratuito, dalle 14.30 alle 17.00 il mercoledì, giovedì, venerdì e sabato.

 

Padre Jacques de Jésus (1900-1945) entrò nei Carmelitani Scalzi nel 1931. Nel 1934, fondò ad Avon il Piccolo Collegio Santa Teresa di Gesù Bambino. Ivi implementò metodi di insegnamento moderni e innovativi basati sulla fiducia e la responsabilità degli allievi. Coinvolto nella Resistenza contro i nazisti, fece del Piccolo Collegio un luogo di accoglienza e di transito per i combattenti della Resistenza e gli ebrei. Nel febbraio 1943, accolse tre bambini ebrei nella scuola. In seguito a una denuncia, la Gestapo invase il Collegio il 15 gennaio 1944. I tre bambini e Padre Jacques furono arrestati. I bambini morirono ad Auschwitz. Padre Jacques fu deportato a Mauthausen-Gusen in Austria. Quando gli americani liberarono il campo, fu eletto come rappresentante nel Comitato Internazionale dei Deportati. Esausto, morì il 2 giugno 1945. È uno dei Giusti delle Nazioni ed è stata introdotta la sua causa di beatificazione.

 

https://jacquesdejesus.com/

 

La tenuta della famiglia Ahumada a Gotarrendura (Avila, Spagna) era uno dei luoghi di villeggiatura preferiti dalla nobiltà del XVI secolo. Era la dote di Beatriz de Ahumada, la madre di Teresa, che Alonso de Cepeda, suo padre, completò soprattutto con l’acquisto di una colombaia. Quest’ultimo segnò l’anima della Madre al punto che chiamò tutti i suoi conventi “Palomarcicos” (colombaie) e le sue suore “palomas” (colombe). Santa Teresa ha ereditato questa proprietà per espresso desiderio di sua madre, che conosceva il suo affetto per la Colombaia. Oggi, tutto ciò che rimane della proprietà è un podere recintato, con il frutteto e la colombaia.

Sabato 12 giugno, ha avuto luogo a Gotarrendura una visita drammatizzata alla Colombaia di Santa Teresa, che evocava una visita immaginaria di Teresa di Gesù alla sua proprietà. Teresa faceva fare un giro alla monaca che l’accompagnava e approfittava dell’occasione per narrare i suoi ricordi di gioventù. Il culmine della commedia è il momento in cui Santa Teresa, passeggiando con suo padre, evoca i quattro modi di innaffiare il suo giardino e i gradi della preghiera.

Lo spettacolo è stato prodotto da un gruppo di insegnanti e studenti dell’Università Cattolica di Avila (UCAV). È il risultato del lavoro di ricerca su “La Colombaia di Santa Teresa” della professoressa María Jesús Carravilla, nell’ambito della commemorazione del 50° anniversario del Dottorato di Santa Teresa. L’anteprima ha avuto luogo il 12 aprile durante il Congresso Internazionale “Mujer excepcional”. L’adattamento e la messa in scena sono stati fatti dal sig. Juan José Severo Huertas.

Nello stesso giorno sono stati inaugurati anche il giardino e la fontana di Santa Teresa.

 

Patrick DiVietri è membro dell’OCDS, consulente pastorale, psicoterapeuta certificato ACPE, professore di filosofia e teologia, musicista, compositore, autore e padre di famiglia. È direttore generale del Family Life Institute (Manassas, VA, USA) ed è, soprattutto, un uomo la cui vita è incentrata sul desiderio di fare – innanzi tutto e sempre – la volontà di Dio.  In questo senso, anche la sua opera musicale è stata concepita per l’amore e la gloria di Dio e per il bene di tutti.

Come artista, aveva composto nel 1981 una Partita Teresiana: Portrait of a Saint, per chitarra sola. Ha appena composto una CANTATA CARMELITA. Le poesie e la musica di Patrick DiVietri sono una riflessione sui diversi tipi di unità e sul loro legame, l’amore. L’amore è visto non solo come un desiderio di unione con il bene, ma anche come la forza che, al di sopra di tutto, costituisce l’integrità di una persona, ciò che la lega agli altri e a Dio. Quest’integrità personale, che scaturisce dall’acquisizione delle virtù, permette all’uomo di possedere se stesso. Solo allora è libero di donarsi alla persona amata e a Dio, e di dedicarsi a ciò che è nobile e conforme alla sua dignità.

