Il convento de “La Santa” (casa natale di Santa Teresa di Gesù), ad Avila (Spagna), ha ospitato sabato 27 giugno l’ordinazione diaconale del Carmelitano abulense Luis Carlos Muñoz.

Lo stesso giorno, sono stati ordinati diaconi in Libano i nostri fratelli Marc, Georges (della Semiprovincia del Libano), Giovanni e Zaccaria (della Delegazione Generale dell’Egitto).

Dall’Egitto arriva anche la buona notizia della riapertura delle chiese alle celebrazioni liturgiche, sebbene il nostro Santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino al Cairo non abbia mai smesso di ricevere visite dai fedeli, che chiedevano la protezione di Teresa durante tutta la pandemia. Il Santuario è rimasto aperto per la preghiera personale, seguendo tutte le misure di sicurezza richieste dalle autorità municipali e governative.

 

“Fiamma Viva d’Amore” è il titolo di una delle opere più conosciute di San Giovanni della Croce ed è anche il nome del Congresso Internazionale, che il Centro Internazionale Teresiano-Sanjuanista (CITeS), Università della Mistica) organizza ogni anno ad Avila. Quest’anno giunge alla sua quarta edizione. Il Direttore del CITes ha comunicato che il Congresso avrà luogo nelle date previste, dal 31 agosto al 6 settembre e, come al solito, si terrà in forma presenziale e online. Tuttavia, se le circostanze lo impediranno, il Congresso si terrà in ogni caso in modalità online.

Vale la pena di segnalare il lodevole sforzo compiuto dalla comunità del CITeS per adattare la sua struttura interna alle misure di prevenzione indicate dalle autorità sanitarie, in modo che sia il Congresso che le altre attività che si svolgeranno nel Centro durante l’estate possano svolgersi in totale sicurezza.

P. Francisco Javier Sancho ha sottolineato che questo Congresso mondiale vedrà l’intervento di grandi specialisti, che «ci aiuteranno ad entrare nel centro più profondo dell’opera e dell’anima, per comprendere lo spessore e l’ampiezza dell’esperienza e della dottrina di Giovanni della Croce. Un Congresso in cui affronteremo il personaggio, la sua creazione artistica e letteraria, la sua dottrina, scoprendo nuovi spazi di lettura, di interpretazione e di dialogo interreligioso e interdisciplinare».

Per ulteriori informazioni su questa e altre attività: https://www.mistica.es/

Due, quindi, sono le verità evocate nel segno dello Scapolare: da una parte, la protezione continua della Vergine Santissima, non solo lungo il cammino della vita, ma anche nel momento del transito verso la pienezza della gloria eterna; dall’altra, la consapevolezza che la devozione verso di Lei non può limitarsi a preghiere ed ossequi in suo onore in alcune circostanze, ma deve costituire un ‘abito’, cioè un indirizzo permanente della propria condotta cristiana, intessuta di preghiera e di vita interiore, mediante la frequente pratica dei Sacramenti ed il concreto esercizio delle opere di misericordia spirituale e corporale. In questo modo lo Scapolare diventa segno di ‘alleanza’ e di comunione reciproca tra Maria e i fedeli: esso infatti traduce in maniera concreta la consegna che Gesù, sulla croce, fece a Giovanni, e in lui a tutti noi, della Madre sua, e l’affidamento dell’apostolo prediletto e di noi a Lei, costituita nostra Madre spirituale.

http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/2001/march/documents/hf_jp-ii_spe_20010326_ordine-carmelo.html

“Per una felice coincidenza, l’odierna domenica cade il 16 luglio, giorno in cui la liturgia ricorda la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo, alto promontorio che si erge lungo la costa orientale del Mar Mediterraneo, proprio all’altezza della Galilea, ha sulle sue pendici numerose grotte naturali, predilette dagli eremiti. Il più celebre di questi uomini di Dio fu il grande profeta Elia, che nel IX secolo avanti Cristo difese strenuamente dalla contaminazione dei culti idolatrici la purezza della fede nel Dio unico e vero. Proprio ispirandosi alla figura di Elia, è sorto l’Ordine contemplativo dei “Carmelitani”, famiglia religiosa che annovera tra i suoi membri grandi santi come Teresa d’Avila, Giovanni della Croce, Teresa di Gesù Bambino e Teresa Benedetta della Croce (al secolo, Edith Stein). I Carmelitani hanno diffuso nel popolo cristiano la devozione alla Beata Vergine del Monte Carmelo, additandola come modello di preghiera, di contemplazione e di dedizione a Dio.

