A otto mesi dall’arrivo delle nostre sorelle Carmelitane Scalze a Panamá, vi presentiamo questa breve cronaca dei loro primi passi nel Paese centroamericano:
“Siamo arrivate a Panamá piene di entusiasmo il 23 gennaio 2017, e il giorno 25 c’è stata l’inaugurazione della fondazione, con la partecipazione di Mons. Betran Wick, vescovo di Santo Domingo in Ecuador, e di Mons. Manuel Ochogavía, vescovo di Colón, che ci aveva invitato e nella cui diocesi ci troviamo; erano presenti anche i Provinciali di Centroamerica, Colombia e il Delegato provinciale dell’Ecuador, insieme a una folta rappresentanza di sacerdoti, comunità religiose e fedeli, che per tanti anni hanno atteso e pregato per la presenza di un convento di Carmelitane nel loro Paese; c’erano circa 500 persone.
In questi 5 mesi abbiamo sperimentato l’accoglienza, la prossimità e l’interesse delle persone, che con generosità e simpatia ci offrono il loro aiuto, nella misura delle loro possibilità. A livello spirituale siamo quotidianamente sostenute dall’Eucarestia e dall’accompagnamento dei nostri Padri Carmelitani, che ci aiutano a vivere la nostra vita di preghiera, fraternità e lavoro.
Il luogo che Dio chi ha donato è molto bello e ricco di vegetazione, dato che fa parte di una riserva ecologica di 21 ettari; così l’ambiente silenzioso ci aiuta nel nostro stile di vita. Tutto qui ci parla di Dio. Abbiamo anche un Santuario dedicato alla Santissima Vergine, accanto al quale c’è una casetta con 5 stanze e un oratorio dove celebriamo la nostra liturgia.
Per il nostro sostegno economico abbiamo il progetto di produrre ostie, visto che in tutto il Paese c’è una sola comunità che si occupa di questo lavoro, e vediamo la necessità di collaborare in questo ambito.
In attesa che arrivino le macchine (ci vorrà circa un anno), ci siamo dedicate alla confezione di scapolari e un giorno alla settimana prepariamo il pane, che viene venduto nella chiesa dei nostri frati Carmelitani; questa piccola entrata contribuisce a pagare pian piano le macchine per le ostie; è il Signore stesso che provvede a quanto è necessario per realizzare questi progetti, e così sperimentiamo la sua cura e amore nei nostri confronti, reso manifesto dalla generosità delle persone.
Per ora stiamo lavorando alle planimetrie e cercando i mezzi per la costruzione del Monastero, confidando sempre nella sua Divina Provvidenza.
Da parte nostra siamo molto contente che vi sia un luogo sacro in più, dove il Signore sia amato e glorificato, e che il nostro Ordine e la spiritualità teresiana vadano espandendosi.
Chiediamo la vostra preghiera, perché possiamo adempiere fedelmente la missione che ci ha affidato e possiamo essere testimonianza della Presenza di Dio nel mondo, particolarmente in questa Chiesa particolare di Colón Kuna Yala.
Le Monache Carmelitane di Panamá”.