La Cantata inizia e si conclude con dei poemi in cui delle persone esprimono a Dio il loro amore e il desiderio di essere unite a Lui. Il primo poema parla di un giovane che desidera essere “come Dio” e cerca, da solo, di opporsi al male per il bene di tutti. Il secondo poema riguarda Teresa d’Avila, una santa, che adotta una posizione simile, ma non da sola. Questi due esseri sono uniti da un obiettivo comune: opporsi al male per amore di Dio ed esortare gli altri a fare lo stesso. Per raggiungere quest’obiettivo, entrambi decidono di conformare tutta la loro vita alla volontà e all’amore di Dio.

Se volete saperne di più: https://www.cantatacarmelita.org/

 

Con la gentile autorizzazione di © Rome Records

 

Fondato il 31 maggio 1946, il nostro Carmelo celebra quest’anno il suo giubileo di diamante di fondazione: 75 anni di presenza orante nell’Arcidiocesi di Lipa (Batangas, Filippine). È una grazia specialissima che i nostri fondatori siano stati Mons. Alfredo Verzosa e il suo vescovo ausiliare Mons. Alfredo Maria Obviar: entrambi sono oggi Servi di Dio e stanno camminando insieme verso la beatificazione. Mons. Versoza aveva scritto a Madre Teresa di Gesù: “La ringrazio di cuore, mia cara Madre, per il suo lavoro nella mia diocesi e per avervi fondato il nostro beneamato Carmelo di Lipa, la pupilla dei miei occhi e il riposo del mio cuore”.

Chi avrebbe pensato di fondare un Carmelo nel 1946, quando Lipa era una delle regioni più devastate da una guerra che era finita meno di un anno prima? Era necessaria la fede incrollabile dei santi nascosti. Le fondatrici del Carmelo di Manila furono: Madre Teresa di Gesù, Sr. Maria-Cecilia di Gesù, Sr. Maria di San Giuseppe, Sr. Maria-Anna di Gesù, Sr. Alfonsina di Maria, Sr. Maria-Elisabetta del Sacro Cuore e Sr. Carmen del Buon Pastore. Il carisma del nostro Carmelo è l’Amore Misericordioso di Dio. È con cuore profondamente riconoscente che ringraziamo Dio per questi 75 anni di presenza carmelitana a Lipa. La fioritura del nostro monastero è una testimonianza di amore e di servizio fedele alla nostra Santa Madre Chiesa, nel dono delle nostre vite per le anime e specialmente per i sacerdoti. Attualmente siamo 22 monache, con giovani e promettenti vocazioni.

Per concludere, ritorniamo alle parole scritte da Madre Maria-Cecilia di Gesù, nostra fondatrice, nel 1970: “Il Carmelo di Lipa è il Carmelo dell’Amore Misericordioso di Dio. Gli anni che sono trascorsi sono stati il dispiegamento del mistero di Dio, della condiscendenza dell’Amore e della Misericordia… Sì, Dio è il Signore della storia. La luce e l’ombra rivelano la sua gloria. Egli ha qui delle anime di bambine, la cui debolezza manifesterà la sua potenza. Siamo protese verso la meta. Con i cuori pieni di fiducia, alziamo gli occhi alla nostra Santa Madre Santa Teresa, affinché rinnovi in noi il suo duplice spirito e affinché, come lei, siamo delle coraggiose, generose e vere figlie della Chiesa”.

 

La riunione della Federazione delle Carmelitane dell’Africa francofona si è tenuta a Kinshasa dal 3 al 20 maggio 2021. La Federazione è composta da 11 monasteri situati in 6 paesi (Camerun, Burundi, Rep. Dem. del Congo, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Ruanda). 21 carmelitane hanno potuto viaggiare, sfidando tutti gli ostacoli (solo il Carmelo di Gitega, in Burundi, non ha potuto essere presente a causa delle restrizioni di viaggio).

Si sono svolte le elezioni: sr. Aténaïz dello Santo Spirito del Carmelo di Grand Bassam è stata rieletta Presidente per un secondo mandato di tre anni; sr. Françoise Aimée du Crucifié del monastero di Kigali è la prima consigliera e sr. Thérèse de Jésus di Lubumbashi (RDC) la seconda. Sr. Marie Irène de Jésus di Yaoundé è stata eletta terza consigliera ed economa mentre sr. Marie Clémentine de l’Enfant Jesus di Kananga (RDC) è la quarta consigliera. Sr. Marie Claver del Buon Pastore di Cyangugu (Rwanda) è stata eletta sostituta.

Il Padre Generale Saverio Cannistrà e il P. Jean-Joseph Bergara, Procuratore Generale dell’Ordine, hanno raggiunto l’Assemblea Federale la sera del 4 maggio. Il Padre Generale ha tenuto una conferenza su “La formazione delle Carmelitane Scalze alla luce dei nuovi orientamenti de ‘L’arte della ricerca del volto di Dio'”, e ha risposto alle domande delle monache presenti. Durante l’Assemblea, le monache hanno potuto riflettere insieme sulla formazione in vista dell’elaborazione della propria Ratio.

