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30 Luglio 2018

Visita del Cardinale João Braz de Aviz al Carmelo di Bologna (10 giugno 2018)

Riportiamo con semplicità i momenti più significativi della breve visita del Card. João Braz de Aviz alla nostra Comunità. Abbiamo potuto vivere questo momento di gioia e condivisione fraterna, ricche e spontanee, grazie all’ interessamento delle Missionarie dell’Immacolata – p. Kolbe di Borgonuovo di Pontecchio Marconi (BO) che avevano invitato il Cardinale per il Capitolo Generale dove egli era atteso. Prima di condurlo dall’aeroporto a Borgonuovo, due missionarie si sono gentilmente prestate ad accompagnare il porporato presso il nostro Monastero.

A sr. Teresa Margherita, che ha detto di avere 99 anni e 71 di Professione, il Cardinale ha risposto: “Che bello ! C’è bisogno di questi esempi di fedeltà. Questo vuol dire che Gesù è il vero amore che può riempire una vita intera. Io ho di età quanto lei ha di professione.”

NS Madre ha ringraziato dell’Istruzione Cor Orans e J. Braz de Aviz:“ Pensate che dietro a tutto questo c’è il cuore del Papa che è puro amore per la vita contemplativa….

NS Madre ha manifestato il suo apprezzamento riguardo alla “ Cor Orans” perché in diversi punti è stata sottolineato il rispetto del Carisma, essenziale per noi, come ad esempio nel rapporto con i nostri Padri.  J.Braz de Aviz:  “Certo è molto importante perché se si blocca la fonte del Carisma si blocca la grazia propria. Cioè voi siete parte del corpo che è la Chiesa, siete molto dentro,nel cuore della Chiesa universale e in una Chiesa particolare, però avete anche una strada carismatica che deve restare sempre aperta. Altre cose col tempo si sono appiccicate addosso : tradizioni ,usi, modi di interpretare , ma tutto questo piano piano deve cadere per tornare alla fonte del Carisma,al Carisma puro,senza paure. È quello che da senso a tutto ed è molto importante il senso di appartenenza alla Chiesa.

A una sorella che ringraziava per questa visita definendola una visita da parte della Chiesa che ci fa sentire ancor più nel cuore della Chiesa, J.Braz de Aviz ha risposto : “Noi siamo parte di voi e voi parte di noi”.

Poi, guardando il biglietto che gli abbiamo donato, che gli ricordava il ponte di Brasilia, aggiunge : “ unità nella diversità, il Papa dice che la diversità è necessaria all’unità perché unità non è sinonimo di uniformità, anzi l’uniformità distrugge l’unità. Ad esempio, a proposito dell’obbedienza’ oggi si dice una parolina molto importante “obbedienza pro-attiva”. L’obbedienza è sempre quella di Cristo in croce che dice : Padre, nelle tue mani affido il mio spirito, anche se mi sembra che non capisco se Tu ci sei, obbedisco. Però prima di obbedire io dico al superiore, anche per chi è in formazione questo è molto importante, tutto quello che lo Spirito mi dice dentro, in modo che il superiore sia illuminato. E anche il Superiore deve dire quello che lo Spirito santo gli dice. Se c’è lo Spirito chi comanda, comanda bene e chi obbedisce, obbedisce bene : non è complicato. Ma se lo Spirito manca … Lo Spirito Santo è dato a tutti, non è venuto solo per Maria e per gli Apostoli, altrimenti gli altri non avrebbero capito. La nostra cultura non accetta che qualcuno comandi su un altro, non ha senso questo se siamo fratelli e sorelle. Però acquistare questo equilibrio non è facile, bisogna cercarlo. Quando non riusciamo dobbiamo pregare,chiedere scusa, tornare indietro, chiedere perdono tutti i giorni. Lo faccio anch’io con le mie suore, a volte devo chiedere scusa. Una volta mi è capitato in Dicastero di fare uno sbaglio e ho chiesto perdono pubblicamente. Un ufficiale mi ha detto: “Ma lei non può fare questo, è un Cardinale!” ma se lo fa il Papa tutti i momenti, perché non dovrei farlo io? Avevo proprio sbagliato !”

Nel salutare il Cardinale,NS Madre ha detto che arriveranno due sorelle di un monastero che chiude e che hanno già fatto la prova da noi e lui si è mostrato molto toccato dal fatto che due sorelle si trasferiscano dopo aver trascorso una vita intera nel loro monastero e ha molto apprezzato la nostra accoglienza. Poi NS Madre gli ha parlato delle esperienze di incontro fatte con le altre realtà monastiche della Diocesi e lui : “Bene continuate perché queste sono esperienze che fanno bene.”