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Misión
23//03//2015
Una nuova missione a Jacareacanga in piena foresta amazzonica


P. Marcos Juchem

Nel gennaio dell'anno scorso (2014), durante l'ultimo Capitolo Provinciale della Provincia del Sud-Brasile, fu approvata la decisione di aprire una nuova missione a Jacareacanga, nello stato di Pará, proprio nel cuore della foresta amazzonica.

Si tratta di un municipio con un territorio di 53.000 Kmq e con una popolazione disseminata su tutta la zona che è calcolata approssimativamente in 30.000 abitanti. Ciò che maggiormente caratterizza questa popolazione è che il 90% di essa è indigena, cioè nativi del luogo, appartenente all'etnia mundurukú, con la presenza di una minoranza apiacá. La lingua della gente è il mundurukú, ma si parla anche in portoghese.

La parola Jacareacanga significa "testa di jacaré (caimano)". Il 96% della missione è immersa nella foresta che è attraversata da grandi fiumi, tra cui il Tapajós che, in alcuni punti, ha una larghezza di 4 Km. Altri fiumi importanti sono il Xamanxin, il Tropas, ecc.

Nella piccola città di Jacareacanga vivono circa 6 mille persone, mentre gli altri abitanti sono in buona parte dislocati lungo le rive dei fiumi, specialmente il Tapajós. La popolazione era precedentemente assistita da Padri Francescani, ma se ne sono andati 5 anni fa, per cui ora è priva di sacerdoti. Quando l'anno scorso abbiamo fatto visita, la gente ci aveva detto che aspettavano con ansia i nuovi missionari. Gli indigeni, una volta che sanno che sei "pain" (cioè padre, sacerdote), perdono ogni paura, entrano in totale confidenza e ti invitano ad ogni costo a visitare il villaggio. Ma una volta che inizi a parlare con loro, ti rendi conto che il villaggio non sta lì a due passi, dietro l'angolo, ma ad un giorno, o due o tre di canoa lungo il fiume.

La nuova missione dovrà occuparsi di circa 70 villaggi e di alcune residenze di bianchi. Questo significa che si dovrà viaggiare buona parte dell'anno, quasi sempre lungo i fiumi, per assistere spiritualmente gli indigeni. In ogni villaggio c'è la scuola in cui si insegna sia in mundurukú che in portoghese. Tra loro gli abitanti parlano il mundurukú. Gli indigeni vivono di caccia e di pesca, ma coltivano pure manioca, yucca, caffè, banane, papaya e mais.

A livello sociopolitico si sta vivendo attualmente una forte tensione perché il governo ha incominciato la costruzione del gigantesco complesso idroelettrico del Tapajóz (si tratto di ben 7 centrali idroelettriche), e questo implica un'attenzione speciale da parte dei missionari nel sostenere gli indigeni affinché siano rispettai i lori diritti, soprattutto sul come risistemarli una volta che siano costretti ad abbandonare le loro proprietà. Per questo occorre prudenza e grande discernimento.

Non si può parlare della missione, senza parlare anche delle sue necessità. Per poter raggiungere tutti i villaggi dispersi nella foresta saranno necessari una barca a motore ed un camioncino 4x4. Non ci sono buone strade carrozzabili con asfalto, ma solo piste di terra battuta. Per arrivare alla prelatura di Itaituba, dove si trova Jacareacanga, bisogna percorrere circa 400 Km di terra battuta, sempre nella foresta. Come potete vedere nelle foto, quando piove la strada diventa intransitabile, mentre nella stagione secca si è avvolti dalla polvere. Inizieremo a fare quello che possiamo, ma pensiamo che la cosa migliore sia quella di formare due gruppi, avere due barche ed intraprendere subito l'immenso lavoro pastorale che ci aspetta.

Ringraziamo fin da ora il Padre Generale per la sua risposta convinta ed entusiasta nel proporgli questa nuova missione a cui mi incorporerò tra poco, se così Dio vuole, e che prenderà il nome di "Santa Teresa" per il fatto di essere avviata durante questo V° Centenario dalla sua nascita nel cuore dell'Amazzonia, ossigeno per il mondo, ossigeno mistico-carismatico per tutti. Che sia Lei ad aiutarci e ad accompagnarci.

 

 

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Perú
23//03//2015
Camminando con Teresa nei deserti lastricati d’oggi

Nel contesto delle celebrazioni per il V° Centenario della nascita della nostra Santa Madre Teresa di Gesù, il Commissariato carmelitano di San Martino di Porres del Perù, in coordinazione con il Centro di Spiritualità, ha organizzato un ciclo di conferenze dal titolo "Camminando con Teresa per i deserti lastricati d'oggi". Gli incontri si sono svolti tra il 16 e il 27 febbraio. Questa iniziativa ha avuto lo scopo di far conoscere meglio il messaggio spirituale della Santa all'uomo e alla donna del nostro tempo.