Alla vigilia del ritorno in Italia del Padre Generale, i confratelli e le monache del Commissariato hanno organizzato una grande serata di festa in suo onore, con cibo, canti e danze del Paese.

Dopo la partenza del Padre Generale, il P. Bergara è rimasto per una settimana per animare una sessione sulla vita contemplativa vissuta concretamente secondo lo spirito del Carmelo alla luce degli ultimi documenti del Magistero. Le sfide attuali che ciascuna delle comunità carmelitane sta affrontando hanno dato luogo a molte domande e scambi.

Le monache hanno avuto la gioia della visita fraterna del Cardinale Fridolin Ambongo, Arcivescovo di Kinshasa, il quale ha condiviso con loro alcune notizie sulla sua diocesi e ha ribadito loro quanto sia bella la vocazione contemplativa.

 

Lo scorso sabato 15 maggio abbiamo ricevuto la notizia della morte di padre Domingo (Ángel) Fernández de Mendiola, OCD, all’età di 96 anni, nel convento di Vitoria-Gasteiz (Spagna). Entrò nel noviziato dei Carmelitani a Larrea (Spagna) nel 1939. Dottore in Dogmatica e Storia della Chiesa, autore di una dozzina di opere, direttore dell’Institutum Historicum Teresianum (Roma), professore e rettore del Teresianum (Roma), più volte Provinciale della Provincia di Navarra, ha segnato particolarmente l’Ordine e la Chiesa con i suoi 25 anni di missione in India: fu Professore e ultimo rettore europeo del Pontificio Seminario di San Giuseppe a Mangalapuzha (Alwaye), ancor oggi il più grande seminario, nel 1972 fu uno dei promotori della creazione del Pontificio Istituto di Teologia e Filosofia, primo presidente del Centro di Orientamento Pastorale (POC) di Kochi, che diventerà la sede della Conferenza Episcopale Cattolica del Kerala.

Il Cardinale George Alencherry ha espresso le sue condoglianze al nostro Padre Generale e lo ha ringraziato per tutto ciò che ha dato alla Chiesa in India: “È col cuore addolorato che ho appreso questa mattina presto la morte di P. Domingo Fernandez OCD in Spagna, all’età di 96 anni. Padre Domingo ha guidato e presieduto alla formazione dei seminaristi per circa 25 anni con lo zelo di un grande missionario, creando una comunità di sacerdoti profondamente devoti a Gesù e impegnati nella loro fede. (…) I Carmelitani Scalzi hanno contribuito immensamente alla formazione dei sacerdoti in Kerala. Erudito, gentile e affettuoso, P. Domingo si è fatto apprezzare da tutti i suoi studenti e dai docenti. Era umile, imperturbabile, estremamente cortese con tutti coloro che entravano in contatto con lui. La Chiesa in India gli è profondamente grata.”

Ringraziamo Dio per questo dono della vita del nostro confratello.

 

Il nostro confratello è nato l’11 maggio 1921 a Sittard (Paesi Bassi). Attualmente vive a Roma al Teresianum. È una vita intera dedicata a Dio nell’insegnamento che meritava di essere celebrata: dottore in teologia morale, professore al Teresianum, alla Pontificia Università Urbaniana, già decano della Facoltà di teologia morale dell’Università Lateranense, consultore della Congregazione per la dottrina della fede, membro ad vitam della Pontificia Accademia Pro Vita.

Com’era giusto, numerosi frati carmelitani di varie comunità romane, suore e amici lo hanno accompagnato fratello in questa festa. Purtroppo la sua famiglia non ha potuto venire a causa delle restrizioni di viaggio dovute al Covid. La celebrazione eucaristica è stata presieduta da S. E. Card. Giovanni Battista Re, attuale decano del Collegio Cardinalizio. Durante l’omelia, il Cardinale ha ricordato le vicissitudini politiche ed ecclesiali del secolo in cui il nostro fratello è vissuto, la sua esistenza come religioso e come ricercatore, e ha concluso con un invito alla preghiera, a ciò che costituisce l’essenziale di una vita nonostante tutti i cambiamenti.

Dopo l’Eucaristia, tutti si sono riuniti (nel rispetto delle norme sanitarie) per condividere un pasto fraterno. 100 anni, è un evento da festeggiare!

Tanti auguri, padre Bonifacio, e che Dio colmi gli anni futuri con la Sua grazia!