Intervista a P. Saverio Cannistrà in occasione della sua nomina a membro della CIVCSVA

Intervista a P. Saverio Cannistrà in occasione della sua nomina a membro della CIVCSVA

Carissimo P. Saverio: Abbiamo ricevuto con gioia la notizia della Sua nomina a membro della CIVCSVA negli ultimi giorni. Cosa comporta per lei? È stata una sorpresa?

È stata una grande sorpresa. L’ho appreso da un messaggio del Procuratore Generale.

Potrebbe darci qualche dettaglio sui particolari del Suo compito come membro della Congregazione?

In realtà, non so esattamente quali compiti specifici siano assegnati ai membri della Congregazione. Non si tratta del lavoro dei consultori, che sono esperti interpellati per studiare alcune tematiche specifiche. So che ogni Congregazione ha delle sessioni ordinarie e plenarie alle quali sono chiamati a partecipare i membri del Dicastero.

È sempre un onore essere chiamato dal Papa a una responsabilità al servizio della Chiesa. Quale pensa può essere il Suo contributo come Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi alla Vita Consacrata?

Sono grato al Papa per la fiducia nei miei confronti e soprattutto nei confronti del Carmelo Teresiano. Quanto al contributo che potrò dare, credo che molto dipenderà dalle tematiche che saranno affrontate nelle sessioni della Congregazioni. Su alcuni temi, evidentemente, ho più conoscenza ed esperienza che su altri. Sicuramente, sarà per me un’esperienza di arricchimento e di partecipazione più intensa alla vita della Chiesa.

Sicuramente la Sua esperienza al servizio delle monache carmelitane scalze sarà di aiuto per svolgere questo compito. Che ne pensa? Quali sono le sfide e problemi della vita contemplativa oggi, secondo Lei?

In effetti, il tema della vita contemplativa è probabilmente quello in cui sento di poter dare un contributo più specifico. In questo momento, dopo la pubblicazione della Costituzione Apostolica “Vultum Dei quaerere” e dell’Istruzione “Cor orans”, la vita contemplativa, in particolare femminile, è chiamata a un rinnovamento che interessa tanti aspetti. Credo che la sfida più importante sia quella di una maturazione e di un cambio di mentalità. Ogni comunità, nel rispetto della sua autonomia giuridica, è chiamata a diventare membro attivo di un corpo più ampio, di una fraternità allargata, all’interno della quale è possibile unire le forze e trovare soluzioni adeguate alle problematiche di oggi.

 Grazie P. Saverio. Preghiamo per questa Sua missione e gli auguriamo ogni sorta di beni.