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14 Maggio 2022

Giorno 14 aprile 2022 – GIOVEDÌ SANTO

A colazione troviamo tre giacinti accanto al piatto di ciascuno per festeggiare il nostro sacerdozio. Suor Alina fa un saluto. Dice che si congratulano con noi e chiedono per noi, con i tre fiori, la Fede, la Speranza e la Carità.

Ci salutiamo alla porta e rimango molto sorpreso dal calore dell’accoglienza, da vere sorelle.

Iniziamo il nostro viaggio verso Berdichev. Sono sette ore.

Strada in alcuni tratti piena di buche.

Molte barricate ai checkpoint e molti soldati lungo tutto il percorso. Passiamo senza problemi e senza essere costretti a fermarci.

Attraversiamo alcuni centri abitati dove si possono vedere gli effetti delle bombe.

Partiamo alle 7.20. E arriviamo ​​a Berdichev alle 14.20.

Ci accoglie l’intera comunità dei frati. Faccio visita al Santuario, alla nostra Madre del Carmelo. Mangiamo un piatto tipico ucraino. Chiacchieriamo animatamente.

Tra poco, alle 18.00, avremo la celebrazione della Cena del Signore. È sorprendente essere qui e vedere la gioia e la vivacità dei frati. Dio li benedica.

Giovedì Santo pomeriggio. Chiesa Santuario di Nostra Signora del Monte Carmelo a Berdichev, patrona dei cattolici ucraini. Meravigliosa icona della Madre con lo scapolare che offre la sua protezione. Chiesa piena. Anziani, giovani e bambini… un folto gruppo di chierichetti in perfetta sincronia vaticana, aprono la celebrazione con ordine scrupoloso. Devo dire che poche volte nella mia vita ho celebrato un Giovedì Santo con tanta emozione trattenuta. I canti, l’attenzione a ogni dettaglio, la cura dei fiori, gli accoliti che aiutano ciascuno a vestirsi con i paramenti della Messa…

Lavo i piedi alla comunità dei frati. Qui si usa farlo con un grembiule da cucina. Significativo. Bacio i piedi dei miei fratelli che qui si prendono cura di tutta questa gente. Bacio Gesù in loro.

Benché presieda Vitaly, il priore (ucraino), tengo io l’omelia spiegando il mistero che si celebra, con esempi tratti dalla guerra e dall’attualità di questi giorni. La Frazione del Pane ricorda i corpi spezzati di tante persone in alcune città. Domani il corpo spezzato di Gesù continuerà a essere un mistero che non comprendiamo; in questo modo, apparentemente sconfitto, ha dato la vita al mondo.

Al termine della Messa, come descrivere il clima di famiglia e di affetto della gente? Salutano i sacerdoti con commovente affetto. Tutti si congratulano con noi e ci abbracciano. Portano frutta, fiori e doni. Tutti vogliono fare una foto. Tutti dicono parole di ringraziamento perché siamo con loro. Tutti mi dicono di ringraziarvi per le vostre preghiere per l’Ucraina. Una nonna mi dice: “Quando andrà a Roma, per favore, chieda al Papa di venire”.

All’uscita dalla Chiesa, un altro momento molto cordiale di dialogo con i volontari, la famiglia, gli amici.

Cena distesa e molto fraterna.

Un tempo di ricreazione molto piacevole, senza voglia di smettere. Si festeggia la presenza del Generale e anche di Paweł, che dall’inizio della guerra vive dall’altra parte, in Polonia, per organizzare gli aiuti umanitari e il trasporto di materiale, due volte alla settimana. La nostra conversazione senza silenzi, intensità di argomenti e domande da parte loro su confratelli conosciuti e, da parte mia, sulla situazione e sul momento che vivono.

Sono circa le 10 di sera in Ucraina. Durante alcuni minuti la sirena ha suonato. Annuncia che qualche proiettile ha lasciato il territorio bielorusso.

Ma i frati continuano la loro amichevole conversazione senza turbarsi troppo. Mi chiedono se ho paura. Mi fido della loro serenità.

E così la giornata si conclude… con il vivo sentimento di comunione e di famiglia in tempo di guerra. Prima di andare a dormire, un altro suono di sirene e una supplica, chiedendo la Pace.