Durante i giorni della Settimana Santa e della domenica di Pasqua ho vissuto con i miei confratelli e le mie consorelle in Ucraina un momento di celebrazione e di preghiera, in comunione con tutto l’Ordine e con tutto il popolo ucraino. Martedì 31 marzo ho fatto visita a una parte della comunità delle Carmelitane Scalze di Kharkiv che si trova provvisoriamente a Jaworzno (Polonia).
Mercoledì Santo, 1° aprile, abbiamo attraversato a piedi il confine tra Polonia e Ucraina, poi abbiamo intrapreso il viaggio dall’Ucraina verso il nostro convento-santuario di Berdichev, un tragitto di circa nove ore. Mi accompagnano il provinciale di Polonia, padre Tadeusz, padre Jozef, polacco della comunità di Berdichev, e lo studente Zenia, ucraino. Allo stesso confine abbiamo fatto visita alla comunità e all’asilo delle suore del Beato Honorat Koźmiński, nostre care amiche. Si tratta di una congregazione che opera molto intensamente in Ucraina e in Polonia. Alle ore 23.00 siamo arrivati a Berdichev dove ci attendeva l’intera comunità.
Il Giovedì Santo, 2 aprile, abbiamo visitato la vicina comunità di Gwozdawa, dove due confratelli gestiscono questa casa di ritiro e di silenzio. Nel pomeriggio, a Berdichev, suonano le sirene e i bambini della scuola adiacente al Santuario si rifugiano nel nostro bunker (seminterrato) sotto la chiesa. Lì continuano la loro lezione di musica. Visitiamo l’ufficio di Natascha, che coordina tutto il lavoro di assistenza sociale, sostegno psicologico, economico e di gestione che viene svolto in diversi ambiti (bambini, anziani, malati, veterani, famiglie, ecc.). Alle 18.00 celebriamo la Liturgia della Cena del Signore. Vedo alcune signore commosse durante la lavanda dei piedi. Un’ora e mezza di celebrazione presieduta dal priore, P. Vitaly, ucraino.
Il 3 aprile partiamo per Kharkiv, nella parte orientale del Paese, una delle regioni confinanti con la zona in cui la guerra continua a essere più intensa. Ci fermiamo a Kiev per salutare i confratelli e proseguiamo il viaggio verso Kharkiv, circa otto ore di strada, su strade piene di buche e difficili da percorrere. Celebriamo la Liturgia della Passione del Signore nella cappella delle Carmelitane di Kharkiv. Qui vivono quattro monache, giunte dalla Polonia durante uno dei momenti meno intensi della guerra in città. Celebriamo la Passione del Signore: quattro monache, quattro sacerdoti e quattro fedeli laici nella cappella.
Il 4 aprile, Sabato Santo, di prima mattina riceviamo la visita del vescovo di Kharkiv, mons. Pavlo Honcharuk. Ci mettiamo poi in viaggio per tornare a Kiev, dove ci attende il vescovo, mons. Vitalij Kryvyc’kyj, nella cattedrale. Visitiamo la famosa piazza Maidan, dove si commemorano tutte le vittime della guerra. Luogo commovente, per il ricordo dell’inizio della guerra nel 2014 e per la memoria delle migliaia di morti dal 2022. Celebriamo la Veglia Pasquale nella nostra parrocchia di Kiev, con una chiesa colma di fedeli. Il canto dell’Alleluia è commovente, per la forza e la convinzione del grido in ucraino: Cristo è risorto, Христос воскрес!!!
La domenica di Pasqua, 5 aprile, celebriamo nella chiesa delle Carmelitane Scalze di Kiev. Qui vivono le sei suore che compongono la comunità, tornate anch’esse dalla Polonia dopo avervi trascorso un paio d’anni. Ci mostrano i danni causati da un missile caduto a pochi metri dal monastero. Oggi approfittiamo della giornata per visitare un’associazione guidata da Boris (ex militare e pastore di una chiesa) che accoglie e assiste le famiglie dei soldati deceduti o dispersi, gli orfani, i soldati in difficoltà economiche, ecc. Un’iniziativa molto bella alla quale noi Carmelitani stiamo collaborando molto attivamente. Visitiamo una casa di riposo, molti dei quali sfollati dalla zona di guerra, che hanno potuto portare con sé solo ciò che entrava in una valigia. Hanno tutti i loro averi sotto il letto. Li abbracciamo, li benediciamo e regaliamo loro scapolari e rosari. L’ultima visita della giornata è all’ospedale dei soldati feriti. Entriamo in alcune stanze e ci commuove vedere i soldati, grati per la visita, emozionati mentre ci mostrano la foto dei loro figli, quando chiediamo loro della famiglia.
Lunedì 6 è il giorno della nostra partenza: abbracci e ringraziamenti, un sentimento reciproco di comunione e di famiglia, per aver potuto vivere insieme, in questa situazione così difficile, questi giorni di celebrazione e di sostegno, di benedizione e di incoraggiamento.