Maria, infatti, per prima e in modo insuperabile, ha creduto e sperimentato che Gesù, Verbo incarnato, è il culmine, la vetta dell’incontro dell’uomo con Dio. Accogliendone pienamente la Parola, è “giunta felicemente alla santa montagna” (cfr Oraz. colletta della Memoria), e vive per sempre, in anima e corpo, con il Signore. Alla Regina del Monte Carmelo desidero quest’oggi affidare tutte le comunità di vita contemplativa sparse nel mondo, in modo speciale quelle dell’Ordine Carmelitano, tra le quali ricordo il monastero di Quart, non molto lontano da qui, che ho avuto modo di visitare questi giorni. Maria aiuti ogni cristiano a incontrare Dio nel silenzio della preghiera”.

Dopo un lungo discernimento e una ricerca che è durata più di 10 anni, il 1 ° marzo 2020 ci siamo trasferite dal monastero originale nel centro della capitale della Repubblica Ceca al piccolo paese di Drasty, a pochi chilometri da Praga. Il motivo della nostra decisione è stato il crescente rumore proveniente dalla piazza e un giardino piccolissimo (solo 12×15 metri). Stiamo costruendo la nostra nuova casa da una ex-fattoria con il terreno adiacente, che è stata restituita alla chiesa nel 2017 in uno stato pietoso. Nella prima fase è stata ricostruita la futura casa per gli ospiti, che è attualmente diventata il nostro monastero provvisorio. La prossima fase sarà la costruzione del monastero proprio con la cappella (chiesa?) che inizierà, come speriamo, alla fine di quest’anno e probabilmente durerà 3-4 anni. Tutto il processo di ricostruzione avviene con l’aiuto finanziario di benefattori, per i quali siamo grate e i quali ringraziamo, e con l’aiuto del lavoro volontario di molte persone, grazie alle quali si sta formando in questo posto una comunità amichevole.

Il monastero originale su Hradčanské náměstí è ora gestito dai nostri padri carmelitani scalzi.

Chiediamo per la preghiera che ci lasciamo guidare in tutto dallo Spirito Santo e che entrambi i luoghi – il monastero precedente e quello futuro – siano lo spazio di un profondo incontro con Dio.

Della nostra traslocazione si può sapere di più sulle nostre pagine web www.karmeldrasty.eu

Informazioni sul monastero originale e sul suo utilizzo attuale si trovano su www.fortna.eu

Il 16 giugno scorso, è morto all’età di 91 anni lo storico e sacerdote toledano Don José Gómez-Menor.

Autore di numerosi lavori sulla genealogia di san Giovanni della Croce a Toledo, Gómez-Menor ha dedicato buona parte del suo lavoro di storico allo studio di argomenti relativi al Carmelo Teresiano. Nel 2011 ha pubblicato un’opera definitiva sul Santo che ha intitolato “Radici storiche di san Giovanni della Croce”, con prefazione del famoso scrittore spagnolo José Jiménez Lozano, anch’egli deceduto quest’anno.

Ha collaborato all’edizione il professor Santiago Sastre, con il quale appare nella foto che accompagna questa notizia.

 

Dalla Provincia Iberica, in Spagna, ci informano della celebrazione del 450° anniversario della fondazione del convento dei frati a Mancera, Salamanca.

Era l’11 giugno, festa di San Barnaba, quando P. Juan de la Cruz e P. Antonio de Jesús, con i membri della comunità di Duruelo dove c’erano già due novizi (fr. Juan Bautista e fr. Pedro de los Ángeles, che avrebbero professato a Mancera l’8 ottobre 1570), su richiesta del provinciale Alonso lasciarono Duruelo, a motivo dell’angustia e insalubrità del luogo, e si stabilirono a Mancera. I frati rimarranno qui per 30 anni, fino al 1600, anno in cui si stabilirono ad Avila, che da allora detiene il titolo di prima fondazione degli Scalzi.

Quest’evento è menzionato anche da santa Teresa di Gesù nel libro delle Fondazioni, capitolo XIV.

La celebrazione eucaristica in commemorazione della fondazione è stata presieduta dal Provinciale dell’Iberica, P. Miguel Márquez e concelebrata da don José Carlos Alejo (vicario per la vita religiosa), don Fernando (giovane sacerdote, figlio di Mancera), e P. Miguel Ángel González (Priore di Alba de Tormes).

 

Una buona notizia ci arriva dal Vicariato della Tanzania: il 7 luglio e il 6 agosto saranno ordinati sacerdoti i diaconi fr. Peter Carol Chami e fr. Simon Rupoli, mentre il 20 luglio faranno la loro prima professione a Uyole-Mbeya (comunità di Noviziato) i nostri fratelli: Hezron Michael Lucas, Cedrich Melkiory, Laurent Joseph e Datius Prosper.

Ringraziamo Dio per queste vocazioni al Carmelo Teresiano e chiediamo per loro la protezione della Santissima Vergine e di San Giuseppe.

