Visita del Cardinale João Braz de Aviz al Carmelo di Bologna (10 giugno 2018)

Visita del Cardinale João Braz de Aviz al Carmelo di Bologna (10 giugno 2018)

Riportiamo con semplicità i momenti più significativi della breve visita del Card. João Braz de Aviz alla nostra Comunità. Abbiamo potuto vivere questo momento di gioia e condivisione fraterna, ricche e spontanee, grazie all’ interessamento delle Missionarie dell’Immacolata – p. Kolbe di Borgonuovo di Pontecchio Marconi (BO) che avevano invitato il Cardinale per il Capitolo Generale dove egli era atteso. Prima di condurlo dall’aeroporto a Borgonuovo, due missionarie si sono gentilmente prestate ad accompagnare il porporato presso il nostro Monastero.

A sr. Teresa Margherita, che ha detto di avere 99 anni e 71 di Professione, il Cardinale ha risposto: “Che bello ! C’è bisogno di questi esempi di fedeltà. Questo vuol dire che Gesù è il vero amore che può riempire una vita intera. Io ho di età quanto lei ha di professione.”

NS Madre ha ringraziato dell’Istruzione Cor Orans e J. Braz de Aviz:“ Pensate che dietro a tutto questo c’è il cuore del Papa che è puro amore per la vita contemplativa….

NS Madre ha manifestato il suo apprezzamento riguardo alla “ Cor Orans” perché in diversi punti è stata sottolineato il rispetto del Carisma, essenziale per noi, come ad esempio nel rapporto con i nostri Padri.  J.Braz de Aviz:  “Certo è molto importante perché se si blocca la fonte del Carisma si blocca la grazia propria. Cioè voi siete parte del corpo che è la Chiesa, siete molto dentro,nel cuore della Chiesa universale e in una Chiesa particolare, però avete anche una strada carismatica che deve restare sempre aperta. Altre cose col tempo si sono appiccicate addosso : tradizioni ,usi, modi di interpretare , ma tutto questo piano piano deve cadere per tornare alla fonte del Carisma,al Carisma puro,senza paure. È quello che da senso a tutto ed è molto importante il senso di appartenenza alla Chiesa.

A una sorella che ringraziava per questa visita definendola una visita da parte della Chiesa che ci fa sentire ancor più nel cuore della Chiesa, J.Braz de Aviz ha risposto : “Noi siamo parte di voi e voi parte di noi”.

Poi, guardando il biglietto che gli abbiamo donato, che gli ricordava il ponte di Brasilia, aggiunge : “ unità nella diversità, il Papa dice che la diversità è necessaria all’unità perché unità non è sinonimo di uniformità, anzi l’uniformità distrugge l’unità. Ad esempio, a proposito dell’obbedienza’ oggi si dice una parolina molto importante “obbedienza pro-attiva”. L’obbedienza è sempre quella di Cristo in croce che dice : Padre, nelle tue mani affido il mio spirito, anche se mi sembra che non capisco se Tu ci sei, obbedisco. Però prima di obbedire io dico al superiore, anche per chi è in formazione questo è molto importante, tutto quello che lo Spirito mi dice dentro, in modo che il superiore sia illuminato. E anche il Superiore deve dire quello che lo Spirito santo gli dice. Se c’è lo Spirito chi comanda, comanda bene e chi obbedisce, obbedisce bene : non è complicato. Ma se lo Spirito manca … Lo Spirito Santo è dato a tutti, non è venuto solo per Maria e per gli Apostoli, altrimenti gli altri non avrebbero capito. La nostra cultura non accetta che qualcuno comandi su un altro, non ha senso questo se siamo fratelli e sorelle. Però acquistare questo equilibrio non è facile, bisogna cercarlo. Quando non riusciamo dobbiamo pregare,chiedere scusa, tornare indietro, chiedere perdono tutti i giorni. Lo faccio anch’io con le mie suore, a volte devo chiedere scusa. Una volta mi è capitato in Dicastero di fare uno sbaglio e ho chiesto perdono pubblicamente. Un ufficiale mi ha detto: “Ma lei non può fare questo, è un Cardinale!” ma se lo fa il Papa tutti i momenti, perché non dovrei farlo io? Avevo proprio sbagliato !”

Nel salutare il Cardinale,NS Madre ha detto che arriveranno due sorelle di un monastero che chiude e che hanno già fatto la prova da noi e lui si è mostrato molto toccato dal fatto che due sorelle si trasferiscano dopo aver trascorso una vita intera nel loro monastero e ha molto apprezzato la nostra accoglienza. Poi NS Madre gli ha parlato delle esperienze di incontro fatte con le altre realtà monastiche della Diocesi e lui : “Bene continuate perché queste sono esperienze che fanno bene.”