Per portare avanti questo progetto si è ricorsi alla collaborazione di P. Maximiliano Herráiz che ben volentieri si è messo a disposizione degli organizzatori. Siamo grandemente riconoscenti al Padre per la sua collaborazione, per il tempo che ci ha dedicato e per la profondità con cui ci ha presentato la figura ed il messaggio di Santa Teresa. Le conferenze sono state impartite in diversi luoghi, sia nei conventi dei Padri carmelitani sia presso i monasteri delle carmelitane scalze di Ica, Arequipa, Trujillo e Lima. In ogni luogo s'è vista una numerosa partecipazione.

Orbene, nella capitale, sono stati per noi giorni ardui, di molto lavoro, ma anche di grandi benedizioni perché, attraverso le conferenze, abbiamo potuto conoscere ed approfondire molti aspetti della dottrina della Santa ed alimentare così la nostra vita spirituale ed animare il nostro cammino di fede. Per quanto abbiamo sperimentato c'è da essere grati al Signore perché, sia a Lima come negli altri luoghi dove si sono svolte le conferenze, si è vista una forte ed attenta partecipazione di laici, sacerdoti, religiosi, religiose, animatori pastorali, letterati, accademici, ecc. In modo semplice e chiaro P. Maximiliano ha saputo suscitare l'interesse dei partecipanti attorno al tema dell'orazione in Santa Teresa.

C'è pure da sottolineare come durante i giorni in cui si è svolta l'iniziativa, soprattutto nella capitale, c'è stato un ampio coinvolgimento dei mezzi di comunicazione cattolici, sia di stampa che di televisione. Essi hanno riportato in più occasioni l'attualità e l'importanza del messaggio di Santa Teresa e, nonostante siano trascorsi 500 anni dalla sua nascita, l'opera della Santa è più che mai viva e attraente per tutti.

Questo evento ci ha permesso di costatare la gran necessità che la gente sente di accostarsi al Signore e di riscoprire la ricchezza ed il patrimonio che possiede il Carmelo. A noi che formiamo la famiglia carmelitana rimane il compito di continuare ad approfondire lo spirito della Santa Madre per essere autentici amici di Dio e trasmette a quanti incontriamo l'esperienza di trasformazione nell'amore del Signore.

 

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Isidro Catela
23//03//2015
Isidro Catela nuovo Direttore della Fondazione V° Centenario

Il Patronato della Fondazione V° Centenario della Nascita di Santa Teresa di Gesù ha nominato Isidro Catela Marcos come nuovo Direttore Gerente. Per la sua nomina il Patronato ha valutato sia la sua ampia esperienza nell'ambito sociale e religioso, e sia la sua capacità nel dirigere gruppi di lavoro e di coordinare le attività.

P. Antonio González, Presidente della Fondazione, ha evidenziato come il compito di Isidro Catela sarà quello di lavorare affinché il messaggio di Santa Teresa di Gesù giunga alla società d'oggi.

Isidro Catela è nato a Salamanca nel 1972. Attualmente è professore nell'Università Francisco di Vitoria. È giornalista, laureato in Scienze dell'Informazione e ha diretto l'Agenzia d'Informazione della Conferenza Episcopale Spagnola per 10 anni (2004-2014). È sposato ed è padre di tre figli.

È stato anche portavoce aggiunto per la lingua spagnola durante il Sinodo sull'Eucaristia (Vaticano, 2005) e Direttore delle Comunicazioni nel viaggio pastorale di Benedetto XVI a Santiago di Compostela e Barcellona (2010).

Collabora abitualmente su vari mezzi di comunicazione sociale ed è autore di alcuni libri, tra cui Entrevistas a doce obispos españoles (Ed. La Sfera, 2008) e Hijos conectados. Educar en la era digital (Ed. Parola, 2012). Ha ricevuto numerosi premi letterari.

 

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Teatro
23//03//2015
“Un castello nel cuore”

"Un castello nel cuore. Teresa d'Avila" è il titolo dell'opera teatrale co-prodotta dalla Provincia Veneta e dal Movimento Ecclesiale Carmelitano, in collaborazione con la Compagnia Argot Produzioni e che avrà come principale interprete Pamela Villoresi, una delle attrici più famose del teatro italiano.

Per la realizzazione di questo lavoro Papa Francesco, informato dell'iniziativa, con una sua lettera si è rallegrato del progetto ed ha voluto offrire la sua Benedizione Apostolica, ricordando l'importanza di essere "figli" della Chiesa come Santa Teresa.

Il progetto ha una portata nazionale: la sua "prima" si terrà a Roma, il giorno stesso del V° Centenario (28 marzo), e proposta con scena ridotta in S. Maria della Vittoria (dov'è la celebre "Estasi" del Bernini) in collaborazione con la Provincia del Centro-Italia; con scena più ampia, si svolgerà poi il 31 marzo nella splendida Aula Magna del Palazzo della Cancelleria di Roma, e a seguire con una serie di 10 repliche fino all'11 aprile. Questo programma è per altro inserito nel cartellone del Teatro Stabile di Roma, il Teatro Argentina.

Il testo dello spettacolo sarà pubblicato dalle Edizioni OCD e promosso in occasione delle serate, insieme ad un numero monografico su Teresa d'Avila della rivista Dialoghi Carmelitani.

 

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