La presenza dell’Ordine in Tanzania iniziò con l’erezione di una missione sostenuta da tutte le Province dell’India nel 1983. Successivamente, l’8 maggio 1992, la responsabilità della presenza del Carmelo Teresiano nella regione fu assunta dalla Provincia di Karnataka-Goa. Il 20 marzo 2002 è stato creato il Vicariato Regionale della Tanzania, dipendente da quella Provincia.

 

Dopo una pausa forzata a causa della crisi innescata da COVID-19, le Poste Vaticane tornano gradualmente alla piena attività. Pertanto, il 23 giugno verranno rilasciate alcune nuove serie di francobolli, tra cui uno dedicato a Santa Teresa di Gesù di Los Andes. Il francobollo è stato messo in programma per commemorare il centesimo anniversario della morte della santa Carmelitana cilena, celebrato il 12 aprile scorso.

A causa della pandemia, la Santa Sede ha anche concesso una proroga dell’anno giubilare indetto in occasione di tale Centenario.

 

Il Capitolo della Semiprovincia dell’Esaltazione della Santa Croce di Germania, il 2 giugno scorso ha eletto Provinciale il P. Jean-Raoul Kiyangi, religioso professo dell’attuale Commissariato del Congo.

P. Jean-Raoul è nato nel 1970 a Lusanga, nella regione di Kikwit (Repubblica Popolare del Congo). Il 15 agosto 1994 ha emesso la professione religiosa nel noviziato di Kananga, ed è stato ordinato sacerdote nel 2002; è arrivato in Germania nel 2004 per un dottorato in teologia, ottenuto nel 2010 all’Università di Würzburg con una tesi sulla violenza giovanile. Successivamente è stato Consigliere provinciale (2011), Vicario provinciale e Priore di München (2017). Infine, il 2 giugno è stato eletto Provinciale dal Capitolo riunito a Würzburg. Jean-Raoul è così diventato il primo Carmelitano non europeo a guidare una Provincia dell’Ordine in Europa.

Senza dubbio, nel futuro dell’Ordine questo fatto verrà ricordato, come segno di maturità e frutto dello sforzo missionario del Carmelo.

Fotos: Fotografie Bayer © Karmelitenkloster Würzburg

Il 30 maggio 2020, il nostro fratello Jonas Vidas Labanauskas ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale per l’imposizione delle mani del vescovo Eugenius Bartulis.

P. Vidas ha svolto in Spagna la maggior parte della sua formazione, sia carmelitana che teologica. Ha conseguito la Licenza in Teologia presso la Facoltà Teologica della Spagna settentrionale, sezione di Burgos, con una tesi sulla presenza dello Spirito Santo nell’opera e nella dottrina di Santa Teresa di Gesù.

Insieme a due Carmelitani Scalzi della Provincia di Varsavia, P. Vidas continuerà a far parte della comunità di Kovno (Lituania), che con impegno ed entusiasmo pone le radici della presenza del Carmelo Teresiano maschile nel Paese baltico. La costruzione del convento continua e speriamo che presto i frati vi si possano trasferire.

Lunedì 1 giugno, il Definitorio Generale ha iniziato la sua riunione trimestrale. In questo caso, l’incontro è marcato dal confinamento che il Generale e i Definitori hanno vissuto nella Casa Generalizia a Roma, fin dalla sessione dello scorso marzo. Logicamente, in questi tre mesi non ci sono state visite alle Province o viaggi di alcun tipo, sebbene il Definitorio abbia potuto seguire la situazione delle Circoscrizioni attraverso i mezzi telematici.

In questi giorni il Definitorio ha analizzato la situazione dei numerosi Capitoli provinciali in attesa, sperando che la maggior parte di essi possano svolgersi durante i mesi di giugno e luglio. D’altra parte, ha continuato la preparazione per il prossimo anno, nella prospettiva del Capitolo Generale previsto per il mese di maggio 2021. Un momento importante nel cammino previo sarà il Definitorio Straordinario, cui dovranno partecipare i nuovi Superiori provinciali. Poiché è improbabile che possa essere mantenuta l’idea iniziale di celebrarlo alla fine di agosto in Messico, in questi giorni si è cercato di individuare una nuova data.

Il Definitorio, come sempre, ha trattato altri argomenti specifici legati al momento presente, e ha preso in considerazione soprattutto il modo in cui l’inattesa e sorprendente pandemia di coronavirus ha colpito frati, monache e laici, e le ripercussioni che sta avendo sulla vita dell’Ordine.

P. Johannes Gorantla, Definitore incaricato per il Sud-est asiatico, ha raccolto notizie sulla situazione creata da COVID-19 nella sua area geografica. La sua cronaca, che riassumiamo qui, può essere letta per intero nella sezione in lingua inglese della nostra pagina e nel bollettino COMMUNICATIONES.

Come nel resto del mondo, la malattia ha costretto l’India alla paralisi, imponendo il confinamento agli abitanti di questa grande Nazione. Fino al 6 maggio, le notizie parlavano di 50.000 contagi, 15.000 persone guarite e 1.700 morti. Considerando la popolazione dell’India (1,3 miliardi di abitanti), si può dire che la situazione è sotto controllo, ma le autorità rimangono vigili per l’imprevedibilità del virus. Maharashtra, Gujarat, Delhi e Tamil Nadu sono le aree più colpite.

La principale urgenza in questo momento è quella di occuparsi delle famiglie povere e di quelle prive di risorse, in quanto dipendono dal lavoro e dal salario quotidiano. I nostri frati hanno intrapreso varie iniziative per aiutare i più bisognosi, offrendo non solo cibo e provviste, ma anche disinfettanti e mascherine. Le Carmelitane Scalze, da parte loro, pregano giorno e notte intercedendo presso il Signore per il Paese e tutta l’umanità.

Grazie a Dio non sono pervenute notizie di religiosi religiose dell’Ordine deceduti per COVID-19.

 

La crisi epidemiologica scatenata da COVID-19, con il conseguente confinamento di milioni di persone nei cinque continenti, ha influenzato anche il servizio quotidiano che frati e monache OCD offrono a tante persone, data l’impossibilità di celebrare la Messa nei conventi e nei monasteri, ricevere visite, svolgere servizi apostolici, ecc.

Tuttavia, molti dei nostri fratelli e sorelle si sono mobilitati per continuare ad ascoltare e accompagnare il popolo cristiano e l’umanità sofferente in questo momento doloroso e particolare.

I defunti e le loro famiglie, i malati, il personale sanitario, i governanti e tutti coloro che sono stati colpiti in un modo o nell’altro dalla pandemia, così come quelli che si sono schierati in prima linea nel servizio alla società, sono stati al centro della nostra preghiera.

Inoltre, molti conventi e monasteri hanno utilizzato i media, in particolare internet e i social, per trasmettere in diretta la Messa o per animare incontri di preghiera. Pertanto, sia su Facebook che su YouTube è stato possibile partecipare, almeno virtualmente, alle celebrazioni eucaristiche in vari paesi e lingue: italiano, spagnolo, inglese, francese, malayalam, ecc.

Le comunità carmelitane in molti paesi hanno usato tutti i mezzi a loro disposizione per condividere audio e video – ad esempio tramite WhatsApp – con riflessioni, letture di testi dei nostri santi, ecc., allo scopo di incoraggiare e accompagnare le persone confinate.

Il CITeS di Avila ha programmato in questo periodo vari corsi, e ha anche pubblicato video con riflessioni sul Vangelo quotidiano. Da parte sua, la Facoltà Teologica Teresianum ha continuato il suo lavoro accademico implementando un sistema di lezioni in videoconferenza e un accompagnamento personalizzato degli studenti tramite e-mail.

Dalla Curia Generale cerchiamo di condividere sui nostri social network tutto il materiale di cui abbiamo notizia, nonché i diversi messaggi inviati da P. Saverio Cannistrà durante questo periodo. La sua lettera “Un augurio in tempo di tribolazione” ha avuto una risonanza notevole, sia dentro che fuori dall’Ordine.

A tutte queste attività pastorali si è aggiunto l’impegno caritativo, declinatosi nella comunione dei beni con i più poveri e nel lavoro di produzione di mascherine e di altri indumenti utili per la protezione dal virus. Abbiamo appreso di alcune comunità di Carmelitane Scalze che hanno affrontato serie privazioni per condividere i beni di prima necessità – cibo incluso – con le famiglie bisognose che vivono vicino al monastero. La loro situazione si è già normalizzata e preferiscono rimanere nell’anonimato.

Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto diverse notizie sulla pandemia causata da COVID-19. Dalla Provincia Iberica dei Carmelitani Scalzi giunge la triste notizia della morte di quattro religiosi a causa del virus. Ci sono notizie di infezioni e ricoveri ospedalieri di religiosi e religiose in Spagna, che portiamo nella nostra preghiera. Alcuni monasteri hanno dovuto sottoporsi a periodi di isolamento, che sono stati superati. La comunità dei Carmelitana Scalzi di Adro, in Italia, ha trascorso un periodo di quarantena. Innumerevoli sono le testimonianze di aiuto materiale prestato dalle nostre comunità di fratelli e sorelle alle persone bisognose. In Paraguay, per esempio, i nostri religiosi si dedicano ad aiutare i poveri attraverso le “pentole popolari”, per consentire loro di godere almeno di una razione quotidiana di cibo.

Preghiamo per i frati e le monache colpiti e siamo grati per la testimonianza di carità cristiana e di servizio alla comunità che i nostri fratelli offrono in vari modi, secondo le loro possibilità.